NATALITA' E PROPENSIONE ALLA GENITORIALITA': IL D.L. N.79/2021 RIESCE AD INCENTIVARLE?

(NOTA DELLA DIREZIONE CON IMPORTANTI RICHIAMI DOCUMENTALI).

 

Il decreto-legge 8 giugno 2021 n.79 indica espressamente, nel suo preambolo, la straordinaria necessità e urgenza di introdurre, in via temporanea e nelle more dell'adozione dei decreti legislativi attuativi della legge n.46 del 2021, misure immediate volte a sostenere la genitorialità e a favorire la natalità. E a tal fine dispone, in particolare, la corresponsione di assegni temporanei per i figli minori, in anteprima rispetto all'Auuf-Assegno unico e universale per le famiglie, previsto dalla citata legge di delega.

L'intenzione "dichiarata" del legislatore in via d'urgenza, cioè del Governo, è dunque quella di porre in essere, con un "decreto ponte", misure idonee a sostenere la genitorialità e a favorire la natalità. C'è riuscito? Tra gli esperti sono sorti dubbi al riguardo, con riferimento alle specifiche norme contenute nel decreto-legge.

Si richiama, in primo luogo, quanto fatto presente dalla Professoressa Alessandra De Rose, Ordinaria di Demografia alla "Sapienza" di Roma in occasione dell'Audizione che le è stata chiesta dalla Commissione Lavoro pubblico e Privato, Previdenza sociale del Senato sul disegno di legge n.2267 concernente la conversione in legge del D.L. 79. Nel rinviare al testo integrale dell'audizione (link www.foroeuropa.it/documenti/rivista/MemoriaSenato22-6-21.pdf), di grande interesse anche per i riferimenti al quadro attuale della natalità in Italia, si richiama, in particolare, quanto osservato dalla Professoressa in merito all'esigenza di un sostegno alla genitorialità intesa come progetto ad avere figli ed a diventare, quindi, genitori. E' un'esigenza che, a suo avviso, non viene soddisfatta dall'assegno alle famiglie con minori, il quale costituisce un sostegno per il reddito delle famiglie con figli ma non può certamente raggiungere l'obiettivo di modificare i progetti delle persone e il loro "coraggio" a mettere al mondo dei figli. E poi, si chiede tra l'altro la Professoressa, se la finalità concreta è quella del sostegno economico alle famiglie perchè limitarlo a quelle che hanno i figli minori, nonostante sia ben noto che i giovani escono sempre più tardi dalla famiglia e almeno finchè studiano e non sono indipendenti sono a carico della famiglia sotto molti aspetti, e ben oltre i 18 anni.

Di notevole interesse sono anche gli spunti critici contenuti nell'articolo ""Molto rumore per nulla: con il "decreto, ponte" l'assegno unico perde smalto, in "lavoce.info" (https://www.lavoce.info/archives/88075/molto-rumore-per-nulla-con-il-decreto-ponte-lassegno-unico-perde-smalto/. Gli Autori dell'articolo, che sono Massimo Baldini, Paolo Bosi, Giovanni Gallo, Cristiano Gori e Chiara Saraceno, mettono in rilievo varie criticità del decreto-legge, tra cui quella che l'assegno provvisorio, variando in modo significativo con il riferimento all'ISEE, si configura essenzialmente come una misura di contrasto alla povertà, snaturando gli obiettivi originari di sostegno alla natalità e alla genitorialità per tutte le famiglie.