NEWS GIUGNO 2019

 

NEWS SULL'AMBIENTE DALL'UE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

LE PROPOSTE DEI PIANI NAZIONALI ENERGIA-CLIMA (PNIEC) LASCIANO PERPLESSI LA COMMISSIONE.

I ventotto dell'Ue hanno già portato alla Commissione i rispettivi  PNIEC (Piani nazionali energia-clima), in cui dichiaravano le attività sostenibili per raggiungere gli obiettivi UE 2030. Tuttavia la Commissione ha evidenziato diverse mancanze, come gli obiettivi dell’Energy Union e quelli dell’Accordo di Parigi. Dai documenti presentati è emerso, infatti, che per le energie rinnovabili gli stati membri mancheranno di 1,6 punti percentuali l’obiettivo del 32% di energia pulita nei consumi lordi 2030 e per l'efficienza energetica mancheranno di  6,2 punti percentuali rispetto al target del 32,5% .

Per quanto riguarda le emissioni, sembra invece che entro il 2030 si raggiungerà un taglio del 40% dei gas serra rispetto ai livelli del 1990, esattamente come indicato dalle nuove direttive comunitarie, anche se ultimamente  il Parlamento UE e l’ONU sostengono che l'obiettivo-Parigi debba essere portato al 55%.

I piani definitivi sono attesi per la fine dell’anno (31 dicembre 2019) con annesse le raccomandazioni specifiche della Commissione , che guiderà ogni Paese nel processo di revisione.

All'Italia, per esempio, il compito di:

1." innalzare il target per le fonti rinnovabili nel settore del riscaldamento e del raffrescamento."

2. "presentare misure concrete per la decarbonizzazione del settore dei trasporti."

3. "ridurre complessità e incertezza normativa e precisare i quadri favorevoli all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e alle comunità di energia rinnovabile."

4. "accertare che gli strumenti politici per l’efficienza energetica permettano risparmi adeguati anche nel periodo 2021-2030."

5. "disporne un consistente potenziamento, rafforzando le misure di efficienza energetica nell’edilizia (per gli edifici pubblici e privati, nuovi ed esistenti) e nei trasporti."

6. "Indicare le misure di diversificazione e di riduzione della dipendenza energetica previste a sostegno degli obiettivi di sicurezza energetica, comprese le misure che consentono la flessibilità."

7. "precisare la misura in cui il previsto sviluppo nel settore del gas è compatibile con gli obiettivi di decarbonizzazione dichiarati e con il programmato abbandono graduale degli impianti termoelettrici a carbone."

8. "elencare le azioni intraprese e i piani previsti per l’eliminazione graduale delle sovvenzioni all’energia, specie quelle ai combustibili fossili."

fonte: rinnovabili

 

FOTOVOLTAICO GALLEGGIANTE: SU UN POTENZIALE DI OLTRE 400 GW, IL MONDO NE HA INSTALLATO OLTRE 1,3GW.

Attualmente i leaders nel settore del fotovoltaico galleggiante sono Cina, Giappone, Taiwan e Corea del Sud, ma sono in crescita progetti anche in Olanda, India, Francia e USA.

Uno studio approfondito sul tema proviene dal Solar Energy Research Institute di Singapore (SERIS), che sostiene la presenza di un potenziale di 400 GW di fotovoltaico galleggiante da sfruttare nel mondo; secondo il report, a dicembre 2018 "la capacità installata cumulativa del solare galleggiante risultava essere di circa 1,3 GW. Ma, nonostante tecnologia abbia preso il via nel 2008, la maggior parte della crescita si è registrata solo dalla fine del 2016."

Attualmente le installazioni sono presenti sui bacini industriali e minerari, ma si pensa di utilizzare anche i serbatoi idroelettrici, il cui uso, visto l'effetto sul regime di flusso a valle del giacimento, sarebbe soggetto a "restrizioni relative alla gestione delle acque (in caso di dighe a cascata), agricoltura, biodiversità, navigazione e mezzi di sussistenza."

Si pensa anche al mare: “Lo spiegamento di tecnologie FPV vicino alla costa potrebbe essere di grande interesse per le città costiere popolose. In effetti, potrebbe essere l’unica via percorribile per i piccoli stati insulari per generare energia solare su vasta scala, data la limitata disponibilità di terreni adatti per installazioni fotovoltaiche a terra”.

fonte: rinnovabili

 

OCCUPAZIONE VERDE: LE ENERGIE RINNOVABILI DANNO LAVORO A 11MLN DI PERSONE.

Secondo i dati dell’Annual Review, redatto dall’Agenzia internazionale IRENA, le energie rinnovabili danno lavoro a 11 milioni di persone nel mondo.

Dal report è emerso che nel 2018  l’occupazione fotovoltaica si è espansa in India, nel Sud-est asiatico e in Brasile, mentre Cina, Stati Uniti, Giappone e Unione europea hanno perso posti di lavoro. Il settore eolico vede  invece 1,2 milioni di posti di lavoro nel mondo, in particolare in Europa e Cina e i mercati statunitensi e del Nord Africa stanno cominciando ad utilizzare la propria esperienza proveniente dal settore petrolifero nelle attività eoliche offshore.

Francesco La Camera, direttore generale dell’ente IRENA : " Al di là degli obiettivi climatici, i governi stanno dando la priorità alle energie rinnovabili come motore di una crescita economica a basse emissioni in riconoscimento delle numerose opportunità di occupazione create dalla transizione verso le energie rinnovabili […] Con l’aumento della trasformazione energetica globale, questa dimensione occupazionale rafforza l’aspetto sociale dello sviluppo sostenibile e fornisce un’altra ragione per cui i paesi si impegnano a favore delle rinnovabili".

fonte: rinnovabili

 

NEL 2018 L'ITALIA HA PRODOTTO  20,1 GW DI ENERGIA SOLARE.

Il Rapporto Statistico 2018 del GSE sul solare fotovoltaico italiano rivela il traguardo dell'Italia sull'uso dell'energia solare: lo scorso sono stati 822.301 gli impianti fotovoltaici in funzione sul territorio per una potenza totale di ben 20.108 MW. (Nel 2017 le unità fv in funzione erano 774.104 per una potenza complessiva di 19.682 MW.

Attualmente, secondo il Decreto FER 1, si attendono nuovi incentivi, che aiuterebbero soprattutto le piccole installazioni a livello residenziale e commerciale: "il segmento relativo alla classe di potenza tra 3 e 20 kW è quello che ha subito infatti l’aumento più considerevole seguito dalla classe tra 1 e 3 kW"; ad oggi "l’81% circa degli 820mila impianti installati in Italia afferiscono al settore domestico. Non stupisce pertanto scoprire come anche il dato sull’autoconsumo solare sia cresciuto di quasi tre punti percentuali, toccando il 22,7% della produzione."

fonte: rinnovabili

 

IN ITALIA LA SOSTENIBILITÀ È SEMPRE PIÙ AL CENTRO NEI SISTEMI DI GOVERNANCE E DELLE STRATEGIE DI BUSINESS.

Secondo la terza edizione della ricerca realizzata dal CSR Manager Network (associazione italiana di professionisti e manager della sostenibilità) e dai ricercatori di ALTIS, in collaborazione con Assonime  sulle principali aziende quotate in Italia (40 aziende del segmento FTSE MIB), "le imprese italiane valutano la sostenibilità sempre più al centro nei sistemi di governance e delle strategie di business, arrivando a raggiungere il Regno Unito, da sempre all’avanguardia in questo campo".

La dimostrazione di questa attenzione alla sostenibilità  è che attualmente l’80% delle aziende ha costituito un comitato interno al C.d.A. con deleghe alla sostenibilità; "di queste, quasi 3 su 4 hanno costituito un comitato specializzato con più deleghe (es. “territorio e sostenibilità”, “controllo e rischi e sostenibilità”, “nomine e sostenibilità”), ma crescono anche le aziende che decidono di costituire un comitato che si occupi solo di Sostenibilità (15%)";un grande traguardo, se si pensa che nel Rapporto 2017 si registrava un dato pari al 70%.

Matteo Pedrini, Responsabile Area Ricerca ALTIS: "siamo a un punto di svolta. Il grado di integrazione della sostenibilità nella corporate governance delle principali aziende italiane è allineato col Regno Unito, da sempre un punto di riferimento a riguardo. Le aziende italiane si sono attrezzate per un cambio di marcia verso nuovi modelli sempre più sostenibili. Siamo solo all’inizio del cammino, ma ormai è evidente come la sostenibilità sia divenuta un elemento ineluttabile per le imprese".

fonte: greenews

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EFFETTI COLLATERALI DELLA GLOBALIZZAZIONE: SEMPRE PIÙ NUMEROSE LE SPECIE INVASIVE.

In occasione del Festival dell'economia, la Fondazione Edmund Mach ha organizzato l'incontro "Alieni senza confine", dove si è evidenziato come specie non autoctone siano "in crescita ovunque, con impatti su salute e biodiversità";  la causa si rileva anche nelle dinamiche globali, che hanno favorito lo spostamento delle specie aliene, che stanno alterando le componenti ecologiche dei sistemi agro-ambientali e creano un forte impatto anche economico, ambientale e sanitario.

Andrea Segrè, presidente Fem: "Siamo presenti anche quest'anno al Festival perché la Fem è un ente di ricerca che vuole restituire al territorio gli studi che sta facendo, anche in chiave di sensibilizzazione. L'introduzione di specie aliene è legata alla globalizzazione ed ha un forte impatto sulla perdita di biodiversità, vegetale e animale, ma anche economico, ambientale e sanitario. Oltre a 'curare', Fem cerca di fare prevenzione. Dunque è importante sensibilizzare l'opinione pubblica".

Piero Genovesi, responsabile del Servizio coordinamento fauna selvatica di Ispra e chair dell'Iucn Invasive species specialist group: " I dati scientifici raccolti negli ultimi decenni dimostrano che le invasioni biologiche sono tra i principali fattori di perdita di biodiversità e rappresentano la prima causa di estinzione di specie animali al mondo. Inoltre le specie aliene invasive hanno effetti drammatici sulla la vita di molte comunità, soprattutto nelle aree più vulnerabili del mondo, con impatti anche sulla salute delle persone determinando costi di centinaia di miliardi di euro".

fonte: agronotizie  

 

DOPO DUE PROCEDURE D’INFRAZIONE SULLA QUALITÀ DELL’ARIA, IL PREMIER GIUSEPPE CONTE HA FIRMATO IL PROTOCOLLO ARIA PULITA, IMPEGNANDOSI DI FRONTE ALLA COMMISSIONE UE.

La firma del Protocollo Aria Pulita avvenuta a Torino in occasione del Clean Air Dialogue, arriva dopo ben due procedure d’infrazione sulla qualità dell’aria: la 2015/2043 e la 2014/2147, relative al superamento dei livelli di biossido di azoto (NO2) e particolato (PM10) in alcune Regioni italiane.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “Abbiamo riunito qui a Torino gli Stati generali dell’aria, una due giorni senza precedenti” per affrontare in modo risolutivo e inclusivo il problema dell’inquinamento atmosferico. “Ogni giorno muoiono prematuramente 219 persone a causa dello smog, come dice l’Oms: 80 mila circa morti all’anno – ha aggiunto il ministro – Numeri che dobbiamo azzerare”.

Il premier Conte: “È il primo esercizio di questo genere in Italia per ampiezza di attori coinvolti, per l’intento di mettere al centro il cittadino, per la stretta collaborazione con l’Unione Europea e per l’approccio collaborativo”.

fonte: rinnovabili

 

GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE: A RISCHIO LA BIODIVERSITÀ DELL'INTERO SISTEMA AGRICOLO ITALIANO.

La Coldiretti ci avverte: la biodiversità dell'intero sistema agricolo e di allevamento è a rischio e lo dimostra, per esempio, la scomparsa di ben tre varietà di frutta su quattro nell’ultimo secolo.

Tra le cause di questo disastro, anche l'introduzione di nuovi sistemi di distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta, mettendo così a rischio l'esistenza degli antichi semi della tradizione italiana; il rischio è quello di  perdere non solo la biodiversità, ma il patrimonio alimentare, culturale ed ambientale dell'Italia.

Fortunatamente in questi ultimi anni l'Italia sta provando a diventare più green: attualmente, secondo Coldiretti, è "l’unico Paese al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, ma è anche leader in Europa con quasi 60mila aziende agricole biologiche e ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm e la carne agli ormoni a tutela della biodiversità e della sicurezza alimentare".

Grande aiuto al settore agricolo è arrivato dall'introduzione della Campagna Amica, che grazie ai mercati a chilometro zero in tutta la Penisola, ha avuto l'opportunità di conservare varietà e razze a rischio di estinzione, che diversamente non avrebbero resistito alle moderne forme di distribuzione. 

fonte: alternativasostenibile

 

I GIOVANI DIFENDERANNO L'AMBIENTE.

Da un' indagine statunitense pubblicata dalla CNBC è emerso che l’86% dei "giovani d'oggi" detti "millennial" vorrebbe lavorare, anche con uno stipendio ridotto, in un’azienda "green", che applichi possibilmente politiche di CSR (Corporate Social Responsibility - responsabilità sociale d'impresa), ossia agisca attivamente  nelle  problematiche d'impatto sociale ed etico.

Da uno studio americano pubblicato su Forbes è emerso, tra l'altro, che per un'impresa, avere politiche di sostenibilità ambientale porterebbe addirittura a un aumento del 30% del capitale annuo.

Attualmente, secondo un’indagine pubblicata su The Guardian, il 63% dei lavoratori ritiene gli amministratori delegati poco attenti alla responsabilità d'impresa; l'obiettivo è quello che gli amministratori d'impresa permettano ai propri collaboratori di diventare "reali agenti del cambiamento sociale".

fonte: uci.it

 

 

 

 

 

 ISSN 2038-5161

Premio del Libro Europeo "Aldo Manuzio"