NEWS DI MAGGIO 2019

 

NEWS DALL'UE SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

AGENZIA EUROPEA PER L’AMBIENTE (EEA): MAPPATI INQUINANTI CHIMICI E ALTRE SOSTANZE PERICOLOSE NELLE 4 AREE CHE RACCHIUDONO L'EUROPA.

Nel report “Contaminazione dei mari in Europa”, l'Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato il primo tentativo di mappare la presenza sul lungo periodo di inquinanti chimici e di altre sostanze pericolose nelle 4 aree marittime che racchiudono l'Europa. Sostanze inquinanti come il cadmio e vari diserbanti sono presenti in quantità preoccupanti: problematiche in particolare sono il 96,3% delle aree monitorate nel Mar Baltico, il 90,8% di quelle del Mar Nero e l'87,3 di quelle del Mar Mediterraneo (87,3%); nell'Oceano Atlantico "solo" il 75% delle aree monitorate contengono livelli di inquinamento preoccupanti.

Secondo lo studio dell'Agenzia Europea per l’Ambiente, nonostante negli ultimi anni gli Stati membri stiano seguendo delle linee d'azione verso la progressiva eliminazione sopratutto del cadmio e del DDT, per raggiungere gli obiettivi comunitari è ormai necessaria un'azione di drastico divieto dell'uso delle sostanze inquinanti, anche perchè è dimostrato che esse persisteranno decenni nei nostri mari.  

fonte: rinnovabili.it

 

DOPO LA "TEMPESTA DI VAIA": AZIENDE PRIVATE ITALIANE COMINCIANO AD INVESTIRE SUGLI  ALBERI ABBATTUTI PER AIUTARE L'ECONOMIA DELLE VALLI E DELLE MONTAGNE DEVASTATE DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO.

Le vallate delle Alpi orientali ancora riportano la devastazione dovuta alle forti raffiche di vento che l'anno scorso causarono l'abbattimento di circa 8 milioni di metri cubi di legname; l'evento è stato così "importante" che i metereologi l'hanno chiamato "la tempesta di Vaia".

42.500 gli ettari totali pieni di alberi abbattuti, che economicamente sono costati circa 50 milioni di euro alla Lombardia, al Trentino 400 e per il Veneto si prevedono 93 milioni per la messa in sicurezza di zone a rischio valanghe.

Oggi, grazie anche al contributo di Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), che ha lanciato il progetto della Filiera Solidale, diverse aziende private italiane, aiutate da consorzi, segherie e industria del legno, provano a investire proprio sugli "alberi della tempesta".

Nonostante più del 30% del nostro territorio sia ricoperto da boschi e foreste, per assurdo l'industria nazionale importa l'80% del legno; la spiegazione va cercata sia nella scarsità di impianti come segherie o figure come quelle dei boscaioli, ma anche perchè solo il 9% delle nostre foreste sono certificate e quindi gestite in modo sostenibile, drenate, pulite, con spazi nuovi creati per la crescita di nuove piante, etc...

Angelo Luigi Marchetti, ad dell'azienda bresciana Marlegno che fa case in legno su misura: "E' una buona idea prendere legno italiano e abbiamo scelto di usare quello certificato Pefc, che arriva anche dai boschi devastati da Vaia, per realizzare parte delle nostre abitazioni".

fonte: repubblica.it/ambiente

 

XYLELLA: L'EFSA  RIVELA CHE I TRATTAMENTI RIDUCONO I SINTOMI, MA NON ELIMINANO IL BATTERIO.

La guerra contro il batterio vegetale noto come Xylella non è ancora vinta;

l'Efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare) rivela che non vi è modo per eliminarlo definitivamente, ma solo per ridurne i sintomi; metodo valido attualmente è solo quello di attuare i controlli e le misure preventive in tutta l'Ue.

La Fao ha stimato in 220 miliardi di dollari i danni da infestazione delle piante; solo in Italia, secondo Coldiretti, il conto dei danni è salito a 1,2 miliardi di euro.

Coldiretti: "La malattia in Italia si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente a Monopoli, in provincia di Bari, con effetti disastrosi sull'ambiente, l'economia e sull'occupazione".

Pantaleo Greco, presidente della Federazione nazionale Olivicola di Confagricoltura: "Ha ragione l'Efsa, non bisogna abbassare la guardia e serve un impegno straordinario di tutti per arginare questo male endemico che ha già pesantemente compromesso l'olivicoltura pugliese...Abbiamo sempre sostenuto che è fondamentale la lotta alla diffusione della malattia, con il controllo costante e la distruzione delle piante contaminate, nonché di qualunque altro materiale possa essere veicolo di diffusione di organismi nocivi. Le zone cuscinetto vanno ampliate e non ridotte e le eradicazioni vanno praticate entro al massimo 30 giorni dalla scoperta dell'albero infetto".

fonte: repubblica.it/ambiente

 

LA RICERCA OCEANOGRAFICA ITALIANA SI ARRICCHISCE DI UNA NAVE ROMPIGHIACCIO FINANZIATA DAL MIUR.

Il Ministero dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha stanziato (Art. 1, Comma 649 della legge 205/2017) ben 12 milioni di euro per l'acquisto della nave rompighiaccio “Ernest Shackleton” (già utilizzata dal British Antarctic Survey) dall'industria norvegese Rieber Shipping; oggi dunque l'OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e in particolare l'attività di ricerca della base italiana “Mario Zucchelli” nel Mare di Ross in Antartide, sarà supportata da tale "macchina", che navigherà   anche in mari polari coperti dal ghiaccio. Fino ad oggi, infatti, la nostra ricerca oceanografica aveva potuto studiare soltanto le aree completamente deglaciate.

Maria Cristina Pedicchio, presidente di OGS: “Quando completeremo l’imbandieramento italiano la nave si chiamerà Laura Bassi, in onore della scienziata italiana che nel 1700 divenne la prima donna al mondo ad ottenere una cattedra universitaria... Oltre a OGS, anche il CNR e l’ENEA hanno supportato il progetto di acquisizione dell’infrastruttura”...“Queste istituzioni hanno, infatti, stilato un accordo per la gestione della nuova nave che realizzerà gli obiettivi scientifici sia del Progetto Nazionale di Ricerca in Antartide che del Progetto Nazionale Artico”...

“La sfida si sposta ora sulla capacità di OGS e del sistema paese di garantire una gestione efficace e condivisa dell’infrastruttura, che possa promuovere a livello internazionale l’ottima ricerca polare nazionale”, conclude la presidente di OGS.

fonte: greenews.info

 

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Usa e Accordi di Parigi: la Camera dei rappresentanti ha intimato al presidente Trump di rispettare gli accordi internazionali sul clima.

Ci volevano le elezioni di metà mandato, che hanno riconsegnato la maggioranza della Camera dei rappresentanti all’ala democratica del Governo statunitense, per approvare un disegno di legge che intima al presidente Trump di rispettare gli accordi internazionali sul clima.

Il responsabile della Commissione energia della Camera dei rappresentanti, Frank Pallone:

“Oggi mandiamo al presidente, agli americani e al mondo intero il messaggio che riconosciamo la serietà della crisi climatica, e che intendiamo fare la nostra parte per affrontare la questione - Oggi inviamo un messaggio: siamo ancora dentro l’accordo”.

fonte: rinnovabili.it

 

Amsterdam: il sindaco propone il bando graduale di mezzi diesel e a benzina in quasi tutto il centro della città.

Considerando che incredibilmente l'Olanda, nonostante la grande diffusione di mezzi sostenibili, presenti notevoli aumenti dei livelli di inquinamento atmosferico tra i più alti in Europa, il Comune di Amsterdam oggi decide di vietare tutti i veicoli inquinanti entro il 2030.

La proposta si chiama "Actieplan Schone Lucht (in ingese Clean Air Action Plan)" e prevede:

nel 2020 il blocco alla circolazione dei mezzi diesel con oltre 15 anni di età;

nel 2022, nella stessa zona potranno circolare solo vetture euro 6, mentre i trasporti pubblici operativi a Sud di Amsterdam Centraal dovranno essere a zero emissioni;

per il 2025, la zona centrale di Amsterdam (il cosiddetto anello A10) permetterà la circolazione solo a taxi, motocicli, ciclomotori, autobus, camion e van elettrici o a idrogeno;

entro il 2030 le limitazioni riguarderanno anche le auto private.

Ovviamente sono previsti sussidi destinati alla cittadinanza e investimenti per potenziare la rete di ricarica elettrica.

fonte: rinnovabili.it

 

L'Italia arranca nello sviluppo sostenibile.

In occasione del prossimo Festival sullo sviluppo sostenibile organizzato dall' Asvis (Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile), dopo aver esaminato il periodo 2016-2017 e i 17 obiettivi di sostenibilità, il gruppo sostiene che, nonostante l’Italia mostri qualche segno di miglioramento in povertà, salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e di consumo, qualità della governance, cooperazione internazionale, mostra peggioramenti in alimentazione e agricoltura sostenibile, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizioni degli ecosistemi terrestri. Relativamente ad altri obiettivi la situazione appare invariata o non sono arrivati i dati aggiornati. 

Altri Paesi europei si dimostrano molto più attenti e veloci a raggiungere gli obiettivi previsti e l'Italia oggi rischia di perdere qualità della vita e quote di mercato.

Il portavoce dell’Asvis Enrico Giovannini:" Nella Legge di Bilancio 2019 manca una visione integrata di quel cambiamento verso lo sviluppo sostenibile definito dall’Agenda 2030"... "Questa valutazione emerge dall’esame dei singoli commi della Legge di Bilancio alla luce dei 169 target previsti dall’Agenda 2030. E’ una situazione che va corretta anche perché l’Europa, con la risoluzione del Consiglio europeo del 9 aprile, ha messo l’Agenda 2030 al centro della sua azione e il Parlamento europeo si è espresso in modo analogo”.

fonte:repubblica.it

 

La guerra all'amianto non è finita: 12,5 milioni i lavoratori italiani ancora esposti alla fibra “killer".

Nonostante in Italia sia stato messo al bando nel 1992 , poichè si trasforma in fibre invisibili facilmente ingeribili e inalabili, l’amianto continua ad uccidere, causando mesotelioma, tumore del polmone e tumore della laringe, tumore dello stomaco, delle ovaie e del colon retto e altri danni respiratori. In Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, di cui 33 milioni compatto e 8 milioni friabile; esiste un milione di siti contaminati, di cui almeno 50.000 industriali, e 40.000 siti di interesse nazionale.

In occasione della “Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto” si è ricordato che ancora oggi sono circa 12,5 milioni i lavoratori esposti a questa dannosissima fibra killer, che provoca non meno di 107.000 decessi ogni anno (secondo le stime OMS), di cui circa 6.000 solo in Italia.

Ora, secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, appare urgente avviare una bonifica globale, mettendo in sicurezza di tutti i siti contaminati, avviando politiche decisive di prevenzione a livello sanitario e potenziando la ricerca scientifica per affinare le terapie e le cure. L’ONA sostiene l'importanza di aumentare le tutele previdenziali e risarcitorie (prevenzione terziaria), anche per monitorare meglio l’esatta portata dei danni e delle morti; per questo ha creato lo sportello amianto online, che aiuterà diversi settori e i privati cittadini a richiedere  assistenza tecnica, medica e legale.

fonte: greenews.info

 

In Italia due questioni sociali ancora da migliorare: l'agricoltura sociale e la povertà energetica.

In Italia esiste la legge nazionale n. 141 del 18/08/2015, che definisce l'agricoltura sociale come: "l'insieme di tutte quelle pratiche agricole che hanno la capacità di generare benefici per le fasce più deboli della popolazione".

Da questa legge sono nate diverse attività, come "l'inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l'uso di risorse materiali e immateriali dell'agricoltura; prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l'ausilio di animali e la coltivazione delle piante; iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l'organizzazione di fattorie sociali e didattiche."

Nonostante questi buoni propositi, dopo quattro anni dalla sua pubblicazione, la legge 141/2015 è stata applicata solo parzialmente, mancando i relativi decreti attuativi.

Secondo il rapporto 2018 della Rrn (Rete rurale nazionale), sono stati messi a disposizione 115 milioni di euro (60 milioni dalla Ue più i 55 milioni di fondi nazionali), ma non è chiaro se siano stati effettivamente dedicati a promuovere le iniziative di agricoltura sociale.

Nel rapporto: "Poco più della metà delle aziende (intervistate durante la redazione del rapporto, N.d.A.) dichiara di aver fatto investimenti economici nell'ambito dell'attività di agricoltura sociale negli ultimi cinque anni... Costatiamo che la L.N. 141/2015 non menziona le parole "energia", "biomassa", "biocarburante" o "biogas", lasciando sottinteso che l'unico scopo dell'agricoltura sociale è la produzione di alimenti. Eppure, l'agricoltura sociale sarebbe un ottimo strumento per contrastare la povertà energetica..."

L'Europa definisce la povertà energetica come la "difficoltà nel mantenere adeguate condizioni di comfort nelle abitazioni", ma, secondo il rapporto Rrn, ignora tutte le altre necessità energetiche dei cittadini per poter vivere degnamente. Oggi l'Italia è al 22° posto fra i paesi dell'Ue in termini di misure concrete per alleviare la povertà energetica.

fonte: agronotizie.imagelinenetwork.com

 

 

 ISSN 2038-5161

Premio del Libro Europeo "Aldo Manuzio"