"Siamo in ripresa dallo choc del coronavirus, ma quali scenari si aprono per l'Italia? A questa tematica è stata dedicata una recente web-conference del Business Club Italia di Londra, che ringraziamo per averci consentito di pubblicarne la sintesi, in inglese e in italiano, a cura dell'Ing. Massimo De Rose, socio del Club".

 

ITALY CURRENT PERSPECTIVES
(Synthesis of the Web-conference of Business Club Italia-London)
 
 
ECONOMY
Almost crushed by the “lockdown”.
The activities re-start, encouraged by the favourable trend of the pandemic, will be curbed by the anti-contagion measures until the vaccination will be provided or until the unlikely disappearance of the virus.
Therefore:
The worsening public debt is likely to force the government to use the private savings of the Italians through Treasury Bonds, either auctioned freely or imposed forcefully (like in 1992).
Activities re-start, mostly on a scale not economically viable. Public funds support will be necessary for an extended time.
EU financial support is indispensable, some with no payback conditions, some with favorable and extended repayment terms.
 
SOCIAL OUTLOOK
Citizens linked to the stopped activities (namely the medium and the small) have been and may continue to be, to some extent, without income but still subject to fixed expenses (for example, real estate rental). Some do not qualify for the various “bonuses” released through the recent  Prime Minister Decrees.
Therefore:
Risk of social turbulence.
 
OPPORTUNTIES
Some activities have not been interrupted, others have emerged or re-adapted.
Therefore:
Perspective of innovations and new developments.
 
THOUGHTS
Perhaps the situation is more complex than in the post-2nd World War. At that time people were surrounded by destruction and no other choice but build a new future, with the proper priorities. Today, there is a tendency to “restart from where we were”. It looks as if people don’t perceive the nation default risk. The politicians still use the strategy of emphasizing the defects of the opponents and of the bureaucracy. They still have attitudes, instrumental to propaganda, such as pressure to obtain from EU only unconditioned funds, which in turn would imply the risky temptation of being sprayed instead of being allocated along the lines of a development plan.
Therefore, no objection to EU funds linked to well defined targets. 
Furthermore: do politicians and government leaders/teams know how to define a development plan and to guide the country through its implementation, with foresight and timely actions?
 
 
----------------------------SEGUE IL TESTO IN ITALIANO-----------------------------
 
 
PROSPETTIVE CORRENTI PER L’ITALIA
      (Sintesi della Web-Conference organizzata dal Business Club Italia di Londra) 
 
  
ECONOMIA
Quasi compromessa dal “lockdown”. Gli incoraggianti  risultati  sull’andamento della pandemia autorizzano la ripresa delle attività condizionata però dalle precauzioni imposte dal rischio contagio finchè non saremo tutti vaccinati, a meno di una improbabile/imprevedibile scomparsa del virus.
Quindi:
Grave deficit pubblico con forte necessità di prelievo dal risparmio privato, o volontario e incentivato (BTesoro) o “orzato“  (come nel 1992).
Ripresa delle varie attività, ma su scala spesso inadeguata per sostenere il conto economico di ciascuna impresa. Indispensabile il supporto prolungato  dei  fondi pubblici. 
Indispensabile supporto da UE, possibilmente a fondo perduto o, comunque, a condizioni favorevoli.
 
SITUAZIONE SOCIALE
Le categorie sociali legate alle Attività interrotte (soprattutto le Medie e Piccole) sono senza introito da lavoro ma ancora soggette a spese fisse (affitti, per esempio). Alcune non si qualificano per l’ottenimento dei vari bonus contemplati dal DPCM. 
Quindi:
Rischio di turbolenza sociale.
 
OPPORTUNITA' E NUOVE DIREZIONI 
Alcune attività non sono state interrotte, altre sono emerse o ri-emerse.
Quindi:
Prospettiva di sviluppi innovativi. 
 
RIFLESSIONI
La situazione è forse più complessa che nel secondo dopoguerra. Allora alle spalle c’erano solo macerie  e si poteva solo costruire verso un nuovo futuro, con le opportune priorità.
Oggi c’è la tendenza a “ripartire da dove eravamo”. Non emerge la formale consapevolezza del rischio di default del paese. La politica è ancora sull’enfasi dei difetti altrui e della burocrazia. Ha anche pericolosi atteggiamenti, spesso strumentali alla propaganda, come la pressione per fondi europei incondizionati, che -come tali- rischierebbero di andare a pioggia o in direzioni sbagliate invece di essere incasellati e gestiti secondo le linee di un piano di sviluppo. Ben vengano, invece, condizionamenti “di scopo” da parte della UE.
Inoltre: governanti/politici sono preparati  per definire il piano di sviluppo e guidare il paese nella sua realizzazione, con tempestività e lungimiranza?
  
 
 
 
 

 ISSN 2038-5161

Premio del Libro Europeo "Aldo Manuzio"