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AVV. ANTONELLA ROBERTI

NEWS DI OTTOBRE 2023

 

NEWS DALL'UE SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DEGLI EDIFICI: LA GERMANIA INTENDE SALVARE LA LEGGE UE, ALTRI PAESI (TRA CUI L'ITALIA) TENDONO AD INDEBOLIRE LA DIRETTIVA.

E' in via di definizione la direttiva Ue sulla prestazione energetica nell’edilizia, che promuove il settore edilizio a impatto climatico zero; – si sta avvicinando al traguardo, con colloqui decisivi previsti per il 12 ottobre, ma le industrie e le autorità governative sono in contrasto.

BDEW e BDI, le due associazioni imprenditoriali più influenti della Germania, lanciano una proposta per salvare la legge, chiedendo ai legislatori (in particolare ai deputati tedeschi di centrodestra al Parlamento europeo, Angelika Niebler e Christian Ehler), di sostenere le ristrutturazioni obbligatorie per gli edifici con le peggiori prestazioni.

Nella proposta: "Insieme alle aziende associate, BDEW e BDI sostengono l’obiettivo di un patrimonio edilizio neutro dal punto di vista climatico in Europa…La proposta della Commissione di introdurre prima standard minimi per gli edifici con la peggiore prestazione energetica è logica e sostenuta".

Le autorità tedesche sembrano invece non appoggiare particolarmente la legge e gli standard minimi di prestazione energetica (MEPS) proposti; la ministra dell’edilizia Klara Geywitz, socialdemocratica (SPD), ha definito "incostituzionale" l’obbligo di rinnovare gli edifici con le peggiori prestazioni, affermando che le comunità rurali sarebbero devastate dalla misura ed ha dichiarato: "Con questi standard minimi, produciamo migliaia di proprietà [di campagna] che non possono essere ristrutturate perché non hanno uno scopo economico, ma devono poi essere ristrutturate con i soldi dei contribuenti".

Le associazioni di categoria sostengono invece che la direttiva sugli edifici, oltre garantire la ristrutturazione degli edifici, definirebbe anche il futuro standard edilizio dell’UE, attraverso edifici a emissioni zero, a marchio ZEB (Zero Energy Building), che propongono venga applicato più facilmente; sostengono infatti che le case collegate a reti di teleriscaldamento e raffreddamento "efficienti" dovrebbero di fatto essere già considerate ZEB, che attualmente è legato solo al consumo energetico per metro quadrato.

fonte:euractiv

 

BUONA NOTIZIA: IL NOSTRO AMBIENTE HA RITROVATO I CASTORI.

Una buona notizia è il ritorno dei castori in Italia, che si ritenevano scomparsi e che, interagendo con l’ambiente in cui vivono, contribuiscono ad arricchire la biodiversità locale, ma anche a limitare i rischi idrogeologici.

Nel 2018 e poi nel 2021 erano arrivati dall'Austria alcuni esemplari nelle regioni a Nord-Est, in Friuli e Alto Adige, ma nei mesi scorsi i tecnici del Consorzio di bonifica 2 Alto Valdarno, impegnati nell’attività di monitoraggio dei corsi d’acqua per la prevenzione del rischio idraulico, hanno rilevato, attraverso le fototrappole,  la stabilizzazione di nuclei vitali.

Esistono due specie: castoro americano (Castor canadensis), che vive in Nord America, e il castoro eurasiatico (Castor fiber),  quasi scomparso in Europa, a causa di una caccia indiscriminata condotta in particolare per le pellicce, che spinse la Direttiva comunitaria Habitat  a inserirla tra le specie protette e ad avviare dei programmi di reinserimento; in Italia i castori sono "specie particolarmente protetta" a ai sensi della Legge 157/1992 per la fauna selvatica.

L'attività dei castori è soprattutto immagazzinare l’acqua in superficie, creando stagni (habitat di molte specie di insetti, uccelli, anfibi, mammiferi e pesci); quest'’acqua filtra nella falda freatica e ricarica anche le falde acquifere, aiutando a mantenere in funzione i corsi d’acqua che si seccherebbero nelle stagioni calde.

Le tane forniscono riparo ad altri animali come topi muschiati e persino a lontre di fiume e le  dighe che costruiscono riducono i rischi derivanti dalle inondazioni.

Il ritorno del castoro è un'ottimo segnale, tuttavia l'ambiente e i rischi idrogeologici vanno monitorati, per evitare alcuni problemi legati sopratutto al  fatto che il suo habitat naturale è  praticamente scomparso sin dal 1500 e gli spazi naturali che restano oggi sono decisamente diversi , sono  stati ridotti e fortemente modificati dalle attività umane ( pensiamo ai fiumi lasciati all'incuria  o antropizzati).

Mentre il nord-est italiano accoglie i castori (anzi gli esperti ne sostengono il ripopolamento) nel centro Italia potrebbe esistere la reintroduzione non autorizzata nell’habitat, fenomeno potenzialmente rischioso; l'ISPRA, ritenendo che la situazione tra Toscana e Lazio potrebbe essere problematica, propone di monitorare la situazione strettamente in questa fase, soprattutto per capire se lasciare i roditori liberi di riprodursi o frenarne  l' espansione.

fonte: thegoodintown

 

IEA (AGENZIA INTERNAZIONALE PER L’ENERGIA) CI AGGIORNA SULLA SITUAZIONE DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA.

Recentemente l'IEA (Agenzia internazionale per l’energia ) ha pubblicato la roadmap per lo zero netto al 2050 aggiornata al 2023 (dopo quella uscita nel 2021). Dalla relazione emerge che  la transizione è in mano soprattutto al settore fotovoltaico, destinato (si spera) a coprire il 90% della produzione di elettricità. Sarà necessario  triplicare entro il 2030 la capacità rinnovabile istallata fino a 11 000 gigawatt ed in generale le economie avanzate dovranno raggiungere lo zero netto entro il 2045, mentre i paesi poveri e in via di sviluppo potranno arrivarci un pò dopo il 2050.

Inoltre entro il 2030 sono previsti interventi infrastrutturali per l’espansione della rete energetica di trasmissione e la distribuzione di circa 2 milioni di chilometri all’anno; il carbone dovrà dimezzarsi entro il 2030 e sparire insieme al gas entro il 2040. I reattori modulari nucleari (anche se l'obiettivo è raddoppiarli entro il 2050) difficilmente saranno diffusi su larga scala prima del 2035, quindi non possono essere considerati prioritari per la riduzione delle emissioni  e non dovranno  sovrastare o rallentare quello le tecnologie rinnovabili (30 000 contro 900 gigawatt nel 2050).

Attualmente le tecnologie che hanno registrato uno sviluppo maggiore e in linea con gli obiettivi sono le batterie e gli elettrolizzatori, utilizzati nel fotovoltaico e nei veicoli elettrici; in particolare, "tra il 2015 e il 2022, si è aggiunto più del 400% della capacità fotovoltaica (circa 1 terawatt, quasi come la capacità elettrica installata in Europa); la vendita di auto elettriche è aumentata del 2000% con oltre 25 milioni di auto vendute (come la quantità di automobili sulle strade del Canada); le pompe di calore sono aumentate del 225% (tanto quanto tutto il riscaldamento domestico russo); la capacità di accumulo di batterie è aumentata del 2500% (come tutta l’elettricità installata in Argentina)."

I settori che richiedono ancora grandi quantità di energia e potenza e quindi un urgente sviluppo tecnologico sono l’industria pesante e il trasporto pesante, che richiederanno batterie sempre più potenti, ma anche combustibili meno emissivi e più efficienti  e maggiori metodi di cattura di CO2.

Fondamentale sarà potenziare i tassi di riciclo dei minerali e diversificare le estrazioni, che comunque, con l’abbattimento massiccio dell’industria dei combustibili fossili, si ridurranno drasticamente, pesando molto meno sull’ambiente e le comunità locali; secondo l'IEA: "…aumentare i tassi di riciclo, contribuirebbe a ridurre la pressione sull'approvvigionamento primario e apporterebbe anche benefici in termini di sicurezza energetica, soprattutto alle regioni con una maggiore diffusione di tecnologie energetiche pulite e una dotazione limitata di risorse".

L'Agenzia conclude che nel 2023 spenderemo circa 1,8 trilioni di dollari in energia pulita, ma gli investimenti dovranno salire a 4,5 trilioni di dollari all’anno entro i primi anni del 2030.

fonte:scienzainrete.it

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FOTOPRODUZIONE  DELL'IDROGENO VERDE DALL’ACQUA: IN ARRIVO UNA NUOVA  CELLA SOLARE "SUBACQUEA".

Rendere la generazione di idrogeno verde più efficiente ed economica è oggetto di studio di molti ricercatori internazionali, in particolare di un gruppo di ricerca dell'Università di Tubinga, in Germania, guidato dal Dottor Matthias May dell’Istituto di chimica fisica e teorica.

Attualmente il metodo più diffuso e assai impegnativo economicamente prevede elettrolizzatori alimentati con elettricità pulita proveniente da impianti più o meno distanti; avvicinare il più possibile la fonte energetica al processo di scissione dell’acqua ridurrebbe i costi. Il team sta appunto sviluppando una "cella multigiunzione" o fotoelettrochimica, "il cui fotoelettrodo immerso in acqua funge sia da assorbitore solare che da catalizzatore della reazione", quindi "…la raccolta dei fotoni l’evoluzione dell’idrogeno avvengono in un unico dispositivo compatto" e i costi di produzione si ridurrebbero.

fonte:rinnovabili

 

IL MIX FOTOVOLTAICO-AGRICOLTURA PORTA BENEFICI IN GENERALE, MA NEGLI ULIVETI È UN’OPPORTUNITÀ PER GENERARE L’1,8% DELL’ATTUALE DOMANDA DI ELETTRICITÀ IN ALMENO 9 PAESI DEL MEDITAERRANEO.

E' stato dimostrato come la diffusione dei nuovi impianti agrivoltaici aumenti i benefici alle colture, come ha rilevato anche un recente studio dell’Università di Hohenheim, da cui è emerso che i pannelli solari sospesi sopra i campi abbiano aiutato la produzione di  bacche, frutta e ortaggi da frutto, "integrandosi bene anche con piante foraggere, verdure a foglia, tuberi e la maggior parte dei cereali".

Una nuova ricerca, "Potential of agrivoltaics systems into olive groves in the Mediterranean region" dell’Università spagnola di Jaén, si è focalizzata però sulla potenziale integrazione del fotovoltaico nelle coltivazioni di ulivi. Sono stati selezionati i siti caratteristici di coltivazione dell’olivo in Spagna, Italia, Tunisia, Marocco, Turchia, Algeria, Egitto, Grecia e Portogallo; in particolare hanno preso in esame tre cultivar dell’olivo: Picual, Manzanilla e Chemlali.

E' stato disegnato un prototipo di  impianto adatto a oliveti ad alta densità (più di 1600 olivi per ettaro) in cui gli alberi sono piantati in file distanti fra loro circa 3,5 metri; i ricercatori hanno inoltre valutato il grado di trasparenza dei pannelli in modo da arrecare beneficio agli alberi sottostanti e hanno scoperto che "ottimizzando il modello al fine di considerare solo i mesi corrispondenti al ciclo di crescita dell’olivo si può ridurre la trasparenza richiesta, e aumentare di conseguenza la capacità fotovoltaica installata fino al 3,5%."

"Secondo il team l’installazione di sistemi agrivoltaici nell’1% della superficie totale degli oliveti mediterranei permetterebbe di generare l’1,8% dell’attuale domanda di elettricità nei 9 paesi menzionati".

fonte: rinnovabili

 

NUOVE POLITICHE SU CLIMA E AMBIENTE: LE ONG CI SEGNALANO CHE NON SARANNO TRA LE PRIORITÀ DELL’UE NEL 2024.

BirdLife, Transport & Environment, European Environmental Bureau, WWF e Climate Action Network  sostengono che, a 4 anni dal Green Deal, nella prossima dichiarazione di Granada, la bozza in cui gli Stati daranno indicazioni sulle politiche ambientali e climatiche, non ci sarebbe quasi traccia di questi temi.

Le Ong: "L’attuale bozza di testo non riesce purtroppo a riconoscere le minacce urgenti poste dalla crisi climatica galoppante, dall’allarmante perdita di ecosistemi e biodiversità e dall’inquinamento. Sorprendentemente, queste sfide vitali non figurano nemmeno tra le cinque priorità considerate dai leader dell’UE e, nella migliore delle ipotesi, ricevono solo una menzione fugace".

Tra le poltiche che più dividono vi sono la direttiva sulle emissioni industriali (da allargare anche agli allevamenti), il phase out delle auto endotermiche nel 2035 e il dimezzamento dell’uso dei pesticidi.

Secondo le Ong "Fare marcia indietro sull’impegno dell’Europa per una transizione verde, giusta e socialmente giusta farebbe il gioco di coloro che cercano di destabilizzare l’UE e minarne i valori fondamentali. Metterebbe a repentaglio la competitività dell’Europa nella corsa globale alla sostenibilità e prolungherebbe la dipendenza da regimi autoritari".

fonte: rinnovabili

 

 

 

 

 

 

 ISSN 2038-5161

Premio del Libro Europeo "Aldo Manuzio"