GUIDO RAIMONDI ELETTO PRESIDENTE DELLA CORTE DEI DIRITTI DELL’UOMO

Autore: Claudio De Rose, Direttore Responsabile

 

Un grande onore per l’Italia ed un grande Italiano alla guida della Corte che tutela i diritti umani. I giudici della Corte di Strasburgo, che rappresentano ben 47 Stati europei membri del Consiglio d’Europa, hanno di recente eletto il collega italiano Guido Raimondi come loro Presidente, unanimamente riconoscendogli, oltre all’eccelsa cultura giuridica e alla collaudatissima esperienza di alto Magistrato, anche doti non comuni di saggezza e di equilibrio.

Due doti che non dovrebbero mai mancare in chi ha la leadership di una Magistratura Superiore, soprattutto se internazionale, ma che nel caso della Corte dei diritti dell’uomo sono assolutamente indispensabili. E’ noto, infatti, che la Corte è vigile custode del rispetto di quella che può considerarsi la massima espressione della civiltà giuridica europea, cioè il riconoscimento e la tutela, da parte di tutti gli Stati aderenti all’apposita Convenzione del 1950, dei diritti e delle libertà fondamentali che salvaguardano la dignità, la sicurezza e l’integrità della persona umana. Diritti e libertà che l’individuo può far valere nei riguardi del proprio Stato, se firmatario della Convenzione o di qualsiasi altro Stato europeo che abbia sottoscritto e ratificato la Convenzione stessa.

Teoricamente non dovrebbe mai accadere che uno Stato firmatario della Convenzione sia irrispettoso della stessa, dal momento che in tanto è stato ammesso alla firma in quanto abbia dato la dimostrazione di possedere un ordinamento sufficientemente libero e democratico e potenzialmente in grado di difendere quel genere di diritti e di libertà con i propri mezzi interni. Ma, purtroppo, sul piano pratico le denunce di violazione dei diritti umani sono in Europa molto più frequenti di quanto si possa credere ed allora l’estremo rimedio è la Corte, che deve saper ergersi a giudice imparziale e risalire alla fonte della violazione denunciata, che può essere o un atto o un comportamento dei pubblici poteri di uno Stato firmatario o una sentenza dei suoi giudici, o anche una sua legge.

In questo delicato procedimento la Corte si trova davanti alla necessità di ricondurre ai parametri garantistici della Convenzione le innumerevoli specificità degli ordinamenti statuali coinvolti. Di qui l’elevatezza e la pregnanza del sapere giuridico richiesto ai giudici della Corte ed in special modo al suo Presidente, che è chiamato ad assicurare, pur nel rispetto dell’autonomia dei giudici, coerenza ed equilibrio tra i giudicati della Corte.

Un impegno che il Presidente Raimondi ha tanto il carisma quanto la sagacia per assolvere ai massimi livelli, in virtù sia della sua carriera nella Magistratura italiana, in seno alla quale ha raggiunto il grado di Consigliere della Corte di Cassazione, sia della sua conoscenza delle problematiche del diritto internazionale per aver collaborato con il Servizio del Contenzioso Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e con l’Organizzazione internazionale del lavoro a Ginevra, sia, soprattutto, per l’assoluta padronanza che Egli ha della materia dei diritti umani.

Dopo aver ricoperto, infatti, le delicate funzioni di Co-agente del Governo Italiano presso la Corte di Strasburgo dal 1989 al 1997 ed esserne stato Giudice ad hoc dal 1997 al 2003, il Dott. Raimondi  è stato nominato Giudice  pleno jure della Corte stessa dal 2010, poi Presidente di Sezione e Vice Presidente dal 2012 fino al 1 novembre 2015, data della sua elezione a Presidente.

Egli è assurto all’Alta carica internazionale in un momento storico in cui in Europa tornano ad addensarsi i rischi per i diritti e le libertà fondamentali degli individui, sia a causa dei fenomeni migratori, sotto il profilo delle implicazioni negative per la persona umana che possono avere le relative politiche di accoglienza, controllo e contenimento, sia a causa dei fenomeni terroristici, sotto il profilo delle limitazioni e restrizioni soggettive allo studio, in conseguenza degli ultimi tragici fatti.

Per entrambi gli aspetti è fortemente rassicurante che alla guida della Corte di Strasburgo ci sia il Presidente Guido Raimondi, al quale vanno gli auguri più sinceri di buon lavoro dalla Rivista Foroeuropa e dall’Istituto di Studi Europei  “Alcide De Gasperi”, che ne è l’editore.