NEWS GENNAIO 2020

 

NEWS DALL'UE 

A cura di Caterina Aloi, Redazione Foroeuropa

 

GALWAY E RIJEKA CAPITALI DELLA CULTURA UE 2020

L’irlandese Galway e la croata Rijeka prendono il posto di Matera (Italia) e Plovdiv (Bulgaria) come Capitali della Cultura Ue 2020.

Galway è la più grande città del Connacht (provincia occidentale d’Irlanda) ed è la terza città in Irlanda a detenere il titolo di Capitale europea della cultura dopo Dublino nel 1991 e Cork nel 2005. Il motto del programma culturale di Galway è “Let the Magic In”, che esplora i temi locali per eccellenza di lingua, paesaggio e migrazione con una rilevanza e una risonanza europee ed universali. Il tema “Speriamo che piova” utilizzerà il clima di Galway come fonte di creatività. Il via per Galway 2020 è a febbraio e si svolgerà intorno alle quattro feste celtiche di Imbolic, Bealtaine, Lughnasa e Samain.

Rijeka (Fiume), città sulla costa adriatica croata conosciuta per la sua atmosfera bohémien e i numerosi festival, è la prima capitale europea della cultura croata ad assumere visibilità internazionale. Il suo motto sarà “Port of Diversity” ed il suo programma culturale si concentrerà sui temi dell'acqua, del lavoro e dell’immigrazione. Le celebrazioni di apertura si terranno l’1 e il 2 febbraio 2020. Fonte:europarl.europa.eu

 

NUOVE NORME UE PER PROTEGGERE I CONSUMATORI ONLINE

A gennaio è entrata in vigore la nuova normativa europea per rafforzare le norme dell’Ue in materia di protezione dei consumatori nel mondo digitale come ha annunciato la vicepresidente della Commissione Ue, con delega ai valori e alla trasparenza, Vera Jourova. Gli Stati membri hanno a disposizione due anni per recepire la direttiva Ue nelle loro legislazioni nazionali. Le nuove regole puntano a garantire una maggiore trasparenza dei mercati online, dove sarà più chiaro se i prodotti sono venduti da un commerciante o da un privato, e dove sarà proibita la pubblicazione di false recensioni. Inoltre, come spiega la Commissione in una nota, i venditori non potranno pubblicizzare falsi sconti o promozioni, mentre i siti per la comparazione dei prezzi dovranno informare i consumatori sui criteri da loro utilizzati. Infine, le nuove regole dovrebbero garantire il risarcimento a chi è colpito da pratiche commerciali sleali, imponendo sanzioni in caso di situazioni che colpiscono larghe fasce di consumatori nell'Ue.

 

CYBERSICUREZZA: L’UE RAFFORZA LA COOPERAZIONE TRA STATI

La Commissione Europea ha presentato due progetti per migliorare la cooperazione tra gli Stati membri nella lotta contro gli attacchi informatici.

Due milioni di euro provenienti dal Connecting Europe Facility (Cef) saranno destinati al progetto MeliCERTes per potenziare ulteriormente i team in difesa della sicurezza informatica nelle infrastrutture digitali. Per far fronte alle sfide informatiche, l'Agenzia Ue per la sicurezza informatica (Enisa) lavorerà a stretto contatto con un consorzio di centri di allerta in Polonia, Austria, Estonia e Lussemburgo che forniranno strumenti utili a rispondere alle minacce in Europa.

Il secondo progetto, che riceverà un finanziamento di 1,5 milioni di euro, si concentrerà invece sulla cooperazione per lo scambio di informazioni e sulla creazione e sviluppo di centri di analisi (ISAC) a livello europeo per la sicurezza delle reti nei settori come la sanità, le infrastrutture digitali e i trasporti.

 

FRONTEX, NEL 2019 -41% DI SBARCHI VIA MEDITERRANEO CENTRALE 

I dati forniti da Frontex evidenziano che nel 2019 sono stati individuati 14mila ingressi irregolari di migranti in Ue lungo la rotta del Mediterraneo centrale, pari al 41% in meno rispetto al 2018. La Tunisia e il Sudan sono i Paesi di provenienza del maggior numero di migranti sbarcati irregolarmente sulle coste. Lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, invece, gli ingressi in Ue sono stati 24mila, circa il 58% in meno rispetto al 2018.

Un aumento della pressione migratoria si è invece verificata sulle frontiere orientali dell'Unione. In tutto il 2019, oltre 82mila migranti irregolari sono stati individuati lungo la rotta del Mediterraneo orientale, pari a circa il 46% in più rispetto all'anno precedente. Nella seconda metà del 2019, gli arrivi irregolari nella regione sono stati al livello più alto dall'entrata in vigore dell'accordo Ue-Turchia nel marzo 2016, anche se ben al di sotto dei dati registrati nel 2015 e nei primi mesi del 2016.

Sulla rotta balcanica, invece, gli ingressi irregolari sono stati circa 14mila, oltre il doppio rispetto al 2018. Sulle due rotte orientali, Afghanistan e Siria sono stati i Paesi d'origine di oltre la metà di tutti i migranti irregolari. Se si guarda invece alla totalità degli ingressi in Ue lo scorso anno, quella afgana è la nazionalità maggiormente rappresentata. Nel 2019 si è registrato un aumento del 167% degli arrivi di migranti dall'Afghanistan rispetto al 2018. I dati raccolti da Frontex mostrano anche un numero sempre maggiore di donne fra i migranti irregolari: nei primi 10 mesi del 2019 circa il 23% dei migranti erano donne, il 4% in più rispetto al 2018.

 

 

NUOVO PROGETTO UE PER GIOVANI PROFESSIONISTI DELL’EDITORIA

Digitalizzazione, analisi di dati, lotta alle fake news e collaborazione transfrontaliera sono i punti cardine del nuovo progetto “Stars4Media”, realizzato dalla Fondazione Euractiv, insieme alla Federazione europea dei giornalisti (Efj), l'Associazione mondiale dei giornali e degli editori (Wan-Ifra) e l'Università di Bruxelles VUB, per rilanciare il giornalismo europeo.

Il programma, co-finanziato dall'Ue, funziona come una sorta di Erasmus, sovvenzionando lo scambio di 100 giovani professionisti dei media giornalisti, manager, pubblicitari o tecnici che abbiano tra i 2 e i 10 anni di esperienza e desiderino sviluppare un'iniziativa innovativa in una testata di un Paese europeo diverso dal proprio, collaborando con gli altri colleghi europei, per un periodo compreso tra le 4 e le 12 settimane.

Una giuria indipendente formata da esperti nel settore della comunicazione selezionerà le iniziative transnazionali e multidisciplinari più promettenti, con particolare attenzione a quelle che approfondiscono lo sviluppo del data journalism, la lotta alla disinformazione, le applicazioni di intelligenza artificiale, l'utilizzo dei social network e la ricerca di nuovi modelli di business.

Le candidature sono aperte fino al 20 febbraio al sito https://fondationeuractiv.eu/call-for-initiatives-stars4media-exchange-and-training-programme-for-young-media-professionals.

 

CONCORSO NAZIONALE MIUR “COMUNICA L’EUROPA CHE VORRESTI”

Il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e il Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri lanciano il Concorso Nazionale "Comunica l'Europa che vorresti", rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
L'iniziativa intende stimolare un approfondimento e la condivisione dell'idea di Unione Europea, per analizzare in maniera propositiva il suo presente e il suo futuro, nonché individuare una modalità efficace di comunicare tali riflessioni.

Gli studenti sono chiamati ad elaborare un video della durata massima di 3 minuti, da realizzare con smartphone, videocamera o con il software di video editing ritenuto più appropriato, che comunichi in modo emozionale, creativo e coinvolgente una visione dell'UE di chi è “nato europeo” e desidera illustrare ai suoi coetanei la propria idea di Europa.
Il video dovrà essere inviato entro il 30 marzo 2020 secondo le modalità indicate nel bando del concorso, dove sono anche segnalati i materiali di approfondimento da consultare.
I lavori presentati saranno valutati da una Commissione esaminatrice che selezionerà i migliori tre video prodotti. Le classi vincitrici saranno premiate con una visita alle istituzioni europee a Bruxelles, organizzata dal Dipartimento per le Politiche Europee e dal Miur, in collaborazione con gli Uffici del Parlamento europeo e della Commissione europea.

Per saperne di più:

http://www.politicheeuropee.gov.it/it/comunicazione/progetti-e-campagne/concorsi-per-le-scuole/comunica-europa-che-vorresti/

 

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NEWS SULL'AMBIENTE DALL'UE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

Dal Ministero dell’Ambiente il piano per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto nelle scuole e negli ospedali.

Già approvato dal Cipe nel 2016,  ora il Piano operativo “Ambiente” è stato adottato con un provvedimento della Direzione generale del MATTM (Ministero dell’Ambiente) prevedendo un piano di bonifica da amianto per gli edifici pubblici, in particolare per la rimozione e lo smaltimento nelle scuole e negli ospedali. I fondi stanziati dal Piano amianto sono stati ripartiti secondo i coefficienti di assegnazione regionale utilizzati per le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione:

107 milioni alla Regione Sicilia ,74 milioni alla Puglia, 43 alla Calabria, 35 alla Sardegna, 14 e 16 milioni rispettivamente alla Regione Lazio e alla Regione Lombardia; i restanti fondi sono stati ripartiti tra le altre Regioni.

Barbara Floridia, membro della Commissione Ambiente al Senato: "2.400 scuole e 250 nosocomi registrano, secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, la presenza della fibra. Sono numeri impressionanti se moltiplichiamo il numero degli edifici per l’utenza che giornalmente lavora o frequenta questi istituti... Nelle sole scuole, infatti, si parla potenzialmente di 352 mila studenti e 50 mila unità del personale. A 28 anni dalla normativa che mise al bando l’amianto, le Regioni hanno adesso l’opportunità di fermare questo killer invisibile, che ha già provocato troppe vittime nel nostro Paese."

fonte: rinnovabili

 

Satelliti per individuare l’aumento del biossido d’azoto (NO2) atmosferico legato alla produzione di petrolio e gas.

Un gruppo di studiosi statunitensi e olandesi si è avvalso di una serie di strumenti satellitari per individuare meglio l’inquinamento da biossido d’azoto (NO2) atmosferico (un gas altamente tossico, che può danneggiare l’apparato respiratorio e contribuisce alla formazione dello smog fotochimico ), legato all’industria degli idrocarburi.

Attualmente, purtroppo, la produzione di petrolio e gas non sembra decisamente in calo; in alcune parti degli Stati Uniti (in particolare a livello dei bacini petroliferi di Permian, Bakken ed Eagle Ford, rispettivamente in Texas e New Mexico, North Dakota e Texas) le emissioni di biossido di azoto, l'attività di produzione di gas naturale,di olio combustibile e di petrolio appaiono addirittura raddoppiate e l'impatto ambientale che ne deriva si può vedere addirittura dallo spazio.

Barbara Dix, scienziata presso il Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences (CIRES) dell’Università del Colorado Boulder e autore principale della nuova ricerca dallo spazio:" Vediamo il crescente impatto del settore (upstream) dallo spazio...Oggi possiamo utilizzare i dati satellitari per fornire un feedback alle aziende e ai regolatori e vedere se hanno successo nella regolazione delle emissioni".

fonte: rinnovabili

 

A Siena il primo impianto di geotermia binaria: l'energia verrà dal calore della terra, ma senza impatto ambientale.

La geotermia binaria a reiniezione totale consente di produrre energia dal calore della terra senza emissioni ed impatto ambientale; ora a Siena, nell’Amiata, sorgerà il primo impianto e grazie al cosiddetto ‘ciclo binario’ avrà un impatto ambientale nullo.

Il senatore Gianni Girotto, Presidente della Commissione Industria del Senato: "Parliamo di una nuova geotermia non più inquinante perché non emette alcuna sostanza in atmosfera e di un sindaco quello di Abbadia San Salvatore che si è candidato mettendo nel programma questa nuova centrale ed è stato eletto... Si tratta di sistema che comporta solo benefici per la collettività e che in questo caso non lede il paesaggio".

Il sistema della geotermia binaria è diverso da quello tradizionale, con cui i fluidi provenienti dal sottosuolo sono usati direttamente per generare elettricità; in questo nuovo sistemale soluzioni a ciclo binario impiegano un secondo fluido di lavoro, che costituisce un “ponte” tra il geofluido vero e proprio e la macchina e "il fluido geotermico non viene mai in contatto con l’impianto termoelettrico e quindi con l’ambiente: dopo aver ceduto il proprio calore è completamente re-immesso nel sottosuolo senza emissioni in atmosfera."

fonte: rinnovabili

 

I nuovi professionisti del Green Management proverranno dall'Università UNINT di Roma.

La UNINT, l’Università degli Studi Internazionali di Roma, ha introdotto il corso di laurea triennale in Economia e management d’impresa – curriculum in Green management, che sarà attivato in seno alla Facoltà di Economia a partire dall’anno accademico 2020/2021; l'obiettivo è quello di formare professionisti dotati di una forte sensibilità ambientale e di fornire gli strumenti per unire l’efficienza della gestione aziendale con il rispetto del pianeta, dei suoi abitanti e delle sue risorse naturali.

Saranno profondamente sviluppati i concetti di sviluppo sostenibile e di responsabilità sociale d’impresa, oltre i moderni modelli economici e gestionali alla base delle cosiddette “green practices”, cioè l’economia circolare, l’innovazione sostenibile, la comunicazione sociale, la gestione dei rischi ambientali e la finanza etica. Saranno approfondite " le normative e le politiche economiche in atto a livello nazionale e internazionale per conformare i modelli di business all’esigenza di garantire la tutela dell’ambiente, l’utilizzo efficiente delle risorse naturali, l’adozione di fonti energetiche rinnovabili e l’ottimizzazione dei cicli di produzione mediante il riciclo degli scarti e l’impiego di tecnologie verdi".

fonte: alternativasostenibile

 

Allarme produzione del miele toscano: 2019, un anno drammatico per la produzione.

Il 2019 ha visto il drammatico crollo delle produzioni del miele toscano dell’85% a causa, come sempre,delle condizioni climatiche e anche della concorrenza dei paesi extraeuropei come la Cina, che hanno costi di produzione minori di cinque volte e non sono condizionati da regole severe, ma ciò comporta anche la diminuzione della qualità del prodotto finale.

Per quanto riguarda il mercato, vasetti di miele prodotti fuori da mezzo chilo sono venduti a 1,29 euro, mentre la stessa quantità di miele prodotto in Italia è di almeno 5 euro per il millefiori e di 6 euro per il mono floreale.

Paolo Pescia, apicoltore livornese: " Il 2019 è stato il peggiore degli ultimi 40 anni per la produzione di miele a causa del clima. Ma quello che resta sono i problemi di mercato: i costi di produzione sono molto alti (la prima voce è il personale) superiori di 5 volte rispetto ai paesi extra UE. Quindi oltre a valutare il prezzo del prodotto finale, che dovrebbe essere maggiore di almeno 5 volte, bisognerebbe analizzare la qualità del miele che arriva da fuori nei nostri scaffali. Il miele importato viene prodotto con regole diverse e questo il consumatore lo deve sapere".

fonte: agricolturaoggi

 

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2018: Positivi i dati ufficiali sulla produzione e consumo delle fonti rinnovabili in Italia.

Nel nuovo rapporto del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) si legge: “Nel 2018 le fonti rinnovabili di energia (FER) hanno confermato il proprio ruolo di rilievo nel panorama energetico italiano, trovando impiego diffuso sia per la produzione di energia elettrica, sia per riscaldamento e raffrescamento, sia come biocarburanti utilizzati nel settore dei Trasporti”.

Il 2018 è stato l'anno in cui la produzione verde italiana ha coperto il 17,8 per cento dei consumi finali, due punti percentuali in più rispetto al 2017 e quattro sopra il 2016, ben oltre il target del 17 per cento di rinnovabili nei consumi energetici complessivi dell'Unione europea.

Un esempio positivo viene dal comparto elettrico: nel rapporto “Energia da fonti rinnovabili in Italia – 2018”, si evince infatti che gli 835.000 impianti installati in Italia possiedono una capacità cumulata di 54,3 GW e forniscono quasi il 40 per cento della produzione lorda di elettricità.

Per quanto riguarda il settore dell'energia termica, nel 2018 il 19,2 per cento dei consumi proveniva da fonti rinnovabili, pari a 10,66 Mtep (circa 446.400 TJ) di cui 9,71 Mtep “diretti”, ossia da caldaie individuali, stufe, etc... e il resto “indiretto”, cioè  legato al calore proveniente da sistemi di teleriscaldamento alimentati da biomasse.

Infine per il settore dei trasporti, il consumo biodiesel e benzine bio nel 2018 è stato pari a 1,4 milioni di tonnellate, per un contenuto energetico di 1,25 Mtep, in grado di coprire appena il 7,7 per cento della domanda energetica del comparto. 

fonte:rinnovabili

 

Trasporto marittimo: dal 1° gennaio 2020 il limite di zolfo nell’olio combustibile utilizzato a bordo delle navi sarà ridotto allo 0,5% m / m.

Per ridurre le emissioni di zolfo (dopo la combustione nel motore lo zolfo si trasforma in ossidi (SOx), a loro volta destinati a finire in atmosfera; le emissioni di zolfo possono causare piogge acide in grado di danneggiare colture, foreste e specie acquatiche, contribuendo all’acidificazione degli oceani) dei trasporti marini  l'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) ha aggiornato le normative: dal 1° gennaio di quest’anno, le navi dovranno utilizzare olio combustibile con un contenuto di zolfo molto basso, pari allo 0,5% (massa in massa). Si tratta di un taglio sostanziale rispetto al limite passato, che fino a ieri permetteva invece un contenuto di zolfo fio al 3,5%.

Le nuove norme saranno applicate a tutte le navi indipendentemente dalla loro dimensione, ma solo per le ECAS, cioè quelle che operano al di fuori delle aree designate per il controllo delle emissioni; tali aree sono state individuate nel  Mar Baltico, nella zona del Mare del Nord; nell’area nordamericana e nell’area del Mar dei Caraibi degli USA.

Kitack Lim, segretario generale dell’IMO: "Gli Stati membri, l’industria dei trasporti marittimi e i fornitori di olio combustibile hanno lavorato negli ultimi tre anni per prepararsi a questo grande cambiamento .Sono fiducioso che i benefici saranno presto percepiti e che l’attuazione non avrà problemi. Si tratta di un cambiamento estremamente importante che avrà significativi benefici positivi per la salute umana e l’ambiente".

fonte:rinnovabili

 

In arrivo, finalmente, le clementine italiane sostenibili.

E' stato da poco firmato il protocollo d’intesa sottoscritto da Federdistrbuzione, Coldiretti e Fai (Filiera agricola italiana), che valorizza le clementine italiane provenienti soprattutto dalla Calabria e dalla Basilicata; queste sono prodotte con sistemi sostenibili, che rispettano l’ambiente e la biodiversità, combattono lo sfruttamento e garantiscono un equo compenso agli agricoltori.

Le clementine saranno presentate con un packaging particolare, che evidenzierà proprio tali caratteristiche; il presidente della Coldiretti Ettore Prandini: "L’obiettivo dell’intesa è aprire sbocchi di mercato e promuovere la competitività del prodotto italiano con concrete ricadute economiche sui territori , ma anche garantire che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute".

Claudio Gradara, Presidente Federdistribuzione: "La firma del protocollo con Coldiretti e Filiera Agricola Italiana ha un duplice valore: da una parte si ripropone l’importante obiettivo di diffondere i prodotti italiani di qualità e in particolare il vero prodotto agricolo Made in Italy attraverso la fitta rete distributiva delle imprese associate a Federdistribuzione; dall’altra segna un importante accordo che vede la maggiore associazione di rappresentanza del comparto agricolo e la principale associazione della distribuzione moderna organizzata, unire gli sforzi per un lavoro sinergico che intende sempre più migliorare la consapevolezza del consumatore nelle scelte d’acquisto accompagnando l’azione economica con profili etici e di sostenibilità delle produzioni nazionali, delle eccellenze locali e dei prodotti della tradizione italiana".

fonte:alternativasostenibile

 

 

 ISSN 2038-5161

Premio del Libro Europeo "Aldo Manuzio"