NEWS DI NOVEMBRE 2015

 

Clima, ambiente e salute

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

fonte:http://www.rinnovabili.it 

Bonn, 19 novembre 2015 

ONU: pubblica le migliori pratiche politiche di contrasto al “climate change”. 

Ormai tutti noi sensibili alle sorti del Pianeta sappiamo che dal 30 Novembre i “grandi” avranno nelle loro mani il nostro destino... Parliamo ovviamente dei negoziatori climatici, che stanno cercando di attuare il contenimento dell’aumento di temperatura mondiale entro i 2°C.

Da parte sua l’ONU offre oggi il report “Climate Action Now – A Summary for Policymakers 2015”, (pubblicato dal Segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) su richiesta dei governi). L’obiettivo è quello di supportare ministri, consiglieri e politici in sei aree tematiche: rinnovabili, efficienza energetica, resilienza, uso del suolo, CCS, trasporti, fondamentali per le sorti del clima ma anche dell’economia, della società e  dell’ambiente in generale.

Ecco le azioni necessarie per “aiutare il clima”...

-prezzi del carbonio: è necessario adeguare il prezzo del carbonio per “incoraggiare gli investimenti e l’uso di tecnologie a basse emissioni”.

-sussidi:  investire di più nell’”energia pulita”, considerando che “nel 2013 sono stati spesi quasi 550 miliardi di euro in sussidi diretti ai combustibili fossili “...

-finanza e Capacity-Building: è necessario aiutare i  Paesi nello sviluppo delle “tecnologie verdi”.

-istituzioni:  è importante che “le istituzioni incaricate di attuare o di vigilare l’azione per il clima siano dotate di risorse e di opportuni mandati”.

 

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Parigi, 19 novembre 2015 

Attacchi terroristici: reazione di Parigi riguardo azioni sul clima. 

Ecco le conseguenze dopo gli attacchi terroristici di Parigi:

-vietate le manifestazioni per il clima: il ministro degli Esteri dichiara che il governo non è in grado di garantire la sicurezza degli attivisti per il clima.

- confermata, invece, la COP 21.

Inoltre sono confermate le 50 grandi manifestazioni per il 28 e 29 novembre che si terranno in tutto il mondo e che chiedono alla COP21 di raggiungere un accordo vincolante capace di arrestare i cambiamenti climatici. 

 

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Bruxelles, 19 novembre 2015 

Bruxelles: rapporto sull’Unione Energetica.

Ieri è stato presentato a Bruxelles da Maroš Šefčovič, Commissario europeo, il rapporto 2015 della Energy Union, che chiarisce gli obiettivi per il 2016, da parte dell’Europa, della diminuzione dei combustibili fossili e dell’aumento della sicurezza energetica e dell’efficienza.

Secondo il Commissario, però, il documento sullo stato dell’Unione energetica rileva ancora “dati parziali, vecchi e disomogenei" e tutto questo mette in dubbio la credibilità e l’utilità del documento; il commissario dichiara:”...se vogliamo vedere e misurare i progressi nella costruzione dell’Unione energetica, abbiamo bisogno di avere una chiara lista di criteri, in modo da poter confrontare la situazione come era quando abbiamo iniziato, come stiamo progredendo e dove vorremmo arrivare”.

Un esempio per spiegare la debolezza dei dati è la superficialità nel modo in cui viene misurata la “povertà energetica”: il contrasto di quest’ultima è uno degli obiettivi della Energy Union, ma sembra che il concetto di povertà non sia condiviso a livello europeo, rendendone difficile il calcolo e quindi i progressi nella sua riduzione.

Secondo Šefčovič: “l’Unione europea dovrebbe continuare a guidare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. In secondo luogo, la transizione dovrebbe essere socialmente equa e centrata sul consumatore. In terzo luogo, le sfide geopolitiche che abbiamo affrontato non scompariranno. Il 2016 sarà anche l’anno in cui porremo le basi di un sistema di governance robusto, fondato su prevedibilità e trasparenza, quello di cui gli investitori hanno bisogno. In sintesi, il 2016 sarà un anno di realizzazioni”.

 

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19 novembre 2015 

Salute: lo smog provoca il cancro ai polmoni...è certezza.

Sono purtroppo certi e comprovati i risultati degli studi sulla connessione tra l’inquinamento atmosferico e il cancro ai polmoni: insieme ad un aumento di 5μg/m3 di PM2,5, (gruppo di sostanze nocive che comprendono fibre, particelle carboniose, metalli e silice), si è riscontrato un aumento del rischio di contrarre un tumore di circa il 18%.

La Commissione Ue ha finanziato un progetto per analizzare i problemi relativi all’inquinamento atmosferico con una particolare attenzione agli effetti che provoca sulla nostra salute: le polveri rilevate in Europa sembrano essere addirittura più nocive di quelle che inquinano i cieli oltre oceano. Un motivo è la presenza in Europa delle auto diesel  (50%) contro il 2% presenti negli USA; in più il sole trasforma le polveri in inquinanti secondari ancora più nocivi. 

  

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Bruxelles, 19 novembre 2015 

Ue: infrastrutture energetiche per favorire i mercati. 

Sono 195 i progetti che l’Ue intende realizzare per costituire la “sua” Unione Energetica.

Si tratta di infrastrutture energetiche (impianti di stoccaggio energetico e smart grid, ma anche interconnector, gasdotti e oleodotti) che dovranno rendere più efficiente la sicurezza sul territorio comunitario e tenere uniti i differenti mercati energetici.

Non a caso tali progetti rientrano nei PIC (Progetti di Interesse Comune) e ieri Bruxelles ha sottolineato che tali opere saranno favorite da autorizzazioni accelerate (della durata massima di tre anni e mezzo) e da migliori condizioni normative; l’UE ha istituito alcuni fondi, come il meccanismo per collegare l’Europa (CEF) e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), che contribuiranno a mobilitare i capitali necessari, pari a 5,35 miliardi di euro nel periodo 2014-2020.

Tra i  parametri necessari per essere inclusi nell’elenco: il progetto deve dimostrare di “offrire vantaggi significativi ad almeno due Stati membri, contribuire all’integrazione del mercato e a una maggiore concorrenza, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento e ridurre le emissioni di CO2.”

Nella lista dei progetti figurano 77 riguardanti direttamente il gas e 7 il petrolio.

Per quanto riguarda l’Italia: ha 16 progetti in lista, che si concentrano principalmente sugli interconnettori elettrici e sul fronte del gas, anche se, rispetto all’ultima revisione, la Commissione europea ha praticamente dimezzato i PIC italiani. Tra questi: la costruzione del Tap (Trans-Adriatic Pipeline), gli interconnector con Francia, Svizzera ed Austria), il gasdotto Italia-Malta con il rigassificatore Gela e il reverse flow con la Svizzera al Passo Gries.

 

fonte:http://www.asa-press.com 

18 novembre 2015

Made in Italy: cresce l’export agroalimentare. 

L’Istat rileva la crescita dell’export agroalimentare del Made in Italy: 27 miliardi in 9 mesi.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina si dimostra entusiasta commentando i dati Istat sul commercio estero relativi ai primi 9 mesi del 2015.

Dichiara: “...Un dato in crescita di 8 punti percentuali rispetto allo scorso anno e che nel solo mese di settembre vede l'export agroalimentare superare i 3,2 miliardi, quasi il 6% in più rispetto al 2014. Un risultato straordinario che evidenzia il grande successo che questo settore sta avendo nel mondo, anche grazie all'occasione avuta con il semestre di Expo Milano 2015...” Secondo il Ministro la legge di stabilità ha favorito l’aumento delle risorse per il Piano per l'internazionalizzazione e, grazie anche alla collaborazione del Ministero dello Sviluppo economico, si sta attuando una decisa campagna strategica di promozione e di attacco all'”Italian sounding”.

 

fonte:http://www.asa-press.com 

18 novembre 2015

Mercati agricoalimentari: in attesa del rialzo... 

Nell’Overview sui mercati agroalimentari di questa settimana l’Ismea rileva  una generale situazione di ribasso, dovuta a varie contingenze, che hanno caratterizzato questo periodo.

Si rileva uno stato di attesa da parte dei produttori riguardo gli scambi sui circuiti vinicoli: nelle prossime settimane i produttori si aspettano un effettivo rialzo rispetto ai timidi segnali di recupero dei listini osservati a partire da ottobre.

Rispetto al mercato dell’olio ci si aspetta un forte aumento dei prezzi, soprattutto degli EVO, che “lottano” contro le nuove produzioni comunitarie.

Per quanto riguarda, invece, i mercati dei cereali e dei semi oleosi non sembrano esserci grosse novità:  le quotazioni delle produzioni nazionali restano ferme sulle principali piazze di rilevazione.

Anche le temperature miti di queste ultime settimane hanno rallentato il consumo dei prodotti ortofrutticoli tipici dell’autunno, determinando un transitorio adeguamento verso il ribasso dei prezzi; ora ci sia aspetta un rialzo, grazie all’abbassamento delle temperature.

Anche il consumo delle carni ha subito un ribasso dovuto all’allarme dell’Oms, ma l’Ismea dichiara che la situazione dovrebbe tornare progressivamente alla normalità, come sempre accade dopo una tale ondata allarmistica.

 

fonte:http://www.rinnovabili.it 

Parigi, 18 novembre 2015

COP 21: paesi ricchi pronti a interrompere i crediti all’esportazione di carbone. 

Un accordo dei Paesi dell’OCSE riguardo il carbone pare sia stato raggiunto: niente più crediti all’esportazione, in particolare a molte centrali a carbone ritenute inefficienti. Da questo accordo subiranno serie conseguenze soprattutto gli impianti in costruzione nelle economie emergenti, in particolare quelli altamente inquinanti del sud est asiatico.

In particolare si sono accordati il Giappone, il più grande esportatore di questa tecnologia, e gli USA. Corea del Sud e Australia si sono uniti al gruppo, anche se hanno chiesto qualche concessione.

I Paesi membri dell’OCSE hanno anche stabilito di riesaminare questo accordo nel 2019, con l’obiettivo di estendere il veto su questi incentivi indiretti a tutto il settore del carbone. Si tratterebbe di una svolta epocale, considerando che i governi che aderiscono all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico hanno speso circa la metà dei 73 miliardi di dollari finiti in crediti all’esportazione di carbone negli ultimi 7 anni.

 

fonte:http://www.rinnovabili.it 

Budapest, 18 novembre 2015 

Il Ministro dell’Ambiente Galletti firma il “Patto di Parigi”. 

Cos’è il “Patto di Parigi”: l’impegno nella protezione e tutela delle acque transfrontaliere e dei corsi idrici internazionali.

Si tratta di un documento fondamentale della 7° Conferenza delle parti (COP7) della Convenzione dell’UNECE,  che ha l’obiettivo di portare avanti  gli obiettivi della Convenzione firmata negli anni ’90 a Helsinki: “istituire un quadro per le iniziative di cooperazione bilaterale e multilaterale volte a prevenire e limitare l’inquinamento dei corsi d’acqua transfrontalieri e a garantire l’utilizzazione razionale delle acque”.

L’Italia con Galletti mette la sua firma sul documento, che pone la sua massima attenzione al climate change, causa, insieme all’inquinamento antropico, della pesante modifica dei corsi d’acqua, con innegabili conseguenze a livello di gestione della risorsa idrica. Il “patto” firmato da Galletti è parte dell’agenda di Lima-Parigi, nel quadro della Cop21, che si svolgerà nei prossimi giorni e farà parte del programma della “Giornata d’azione sulla resilienza ai cambiamenti climatici” che si terrà nella capitale francese il 2 dicembre.

Due gli obiettivi fondamentali in agenda:  adattamento ai cambiamenti climatici nei bacini idrici e impegni (non giuridicamente vincolanti) presi dai firmatari per applicare le misure stesse di adattamento individuate.

  

fonte:http://www.unaproa.com/ 

17 novembre 2015 

Pac (Politica Agricola Comune): qualcosa va cambiato...

Secondo il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, l’Italia si mostra preoccupata, di fronte all’Europa, per quanto riguarda le etichettature dei prodotti derivati del latte, la semplificazione della Politica agricola comune (Pac) e gli accordi commerciali con i Paesi terzi.

Il Ministro si aspetta che i ventotto Paesi membri, con le loro politiche, snelliranno a livello “burocratico-amministrativo” la Pac, per aiutare le imprese italiane, che arrancano.

 

fonte:http://www.rinnovabili.it 

Notizie fuori UE

Kansas City, 17 novembre 2015 

Riscaldamento globale: si stacca un pezzo di Groenlandia. 

Il ghiacciaio Zachariae Isstrom (in Groenlandia) si sta sciogliendo a causa del riscaldamento globale, rischiando di alzare il livello del mare di mezzo metro.

“La perdita di ghiaccio sta avvenendo rapidamente in termini glaciologici, ma lentamente in termini umani” spiega John Padel, dell’Università del Kansas, tra gli autori del lavoro pubblicato su “Scienc”.

Secondo i calcoli della ricerca l’isola gelata si muove a un ritmo di 125 metri l’anno.

Scientificamente avviene che il ghiacciaio viene eroso sia dall’aria calda (che ne scioglie la parte emersa in superficie), ma anche dalle correnti oceaniche a loro volta riscaldate dal “global warming” e che assottigliano la parte sommersa del ghiacciaio. L’acqua, che passa dallo stato solido a quello liquido, ogni anno, è quantificabile in 4,5 miliardi di tonnellate.

Rischio per l’uomo: è probabile che il ghiacciaio continui a ritirarsi al ritmo attuale per altri 20 o 30 anni, sottraendo alla Groenlandia un’enorme striscia di territorio. Secondo il ricercatore dell’Università del Cansas, “nel giro di poche generazioni la perdita di ghiaccio potrebbe fare una differenza sostanziale nell’innalzamento del livello del mare”.

 

fonte:http://www.euractiv.it/ 

Bruxelles, 17 novembre

Bruxelles: creato l’ECHI per confronto dati salute UE. 

Esperti Ue hanno creato l’ECHI, (sostituisce il precedente HEIDI (Health in Europe: Information and Data Interface), che costituisce un'applicazione interattiva capace di fornire informazioni importanti e comparabili a livello europeo in materia di salute e sanità sulla base di specifici indicatori, suddivisi in 5 gruppi:

  • fattori demografici e socio-economici,
  • stato di salute,
  • determinanti della salute (fumo, alcool, etc.),
  • interventi e servizi sanitari,
  • promozione della salute.

La novità è la possibilità di selezionare contemporaneamente i diversi indicatori, confrontandoli e analizzandoli.

Dallo strumento precedente derivano i grafici a linee, i diagrammi a barre, la mappa, le tabelle, i metadati e diverse possibilità di esportazione.

Sono diversi gli esperti della Commissione Ue che hanno costituito la lista degli indicatori del sistema, contribuendo in tal modo a costituire una specifica e affidabile panoramica dei sistemi sanitari e della salute in tutta Europa.

   

fonte:http://bio.uniroma2.it/ 

17 novembre 2015 

Svelata la “firma molecolare” del cervello. 

Esperti ricercatori dell’Istituto Allen per le Neuroscienze di Seattle hanno pubblicato su Nature “Neuroscience”  i risultati di uno studio interessante sul cervello: esisterebbe una vera e propria “firma” molecolare del cervello, che si presenta in 32 forme diverse, ma è comune a tutte le persone e sembra ne determini le abilità cognitive esclusive che ci distinguono dagli altri animali.

Tale scoperta potrà apportare nuove prospettive anche nel trattamento di malattie come l’Alzheimer e l’autismo. In verità lo stesso Istituto ha già contribuito nel 2012 ha creare l’Atlante del cervello umano, mappando i geni attivi nell’organo.

 

fonte:http://www.euractiv.it/ 

13 Novembre 2015 

UE: lotta alle pratiche sleali nel settore agroalimentare.

La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo chiede una normativa europea per affrontare le pratiche commerciali sleali e introdurre maggiore equilibrio nella catena di approvvigionamento alimentare. Si tratta, in particolare, di modifiche unilaterali o retroattive dei contratti ai ritardi nei pagamenti, che minacciano il reddito dei produttori e tendono a favorire l’abbassamento degli standard di sicurezza e della qualità, a discapito dei consumatori.

Gli eurodeputati chiedono un “lavoro legislativo” più intenso per tutelare i produttori agricoli.

L’obiettivo è raggiungere una maggiore “...equità nella catena di approvvigionamento alimentare in cima all'agenda politica e riflette le preoccupazioni dei membri della commissione Agricoltura circa l'impatto delle pratiche commerciali sleali sui redditi agricoli, nonché sulla sostenibilità della catena di approvvigionamento alimentare”, ha affermato la relatrice. E’ necessaria da parte dell’Ue una legislazione a livello europeo che tuteli gli agricoltori e permetta di reprimere queste pratiche con un sistema di sanzioni e anche una presenza dell’Ue maggiore per coordinare gli sforzi e le best practice che i 28 portano avanti a livello nazionale.

  

fonti:http://www.corriere.it/  http://agronotizie.imagelinenetwork.com/ 

12 novembre 2015 

“Questione” olio d’oliva...

Ricordiamo che nei giorni scorsi  erano state iscritte sul registro degli indagati per frode le aziende Carapelli, Bertolli, Santa Sabina, Coricelli, Sasso, Primadonna e Antica Badia.

Sulle confezioni le imprese avrebbero dichiarato come “extravergine” un olio che in realtà è solo “vergine”.

Ora emergono altri particolari nell’indagine dei Nas: stanno indagando sulla provenienza delle olive, che, in gran parte, sembra vengano dall’estero. In verità, a giugno, quando è iniziata l’indagine,  gli inquirenti avevano già avuto il sospetto sulla provenienza non italiana delle olive: si sa che  spesso sono di qualità inferiore e contribuiscono a creare un olio non extravergine e ricco di difetti.

A parte l’evidente frode nei confronti dei consumatori, da parte loro i produttori che “pongono in vendita o mettono altrimenti in circolazione opere dell'ingegno o prodotti industriali, con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti a indurre in inganno il compratore sull'origine, provenienza o qualità dell'opera o del prodotto”,  rischiano di essere puniti a livello penale: si parla di reato di frode in commercio previsto dall’articolo 517 del codice penale. Per onestà di informazione ricordiamo che i sospetti per ora non sono stati verificati.

 

fonte:http://www.tuttogreen.it/ 

12 novembre 2015

Allevamenti di gamberetti: devastanti conseguenze per l’ambiente e la salute.

Dedicata a coloro che sono particolarmente attenti all’ambiente e alla salute, ecco una notizia allarmante: il commercio dei gamberetti ed in particolare dei gamberi tropicali rappresenta una delle attività industriali meno sostenibili nell’industria ittica.

In sintesi le conseguenze devastanti del commercio dei gamberetti:

-i danni al territorio e all’agricoltura: gli allevamenti di gamberi spesso derivano dalla distruzione delle foreste di mangrovie. Un esempio negativo è l‘ Ecuador dove, a causa dell’acquacoltura gamberiera, il 70% delle foreste di mangrovie sono state eliminate. Si determina così la  deformazione delle coste rischiando che l’acqua salata invada territori che presentano colture o specie vegetali. Inoltre per le “vasche” dei gamberetti sono stati distrutti vasti campi coltivati, che, per almeno sette anni, (periodo dell’allevamento) restano bloccati, provocando la “desertificazione” del terreno salinizzato.

-inquinamento degli impianti: a causa dei rifiuti organici e dai mangimi non utilizzati si produce inquinamento e la salute del mare e dei pesci è minacciata dagli antibiotici utilizzati per combattere le malattie provocate dal sovraffollamento degli allevamenti e dai pesticidi usati per limitare la presenza di organismi indesiderabili.

- abbandono delle terre: in Bangladesh, in particolare, si è rilevato l’abbandono da parte di 300.000 contadini delle proprie terre, sacrificate alla produzione di gamberi.

-sfruttamento minorile: siamo nel 2000, ma ancora avviene, in particolare in India ed in Thailandia, che i bambini al di sotto dei dieci anni sono costretti a lavorare... per non parlare delle donne sottopagate.

 

fonte:http://bio.uniroma2.it/ 

Milano, 11 novembre 2015 

L’Italia attiva nel “postexpo2015”.

L’Italia contribuirà al “postexpo2015”, cioè al recupero dell’area, attraverso l’attività dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit), stimato polo internazionale di ricerca, che sorgerà nell’area dell’ex-esposizione milanese: 70.000 metri quadrati, 1600 scienziati e 145 milioni di euro l’anno per realizzare Human Technopole-Italy 2040.

L’obiettivo è combattere le malattie oncologiche e neurodegenerative realizzando nuove “tecnologie verdi” e valorizzare il patrimonio artistico-culturale italiano.

 

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News dall'Ue

A cura di Caterina Aloi, Redazione Foroeuropa

 

UE: SVOLTA EUROCAMERA, ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE E VOTO AI SEDICENNI 

Il Parlamento europeo ha deciso di proporre formalmente una riforma del sistema elettorale che comporta l'elezione diretta del Presidente della Commissione, stabilizza il processo degli 'spitzenkandidaten' introdotto sperimentalmente nel 2014 che ha incoronato Jean Claude Juncker. Prevede il voto elettronico senza urne fisiche, con un’età minima comune "preferibilmente" di 16 anni, come in Austria. La proposta è stata approvata dalla miniplenaria del 12 novembre a Bruxelles con 315 sì, 234 no e 55 astenuti.  

Principale punto della riforma, l'indicazione da parte dei partiti europei di un loro capolista unico per tutti i 28 Paesi che sia anche il candidato alla guida della Commissione; l'obbligo di chiudere le liste ed indicare i candidati almeno 12 settimane prima dello scrutinio; l’introduzione di soglie nazionali obbligatorie fra il 3% ed il 5% (attualmente mancano in Spagna e Germania) per la partecipazione alla distribuzione dei seggi; infine, il diritto di voto all'estero per tutti i cittadini grazie alle urne elettroniche ed esteso in tutti i Paesi ai cittadini che hanno compiuto 16 anni.

Fonte: Ansa 

 

SERBIA ELETTA NEL CONSIGLIO ESECUTIVO UNESCO

Nel corso della 38ma Conferenza generale di Parigi il 12 novembre scorso, su 186 Stati partecipanti al voto, la Serbia è stata eletta nel Consiglio esecutivo dell’Unesco con 161 preferenze. Farà parte del gruppo regionale 2 insieme a Slovenia, Lituania e Russia. L'elezione della Serbia è avvenuta due giorni dopo il no della Conferenza generale all'ammissione del Kosovo, una candidatura fortemente avversata da Belgrado, che non riconosce il Kosovo come Stato indipendente. L'Italia, rieletta anch'essa nel Consiglio esecutivo, fa parte del gruppo 1 con Francia, Grecia, Spagna, Regno Unito e Usa.

Fonte: Ansa

 

SCUOLA: ITALIA MAGLIA NERA UE SU LAUREATI E INGRESSO NEL MONDO DEL LAVORO

Il quadro che emerge dal rapporto Ue 2015 di monitoraggio su educazione e formazione pone l'Italia ancora una volta come maglia nera Ue nell'istruzione, collocandola all'ultimo posto tra i 28 Paesi con il più basso numero di laureati, al penultimo per gli ingressi nel mondo del lavoro e tra i peggiori per il sempre elevato numero di abbandoni scolastici.  

Solo il 23,9% degli italiani tra i 30 e i 34 anni è laureato, la percentuale più bassa di tutti i Paesi europei nonostante un miglioramento del 3,5% negli ultimi tre anni. A fronte di una media Ue del 37,9% rispetto all'obiettivo del 40% entro il 2020, l'Italia è ampiamente al di sotto, anche se è vicina al raggiungimento del suo obiettivo nazionale che fissa l'asticella molto più in basso, al 26%.

I Paesi con più laureati sono Lituania, Lussemburgo e Cipro, tutti sopra il 50%. In Italia chi esce dall'università o comunque da un ciclo di istruzione superiore non riesce ad entrare nel mondo del lavoro: sono appena il 45% contro una media Ue del 76% gli occupati tra i 20-34 anni con lauree o titolo di studi secondari superiori. Peggio solo la Grecia, con il 44,3%. Al vertice dei giovani occupati qualificati i maltesi (91,7%), i tedeschi (90%) e gli olandesi (87,3%).

I ragazzi italiani sono al quinto posto tra i coetanei europei che lasciano gli studi: gli abbandoni sono intorno al 15%. Peggio solo Spagna (21,9%), Malta (20,4%), Romania (18,1%) e Portogallo (17,4%). Su questo fronte, però, l'Italia ha già ampiamente raggiunto il suo obiettivo 2020 del 16%. Quello Ue, invece, è fissato a "meno del 10%", con una media attuale dell'11,1%. Al top Croazia (solo 2,7%), Slovenia (4,4%) e Polonia (5,4%). L'Italia è invece tra i Paesi virtuosi per l'inserimento nell'educazione dei bimbi dai 4 anni in su, con il 98,7%.

Bruxelles, però, sottolinea che negli ultimi anni sono stati "fatti progressi" e che la "recente riforma può aiutare a creare le condizioni per migliorare ulteriormente i risultati".

Fonte: Ansa

 

STOP AL DOLORE CRONICO, NASCE LA CARTA DEI DIRITTI DEI PAZIENTI UE

Per sensibilizzare le amministrazioni europee sull’importanza di considerare la fine del dolore cronico come un diritto sociale, Senior International Health Organization (Siha), FederAnziani, Pain Alliance Europe insieme a numerosissimi europarlamentari hanno presentato al Parlamento europeo una proposta alla base della Carta Europea dei diritti dei cittadini over 65 con dolore cronico.

Spesso è un vero e proprio male piuttosto che un semplice sintomo, colpisce 100 milioni di uomini e donne europei, di cui la metà ha più di 65 anni. È il dolore cronico, una condizione che si può sconfiggere rendendo disponibili al pubblico terapie altamente tecnologiche e i mezzi adeguati.

Un problema che incide pesantemente sulla qualità della vita delle persone e che determina costi enormi. Secondo le stime l’impatto dei costi sanitari totali diretti ed indiretti per dolore cronico sul Pil dei 28 Stati Membri varia dal 2% al 2,9% dell’Irlanda, con una media Ue del 2,4% ed un costo pari a 271 miliardi di euro all’anno.

Obiettivo dell’iniziativa è ottenere che la maggioranza più uno degli europarlamentari firmi la Carta, in modo che automaticamente venga pubblicata dalla Gazzetta ufficiale dell’Ue, creando i presupposti perché la Commissione metta a punto una proposta legislativa.

Fonte: Ansa

 

BREVETTI: STUDIO UE DENUNCIA FRAMMENTAZIONE EUROPEA

Uno studio della commissione affari economici (Econ) del Parlamento europeo sulla legislazione riguardante brevetti e marchi protetti, condotto su dodici sistemi in altrettanti Paesi Ue, ha evidenziato la frammentarietà della legislazione europea sui 'patent box' - brevetti e marchi protetti.

Lo studio della commissione Econ rivela un quadro molto variegato in Europa, che vede la tassazione variare dallo zero in Paesi come Malta, al 15% come nel modello francese. Diverso anche da Stato a Stato il trattamento delle spese e delle detrazioni previste. Nel caso dell'Italia, le norme prevedono un'agevolazione fiscale per "brevetti, marchi, software protetto da copyright, disegni e modelli giuridicamente tutelati" pari al 30% nel 2015, al 40% nel 2016 e al 50% dal 2017 di tali redditi.

L'Italia, secondo lo studio, fa parte del primo gruppo di regimi individuati - insieme a Belgio, Paesi Bassi e Gran Bretagna - quelli più mirati a incentivare ricerca, sviluppo e innovazione. L'altro modello - Cipro, Francia, Ungheria - cerca di attrarre tutte le forme di beni immateriali.

Secondo gli esperti del Parlamento europeo, un sistema non uniforme a livello Ue non fa altro che agevolare "le pianificazioni fiscali aggressive delle multinazionali" che "cercano di sfruttare le falle dei due modelli". A questo riguardo, la Commissione europea è al lavoro da tempo per realizzare un sistema di tassazione comune per le imprese.

Fonte: Ansa

 

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Ambiente e alimentazione

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

fonte: http://www.pontilenews.it 

Expo 2015: è stato un successo, ma che fine faranno i “materiali?”.

Iniziato quasi in sordina, Expo 2015, tra critiche e applausi, alla fine, in generale, si è rivelato un successo; dal 1° novembre è cominciato lo “smontaggio” dei padiglioni e contemporaneamente la loro nuova destinazione e riqualificazione. Anche il cibo in eccesso non sarà sprecato: pare che grazie alla collaborazione tra Banchi biomedico, farmaceutico, alimentare e tecnologico tutto verrà recuperato e riciclato; il Banco Informatico Tecnologico e Biomedico Onlus provvederà al recupero delle stampanti e dei computer, mentre il Banco Building Onlus smonterà alcune strutture e le riadatterà a fini umanitari, lo stesso farà il Banco Farmaceutico Onlus. Del cibo si occuperà il Banco Alimentare, che conferma il recupero e la consegna di cibi integri e commestibili, per quasi 30.000 kg.

La riqualificazione dell’area è ancora in fase di studio; in quella zona rimarranno sicuramente  il Padiglione Zero, Palazzo Italia e l’Albero della Vita (quest’ultimo almeno fino alla fine dei lavori di smontaggio del complesso). Gli altri padiglioni troveranno ognuno un nuovo utilizzo.

Pare dunque che il tema  dell’Expo Milano 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita” stia motivando gli organizzatori a “chiudere i lavori” in maniera “sostenibile”...

 

fonte: rinnovabili.it

Taglio delle emissioni: fondamentale per rallentare la povertà dei popoli.

Un nuovo studio pubblicato su “Nature” dagli scienziati delle Università di Stanford e Berkeley ha dimostrato alcune tristi conseguenze dei mutamenti climatici:

-  il prosegure del cosidetto “business as usual” può causare l’impoverimento del 77% dei Paesi del mondo: a causa dell’ alto consumo di combustibili fossili e il relativo inquinamento da CO2, il 77% dei Paesi del mondo sarà più povero nel 2100.

-  una temperatura media di 13 °C è ottimale per il funzionamento dell’economia, in particolare per la produttività agricola: nei luoghi più freddi un aumento delle temperature favorisce l’economia locale, ma oltre la soglia media dei 13 °C, la produttività comincia a scendere. Anche l’Occidente ricco si dimostra dunque vulnerabile, quasi come il resto del  Sud del mondo, quando si supera il tetto dei 13 °C di temperatura media.

- i Paesi freddi come il Canada e la Russia potrebbero avere benefici economici dal surriscaldamento globale...anche se dall’altra parte i loro partner commerciali accuserebbero rallentamenti nella crescita economica.

Per “riparare” i “fallimenti del mercato”  dovuti ai costi dell’inquinamento da CO2 i mercati dovrebbero mettere un prezzo all’inquinamento da carbonio, fissare cioè un prezzo del carbonio che rifletta le migliori stime del costo sociale del carbonio: chissà cosa “verrà fuori” dalla Cop21...

 

fonte: rinnovabili.it

L’industria dell’olio di palma disbosca, incendia e produce fumi tossici.

I fumi tossici  che da oltre due mesi provengono  dalla ” bonificazione” di migliaia di ettari di foresta in Indonesia da parte dell’industria produttrice dell’olio di palma, (olio saturo, che contiene l’acido palmitico, sostanza aterogena, capace di favorire la genesi dell’aterosclerosi, versatile (usato per shampoo e dolci) e duttile come il burro, ma con un prezzo molto più contenuto)  hanno infettato i polmoni di mezzo milione di persone. I fumi causati dagli incendi (favoriti anche da una stagione secca più lunga del solito, a causa dell’impatto di El Niño. ) hanno invaso anche la Malesia e Singapore. Nelle zone più colpite di Sumatra e Kalimantan, i livelli di inquinanti dell’indice standard (PSI) toccano il tetto dei 2.000, quando la soglia di pericolo è 300. Tra gli animali più a rischio: l’orango, divenuto specie in via di estinzione a causa della “bonifica” incendiaria guidata dall’industria. Questo delicatissimo primate, a causa degli incendi e del taglio delle piante, è costretto a fuggire o a morire tra le fiamme...

 

fonte: rinnovabili.it

No al carbone- sì alle rinnovabili

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) dalle pagine del suo World Energy Outlook 2015 (WEO 2015) ci indica i segnali del cambiamento per quanto riguarda le rinnovabili.

Oggi le rinnovabili contribuiscono per circa la metà alla nuova capacità di generazione elettrica a livello mondiale e, con 130 GW di capacità istallata solo nel 2014, sono già diventate la seconda più grande fonte di elettricità dopo il carbone. Determinanti saranno i primi anni del 2030 quando il carbone sarà “messo alle corde”. Secondo il documento la domanda di energia crescerà dell’1% l’anno fino 2040, circa la metà della media annuale che il pianeta ha avuto a partire dal 1990. Fortunatamente si prevedono intensificazioni delle politiche che sostengono tale cambiamento: un esempio  il Clean Power Plan degli USA, che si impegna  a  diminuire di un quinto rispetto al passato il tasso delle emissioni di CO2.

 

fonte: http://www.ansa.it/ 

12 novembre 2015

Boldrini sul clima: “la politica serve”.

La presidente della Camera Laura Boldrini nel corso di un evento sulla Cop21 si è espressa sui cambiamenti climatici :

“...A Parigi si deciderà il futuro, si deve uscire con un accordo che impegni gli Stati a non aumentare la temperatura del pianeta oltre i due gradi centigradi (e già così non si eviteranno gli effetti negativi di 200 anni di industrializzazione selvaggia). Non si può fallire, pena fenomeni irreversibili. Oggi alla Camera ne parleremo in un incontro propedeutico a “Parigi/Cop21”...”

...“Proprio durante il semestre italiano è stata definita una proposta unica dell’Europa incentrata sulla riduzione entro il 2030 del 40 per cento delle emissioni rispetto al 1990, sull’aumento delle energie rinnovabili fino a coprire il 27 per cento delle fonti, sul risparmio energetico al 30 per cento” ...”Per la tutela dell'ambiente - conclude - serve una politica gentile e autorevole, onesta e partecipata. Portatrice di una visione ideale sul futuro del nostro Pianeta''.

 

fonte: http://www.repubblica.it/ 

Milano, 10 novembre 2015

“Guerra del latte”: la “Lactalis” sospende il blocco del ritiro dalle stalle italiane.

Il lungo e pressante presidio, iniziato il 7 novembre scorso dagli allevatori di Coldiretti a Ospedaletto Lodigiano (Lodi) davanti agli stabilimenti della multinazionale Lactalis, ha indotto la società francese (proprietaria tra gli altri dei marchi Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli) a togliere il blocco alla raccolta del latte, riavviando l’attività. La società imputa al “fermo” della Coldiretti “la forte ed improvvisa riduzione della produzione, con la conseguente sospensione dei turni di lavoro di migliaia di persone tra gli stabilimenti e la forza vendita e, di conseguenza, anche la sospensione dell'approvvigionamento di latte...”

Il nostro Paese risponde tramite l’assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero:

"È un atteggiamento non degno di una grande azienda che vuole investire nel nostro Paese"; ricordiamo che il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina ha firmato il decreto latte, che sostiene il settore con uno stanziamento da 55 milioni di euro, dopo avere incontrato i vertici di Assolatte, invitandoli a dare un segnale concreto sul prezzo del latte alla stalla.

Il settore lattiero-caseario lamenta il crollo dei costi della materia prima già da 6-7 anni, durante i quali il prezzo del latte alla stalla è precipitato: nel 2015 ben 1000 stalle hanno chiuso, il 60% delle quali si trovava in montagna, con effetti irreversibili sull'occupazione, sull'economia, sull'ambiente e sulla qualità dei prodotti. Da parte loro i consumatori pagano il latte oltre il 30 per cento in più rispetto alla Germania e il 20 per cento in più rispetto alla Francia; continua Coldiretti :"Il prezzo del latte fresco moltiplica quattro volte nel passaggio dalla stalla allo scaffale ma agli allevatori non rimangono neanche quei pochi centesimi necessari per dare da mangiare agli animali".

La Lactalis ha invece mostrato un bilancio solido nella sua controllata italiana. Parmalat ha chiuso i conti dei primi nove mesi con un utile di gruppo (a cambi e perimetro correnti) in calo a 108,1 milioni rispetto ai 144,4, principalmente per l'effetto dell'iperinflazione in Venezuela, mentre il fatturato netto si è attestato a 4.744,5 milioni di euro, in aumento di ben 774,7 milioni (+19,5%) rispetto ai 3.969,8 milioni dei primi nove mesi del 2014.

 

fonte: http://www.minambiente.it/ 

Parigi, 10 novembre

Obiettivo Italia: “puntare a riscaldamento entro soglia di 1,5 gradi” 

“...A Parigi ogni Paese dovrà venire con l’obiettivo di salvare il Pianeta: è un problema che riguarda tutti e nessuno dovrà restare a terra”.

Questo ha dichiarato ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al termine della pre-Cop21 che si è tenuta a Parigi da domenica 8 fino a martedì 10 novembre.

Il ministro continua: “...l’Ue e l’Italia l’obiettivo resta quello di contenere il riscaldamento globale entro i due gradi. Continuiamo ad insistere affinché nell’accordo finale ci siano elementi quantitativi, il taglio di emissioni del 50% entro il 2050 e la neutralità delle emissioni entro fine secolo”.

La delegazione italiana avrebbe l’obiettivo ancora ambizioso di contenere il riscaldamento globale a 1,5 gradi, come richiesto da alcuni Paesi, in particolare le piccole isole che altrimenti rischiano di scomparire.                                                                           “La nostra posizione - ha aggiunto Galletti - è chiarissima:  abbiamo firmato un accordo tra tutti i 28 Paesi europei che impone la riduzione di co2 entro il 2030 di almeno il 40% ed è un obiettivo vincolante, con sanzioni. ..”

E’ stata una riunione preparatoria, ma i delegati italiani hanno le idee chiare: si sta pensando addirittura ad una ”... governance del processo, con monitoraggio e revisione ogni cinque anni dei progressi compiuti, come anche la trasparenza, cioè sul mondo in cui questi dati verranno forniti dagli Stati”.

 

fonte: http://www.minambiente.it/ 

10 novembre 2015

Sottosegretario all’Ambiente Velo: “Rifiuti in mare: minaccia per ecosistema e biodiversità”.

Il sottosegretario si dimostra ancora una volta preoccupata per le sorti dell’ecosistema, minacciato continuamente e negli ultimi anni in particolare dalle microplastiche “capaci di entrare nella catena alimentare”. Nel corso della tavola rotonda "Politiche, strumenti per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti in mare”, nell'ambito dell'iniziativa "Plastic Free Sea", la Velo ricorda che oltre l’attuazione della Direttiva quadro sulla Strategia Marina, il Ministero ha già attivato

Programmi di Monitoraggio, inclusi quelli relativi ai rifiuti spiaggiati e alle microplastiche, grazie a un accordo con le 15 regioni costiere e le loro Agenzie per la Protezione Ambientale, per il quale sono state destinate ingenti risorse finanziarie, ben 27 milioni di euro per il triennio 2015-17.

“Il mare - ha concluso il sottosegretario Velo - è anche il maggior assorbitore di Co2 e la sua salute è determinante per il processo di contenimento delle emissioni. Una questione di grande rilevanza, in particolare in vista dei lavori della Cop21 di Parigi”.

 

fonte: rinnovabili.it

Pechino, 10 novembre 2015

Cina: livelli di inquinamento “fuori  controllo”... 

La Cina ha riaperto i riscaldamenti provocando una ondata di inquinamento “apocalittica”...

Si resta senza parole davanti ai dati dei livelli di particolato rilevati in questi giorni nel Nord Est della Cina: 56 volte oltre il limite accetabile... In alcune zone se ne registra una concentrazione pari a 1400 microgrammi per metro cubo, 56 volte oltre i limiti definiti sicuri dall’Organizzazione mondiale della sanità (25 migrogrammi/metro cubo).

Ricordiamo che il particolato (insieme delle sostanze sospese in aria, come fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi, anche detto pulviscolo atmosferico, polvere sottile, polvere totale sospesa (PTS)) è collegato a malattie cardiache e può provocare il cancro

In questi giorni si sono viste scene da film (purtroppo vere...):

  • i residenti non sono usciti dalle loro case e hanno indossato le maschere antigas già domenica, quando i livelli di pm 2.5 sono saliti alle stelle...,
  • i voli sono stati cancellati, le autostrade chiuse, la visibilità ridotta a 500 metri.
  • a Shenyang, la capitale del Liaoling, una città da 8 milioni di abitanti, non si vede nulla oltre i 100 metri.

In sostanza gli amministratori locali hanno “omesso...” di adottare misure di prevenzione per evitare questo aumento dello smog e di informare la popolazione preventivamente e tempestivamente.

Nonostante la Cina cerchi di ridurre l’inquinamento, continua a utilizzare il carbone per soddisfare la sua domanda di energia e le esigenze dell’industria. E’ stato dimostrato che il Paese brucia quasi il 20% di carbone in più rispetto a quanto dichiarato...

 

fonte: rinnovabili.it

New York, 10 novembre 2015

Pubblicato l’atlante storico del clima europeo.

La  Columbia University (dopo aver già pubblicato anche gli atlanti di Nord America e Asia ) ha pubblicato l’atlante del clima europeo riportando gli eventi meteorologici che hanno caratterizzato il clima del continente negli ultimi 2 mila anni. (I risultati sono stati pubblicati su Science Advances,)

L’utilità dall’atlante consiste nell’aiutarci a capire le dinamiche del clima nel passato, favorendo così la creazione di modelli previsionali per il futuro, che monitorerebbero per esempio  le alterazioni climatiche.

Gli atlanti dunque sono in tutto tre e gli studiosi stanno tentando di incrociare tutti i dati, studiando soprattutto tre fasi storiche: il periodo caldo medioevale (anno 1000-1200), la cosiddetta piccola era glaciale (1550-1750), e l’età moderna (1850-2012).  

Si evidenziano condizioni di maggiore siccità rispetto alla media nel corso degli ultimi mille anni nella zona dell’Europa centro-settentrionale. In generale l’emisfero nord ha avuto una storia di grandi siccità, “durate inspiegabilmente più a lungo durante l’anomalia climatica medievale che nel XX secolo”.

Un altro dato curioso: gli studi rivelano che la grande carestia abbattutasi sull’Europa tra il 1315 e il 1317, fu causata dalle eccessive precipitazioni che colpirono gran parte del continente, lasciando come unico superstite proprio il Meridione italiano.

 

fonte: rinnovabili.it

Bruxelles, 10 novembre 2015

Ue: le istituzioni comunitarie non contrastano più  i crimini ambientali(?)

Secondo il Guardian le istituzioni comunitarie non porterebbero più avanti le politiche di contrasto ai crimini ambientali attraverso le ispezioni.

Peccato...la direttiva sulle ispezioni ambientali avrebbe implicato controllo dei rifiuti industriali, sostanze chimiche pericolose, tossine nell’aria e inquinamento delle acque sotterranee e anche di altro... A causa della crisi economica molti Stati europei avrebbero tagliato i servizi di controllo: affrontare la  criminalità ambientale in Europa “costa” troppo. Pensiamo per esempio che il terreno di 2.5 milioni di siti europei è contaminato spesso dal dumping illegale e i costi di bonifica sono incalcolabili: si parla di migliaia di miliardi.

Altri 7,4 milioni di tonnellate di rifiuti vengono illegalmente trasportati fuori dell’Unione europea ogni anno, alimentando il fenomeno del dumping nei Paesi in via di sviluppo.

 

fonte: rinnovabili.it

Bruxelles, 10 novembre 2015

2016: attesa la nuova direttiva Ue sull’efficienza energetica. 

Con i finanziamenti comunitari l’Ue agevolerà i piccoli progetti di efficienza energetica. All’inizio del 2016 sarà attuato un nuovo regolamento, che dovrebbe contenere obiettivi e misure per incrementare i tagli ai consumi energetici del 2030.

Pare che gli Stati membri già abbiano una linea comune e l’esecutivo sta raccogliendo i pareri dei cittadini europei.

Ma non sempre le nazioni europee hanno atteso le richieste di Bruxelles; basti pensare come lo scorso marzo quasi ogni Stato membro dell’Unione europea, (a parte Malta) ha ricevuto un’azione legale dalla Commissione UE per aver recepito in maniera errata la direttiva sull’efficienza energetica nel diritto nazionale. A ottobre, però, i leader europei si sono uniti per aumentare l’efficienza energetica del 27% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, come parte di obiettivi del nuovo pacchetto clima-energia.

 

fonte: rinnovabili.it 

Londra - Ginevra, 9 novembre 2015

Clima: gradi “assassini”...studi reali, no catastrofismo.

Chiaramente parliamo del surriscaldamento globale: 1 grado in più e la situazione del clima diventa ufficialmente “nera”, per non parlare della concentrazione di CO2 in atmosfera, che ha superato la soglia critica di 400 ppm...

In attesa della COP 21, Met Office britannico e Organizzazione meteorologica mondiale ci allarmano, dichiarando che il riscaldamento globale quest’anno supererà la soglia psicologica di 1 °C sopra i livelli preindustriali, mentre nel 2014 i livelli della CO2 in atmosfera hanno oltrepassato il limite critico delle 400 parti per milione (ppm).

Ricordiamo che tra poco più di un mese i delegati di 196 Paesi dovranno cercare un accordo per contenere l’aumento delle temperature globali al 2100 entro i 2 °C. Al momento tutti gli studi sugli impegni dei partecipanti sui cambiamenti climatici ribadiscono che i piani nazionali per il taglio delle emissioni sono insufficienti. Senza concrete attuazioni di “tagli”... le temperature globali saliranno di 3 °C entro la fine del secolo, causando eventi meteorologici estremi.

 

fonte: http://www.euractiv.it/   

5 novembre 2015-11-12

Accordo Ue- Cina_ Usa per la sicurezza alimentare.

Unione europea, Cina e Stati Uniti hanno siglato un fondamentale accordo  per il rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza alimentare; tutto ciò è avvenuto in occasione della visita del commissario europeo alla Salute Vytenis Andriukaitis a Pechino.

Ecco in sintesi cosa si è stabilito:

  • scambio di informazioni sulla sicurezza alimentare.
  • collaborazione a livello di conoscenze scientifiche e tecniche.
  • cooperazione normativa per rafforzare la capacità di rispondere ai problemi di sicurezza alimentare.
  • organizzazione di riunioni e forum regolari - o definiti in base alle esigenze specifiche - favorendo la partecipazione di tutti gli organismi competenti e responsabili in materia.

Nonostante, in verità, i tre dimostrino da tempo di collaborare in questo, la novità sta nel carattere trilaterale dell'accordo. L'intesa andrà a beneficio di oltre 2 miliardi di consumatori, che rappresentano un terzo della popolazione mondiale.

 

fonte: http://www.greenews.info/ 

3 novembre 2015

“Greening the Islands”: laboratorio naturale per i cambiamenti climatici.

In occasione della conferenza “Greening the Islands” di Malta dal 28 al 30 ottobre le piccole isole del mondo si propongono alla COP21come laboratorio per i cambiamenti climatici.L’evento è stato promosso da The Green Consulting Group in collaborazione con il Governo di Malta e Transport Malta e con il sostegno di UN WWAP UNESCO e Global Water Partnership. Attraverso un documento unico i rappresentanti delle isole si esprimono circa i cambiamenti climatici e definiscono i loro propositi sulle azioni necessarie per la sostenibilità (l’autosufficienza energetica attraverso le fonti rinnovabili, la sicurezza di approvvigionamento di acqua e l’implementazione di soluzioni di trasporto a impatto zero) facendo luce anche sulle nuove tecnologie. Anche il nostro Paese (ricordiamo il nuovo decreto attuativo sulle rinnovabili nelle isole minori, come previsto dal decreto legge 145 del 2013) si propone attraverso le “isole minori” dimostrando l’intenzione di essere  rinnovabile al 100% , ossia “fossil free” o leader nelle tecnologie per la dissalazione dell’acqua e nella mobilità sostenibile. In occasione dell’incontro si sono proposte le Isole Canarie, con El Hierro che punta a diventare 100% rinnovabile, dell‘isola danese di Samsø, che sta cercando di diventare “fossil free” entro il 2030, così come delle isole Baleari (Spagna), Azzorre (Portogallo), Capo Verde, Cipro e Caraibi..

 

fonte: http://www.greenews.info/ 

2 novembre 2015

Parchi nazionali  in condizioni precarie...

Sono 9 le associazioni ambientaliste (WWF, Lipu, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Legambiente, Pro Natura, CTS, Touring Club, CAI)  che hanno scritto al Ministro Gian Luca Galletti, chiedendo la piena funzionalità  degli enti parco e unicità e armonia nello svolgimento su tutto il territorio nazionale delle azioni a tutela della biodiversità.

La realtà, secondo gli ambientalisti, è che metà dei parchi nazionali (12 su 24) è in condizione precaria; si richiede al Ministero dell’Ambiente di mettere tutti gli Enti parco nelle condizioni di poter operare agevolmente attraverso gli strumenti di pianificazione e di programmazione che hanno a disposizione, favorendo un rapporto proficuo con il territorio e la cittadinanza. Sono necessarie le nomine dei presidenti e  dei direttori dei parchi; inoltre è necessario indicare obiettivi omogenei di tutela della biodiversità validi per i parchi nazionali su tutto il territorio, come già previsto peraltro nelle due Circolari Ministeriali del 28 dicembre 2012 e 21 ottobre 2013, in attuazione della Strategia Nazionale della Biodiversità.

 

fonte: http://www.tuttogreen.it 

1 novembre 2015

Gas serra: il 2015 è l’anno dei massimi livelli...

Il primato di quest’anno non è entusiasmante: è stato un anno torrido e  anche l’anno dei livelli massimi dell’effetto serra causato soprattutto dalle combustioni fossili.

Ce lo conferma Micheal Jarraud, segretario generale della World Meteorological Organization, nel comunicato dell’organizzazione – il Greenhouse gas bulletin.

Secondo il report, nel 2013 le concentrazioni di anidride carbonica (396 ± 0,01 ppm), metano (1824 ± 2 ppb) e ossido di azoto (325,9 ± 0,1 ppb) hanno registrato livelli record, con aumenti rispettivamente del 142, 253 e 121% rispetto ai livelli dell’epoca pre-industriale. Fa particolarmente paura l’incremento di CO2 dal 2012 al 2013 (2,9 ppm), il più rilevante dal 1984 in poi.

Studi (che devono essere confermati) rivelano che a causa dell’effetto serra la capacità della biosfera di trattenere la CO2 (normalmente assorbe il 55% delle emissioni) potrebbe diminuire tantissimo.

A causa dei gas serra, inoltre, rispetto al 1990 la Terra ha aumentato del 34% la forzatura radiativa, ossia la sua capacità di trattenere le radiazioni solari, che vengono così sempre meno disperse nello spazio e accrescono il global warming (surriscaldamento globale).

 

fonte: http://www.euractiv.it/ 

29 ottobre 2015

Entra in vigore la risoluzione sul novel food.

I novel food sono alimenti o ingredienti nuovi. La definizione è stata attuata per distinguerli dai prodotti consumati in modo significativo prima del Regolamento CE 258 del 1997.

In realtà questi alimenti non sono nuovi per i consumatori: questa diversificazione è stata attuata solo per dare una maggiore protezione ai cittadini europei. L’obiettivo della risoluzione del Pe è quello di definire meglio il prodotto alimentare nuovo e di snellire la procedura di autorizzazione per immettere nel mercato unico i nuovi alimenti, con risparmi in termini di tempi e costi.

Fin ad ora, infatti, le domande arrivano alla Commissione dopo “un vaglio” molto lungo, che porta a tempi di risposta fino a tre anni. Già nel 2008 si era tentato di aggiornare la normativa comunitaria ma il sistema si era bloccato per le divisioni sulla questione della clonazione. Il testo approvato in plenaria a Strasburgo - con 359 voti a favore, 202 contrari e 127 astenuti - prevede invece una procedura di autorizzazione armonizzata in capo alla Commissione Ue, con l'intervento dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) per valutare il potenziale impatto sulla salute umana del consumo di alcuni alimenti.

 

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A cura di Annamaria Serinelli, Redazione Foroeuropa

 

Un seminario su Xylella incentrato sulle esigenze di ricerca

Workshop su Xylella a Bruxelles: oltre 100 scienziati ed esperti provenienti da tutto il mondo riuniti questa settimana per proporre e dibattere iniziative di ricerca che possano affinare la comprensione scientifica del batterio Xylella fastidiosa e aiutino a trovare soluzioni per controllarlo. Sarà possibile seguire in diretta streaming l'apertura e la chiusura delle sedute plenarie dal sito web dell’EFSA. 

Oltre alle due riunioni plenarie, si terranno quattro sessioni parallele in cui si parlerà di:

  • Sorveglianza e rilevazione.
  • Vettori: identità, biologia, epidemiologia e controllo.
  • Le piante: gamma degli ospiti, miglioramento genetico, resistenza e certificazione.
  • Agente patogeno: biologia, genetica, controllo.

Il seminario – a Bruxelles il 12-13 novembre - è organizzato dall'EFSA in collaborazione con le direzioni generali della Commissione europea per la ricerca e l'innovazione, l'agricoltura e lo sviluppo rurale, la salute e la sicurezza alimentare. 

X. fastidiosa, uno dei patogeni vegetali più pericolosi di tutto il mondo, danneggia colture importanti come alberi da frutto, viti e piante ornamentali. Nella UE sono in vigore misure di emergenza sin dalla comparsa del primo focolaio di X. fastidiosa sul territorio europeo nel 2013.

Per il programma completo del seminario vedere qui.

Fonte: EFSA – European Food Safety Authority

http://www.efsa.europa.eu/it/press/news/151110

 

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News pervenute da Coldiretti 

OGM e clonazione

 

Monsanto nega che i suoi fagioli di soia possano aver colpito la produzione messicana di miele – "Vallarta Daily" (Messico)

6 novembre 2015 – Venerdi', la Monsanto Co. ha negato che la semina dei suoi fagioli di soia geneticamente modificati possa aver colpito le api, portato alla deforestazione, o causato danni al settore della produzione di miele in due stati messicani.

Mercoledi' scorso, la Corte Suprema messicana ha bloccato un provvedimento teso a consentire la semina di sementi di soia geneticamente modificate negli stati meridionali di Campeche e dello Yucatan, affermando che le comunita' indigene che avevano contrastato l'adozione del provvedimento devono essere consultate prima che questo venga approvato.

I produttori di miele dei due stati, cosi' come quelli dello stato confinante di Quintana Roo avevano protestato contro le autorizzazioni che consentono di coltivare soia geneticamente modificata, sostenendo che queste comportino un rischio di contaminazione per la loro produzione.

Sempre mercoledi', la Monsanto ha dichiarato di rispettare la decisione della corte, aggiungendo che aspettera' di leggere il testo integrale della sentenza.

Venerdi', rispondendo alle domande della Reuters, la Monsanto ha negato qualsiasi collegamento tra le sue sementi di soia e i problemi che la produzione di miele si trova a dover affrontare.

"Non accettiamo le accuse di quanti ci dipingono come responsabili della deforestazione e del disboscamento illegale che avvengono all'interno del comune di Hopelchen, nello stato di Campeche, o in qualsiasi altro luogo della Repubblica messicana, perche' il nostro lavoro si attiene rigorosamente alle linee guida previste dalla legge", si legge in una dichiarazione diffusa dalla multinazionale.

(ap) - n° 302 Rassegna della stampa estera n. 1138 17./..

a cura di AGRA PRESS

Mercoledi', la corte ha detto che i cinque giudici hanno votato all'unanimita' decidendo di emettere un decreto ingiuntivo contro il Ministero dell'Agricoltura messicano (SAGARPA), che aveva autorizzato la coltivazione di sementi di soia geneticamente modificate. Il testo integrale della sentenza deve ancora essere pubblicato.

Un gruppo di organizzazioni, tra le quali Greenpeace, che ha sostenuto il decreto ingiuntivo contro le autorizzazioni, ha salutato la decisione definendola "storica", e ha chiesto alle autorita' di garantire, in futuro, il diritto alla consultazione preventiva.

La Monsanto ha dichiarato che, nel periodo preso in considerazione, nella penisola dello Yucatan, sono stati seminati circa 44.000 ettari (108.726 acri) di soia, dei quali 13.000 con sementi della Monsanto.

Nella comune di Hopelchen, i fagioli di soia della Monsanto vengono coltivati su 4.261 dei 15.000 ettari seminati, ha dichiarato l'azienda.

"Non vi e' alcuna prova che le esportazioni di miele siano colpite dalla soia geneticamente modificata", ha dichiarato l'azienda. [P.J. Huffstutter e Tomas Sarmiento, portale – a cura di agra press]

 

Il Messico proibisce alla Monsanto la semina della soia transgenica – "El Pais" (Spagna)

5 novembre 2015 – La Corte Suprema del Messico ha invalidato mercoledi' scorso il permesso che il governo messicano aveva concesso alla Monsanto per la produzione di soia transgenica nel sud-est del paese. L'autorizzazione, tuttavia, e' stata sospesa solo temporaneamente: la Corte ha chiesto di organizzare una consultazione tra i membri delle comunita' indigene colpite nel Campeche e nello Yucatan.

L'argomento considerato valido dalla Corte e' stato che il permesso rilasciato dal Sagarpa, l'entita' dipendente dal governo messicano deputata a tali questioni, non ha preso in considerazione il diritto di consultazione da parte delle comunita' indigene che sono risultate coinvolte.

La coltivazione di soia Ogm in queste regioni colpisce la produzione di miele in questa zona regione, di cui il 90% viene esportato in Europa. Una sentenza dell'Unione Europea nel 2011 ha interrotto la vendita di questo prodotto perche' mostrava tracce di polline Ogm ed e' stato allora che gli apicoltori hanno deciso di promuovere il ricorso legale che e' stato deciso questo mercoledi'.

La Corte messicana ha ordinato l'immediata sospensione della semina della soia su 253.500 ettari, i cui permessi sono stati concessi l'11 maggio 2012, ancora sotto il presidente Felipe Calderon Hinojosa, il predecessore di Enrique Pena Nieto. Durante il governo di Calderon, nonostante la sentenza gia' emessa dalla UE, e' stata approvata la semina piantagione di oltre 30mila ettari di soia geneticamente modificata (il precedente permesso era per 7.200 ettari).

La Costituzione messicana e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla sicurezza dei popoli indigeni obbligano i governi a consultare ed informare gli apicoltori e gli agricoltori colpiti da una decisione di questo tipo. Nel caso del governo messicano, come la Corte Suprema ha stabilito, non e' stato cosi'.

La coltivazione di soia Ogm provoca danni perche' gli insetti che si dirigono a raccogliere il polline trovano prima le colture geneticamente modificate e quindi trasferiscono (il polline Ogm) al miele. Il sapore e' particolarmente specifico a causa della quantita' di fiori e frutti, dando cosi' un particolare sapore che risulta danneggiato dal prodotto della Monsanto.

Le persone colpite dalla semina della soia transgenica sono piu' di 11.200 produttori che sono il sostentamento di circa 25mila famiglie. Nella regione si producono, per ogni ciclo, circa diecimila tonnellate di miele. (…) 

(ap) - n° 302 Rassegna della stampa estera n. 1138 18./..

a cura di AGRA PRESS

A seguito della sentenza, alcuni membri della Ong che rappresentano le comunita' indigene (come Greenpeace, Indignacion e Litiga Ole) hanno detto che, oltre al danno economico rappresentato dalla semina della soia Ogm nella regione, la presenza del diserbante glifosato rappresenta un rischio per la popolazione perche' e' ritenuto una causa di cancro.

L'avvocato delle comunita' indigene, Jorge Fernandez, ha anche detto che la decisione del tribunale non copre i danni ambientali causati dalle attivita' della Monsanto in questa regione. La Monsanto ha detto attraverso un comunicato che rispetta la decisione della Corte e aspetta lo sviluppo della decisione. [Veronica Calderon, quotidiano - a cura di agra press (pf)]

 

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A cura di Annamaria Serinelli, Redazione Foroeuropa. 

 

Internet, verso 'anti Google' europeo, ma per Qwant strada ancora in salita

Tutto sembra convergere per l'espansione di Qwant, il motore di ricerca basato in Francia e lanciato nel 2013. Il progetto ha raccolto anche il favore del gruppo tedesco Alex Springer che ha acquisito una partecipazione del 20% e sono pervenuti recenti fondi per 25 milioni di euro provenienti dalla Bei (Banca europea per gli investimenti) nell'ambito di Horizon 2020, Programma europeo per la ricerca e l’innovazione. Ma la partita dell'anti Google europeo, in cui sembrerebbe inserirsi anche l'Italia, appare in salita. «Se il posizionamento politico di questa iniziativa è chiaro, non è altrettanto chiaro l’impatto che avrà sul mercato» afferma all'Adnkronos Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, tra i guru italiani della Web economy.

La strategia di espansione europea di Qwant, spiega Perego, «si inserisce in uno scenario geo-politico che vede l’Europa tentare di porre freno al predominio nei mercati digitali delle grandi multinazionali statunitensi. Sono contrario ad atteggiamenti comunitari 'persecutori', come sempre più sembrano, nei riguardi di Google e delle Ott (imprese Over The Top) in generale, ma sono fortemente favorevole all’approccio costruttivo di creare imprese europee in grado di confrontarsi sui differenti mercati con quelle statunitensi e cinesi».

«Gli ostacoli da superare sono principalmente tre» – avverte Perego. In primo luogo, «la capacità di diffondersi nel mercato: Google è diventato il motore di ricerca più utilizzato a discapito di diversi altri player che sono presenti nel mercato, come Yahoo!, Bing e altri, mentre alcune esperienze lanciate negli anni scorsi, ad esempio Volunia (motore di ricerca italiano ndr.), che sembravano promettenti si sono rivelate inconsistenti».

In secondo luogo «c’è la complessità stessa della creazione di un algoritmo efficace, tutt'altro che banale». In ultimo, «non sono tanti i casi in cui imprese di diverse nazioni europee abbiano dimostrato una grande efficacia nella collaborazione su grandi progetti di sistema. Un esempio però c’è: l’AirBus». Inoltre  «non va dimenticato che lo scenario di accesso alla rete da parte degli utenti sta cambiando, con un ruolo sempre più forte assunto, in particolare, dai social media e dalle Mobile App. Questo - valuta Perego - riduce, in parte, il ruolo centrale che il motore di ricerca aveva fino a qualche anno fa nell’accesso a Internet».

Ulteriori interrogativi sono sollevati da Stefano Quintarelli di Scelta Civica, uno dei parlamentari più attenti alle politiche per l'innovazione, che punta il dito sulle priorità europee: «Non servono motori di ricerca in Europa. Serve fare altro», afferma. «L'Europa ha un progetto importante che si chiama Industria 4.0 e che è mirato alla digitalizzazione della filiera produttiva e dunque - incalza Quintarelli - se i governi non vogliono fare corbellerie devono investire in Industria 4.0». È questo il mega progetto Ue che mette insieme i sistemi Cyber-Fisical, l'Internet delle cose, l'Internet dei servizi, che punta insomma alla rivoluzione industriale digitale.

Fonte: Adnkronos

http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2015/11/04/internet-verso-anti-google-europeo-per-qwant-strada-ancora-salita_voqC9oE5QiZVlgdoqiXPXI.html?refresh_ce

 

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ULTIME DI OTTOBRE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

fonte: bio.uniroma2.it

27 ottobre 2015

Allarme Oms: le carni rosse nella lista degli alimenti “probabilmente cancerogeni”.

Secondo il nuovo rapporto Oms, anticipato da Lancet Oncology, dovremmo cambiare la nostra dieta, virando verso un maggiore consumo di vegetali rispetto a quello della carne, sopratutto di quella lavorata (“tipo” wurstel, affettati e bacon) e di quella rossa; secondo il rapporto, infatti, basterebbero 50g di carne lavorata al giorno per aumentare la probabilità di sviluppare il cancro del colon-retto del 18%.

World Cancer Research Fund (ONG che si occupa di ricerca e prevenzione contro i tumori) da tempo consiglia di consumare meno di mezzo chilo a settimana di carne rossa, e di ridurre il più possibile il consumo di carne lavorata.

Opinioni meno allarmanti:                                    

- i giornalisti scientifici James Gallagher e Helen Briggs sostengono che questo non vuol dire che la  carne non abbia alcun effetto positivo sulla nostra salute.                                                                      

- l’epidemiologo Kurt Straif, che lavora per l’OMS, ha detto che «per una persona normale, il rischio di sviluppare il cancro al colon a causa del consumo di carne lavorata rimane basso: ma il rischio ovviamente aumenta a seconda della quantità consumata».

 

 

fonte: rinnovabili.it

Roma, 26 ottobre 2015

Ecco la lista delle città italiane con le “ecoperfomance” migliori, ma sono troppo poche...

Secondo la  ricerca “Ecosistema Urbano” di Legambiente  (realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore) sulla vivibilità ambientale, Verbania, Trento, Belluno sono le città più “sostenibili” d’Italia, ma rivela che i capoluoghi italiani in generale arrancano per quanto riguarda qualità urbana, la sostenibilità. C’è un dato positivo dal “mondo”rifiuti e smog mentre arretra quello dei trasporti.

Per quanto riguarda la produzione di rifiuti: Pordenone supera l’80% di rifiuti raccolti e differenziati.

Per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico:

- il miglioramento più evidente è quello dell’ozono (O3) dove sono 28 i capoluoghi che superano i limiti consentiti (contro i 51 della passata edizione).

- il peggiore: Frosinone con oltre 100 superamenti.

Per quanto riguarda il trasporto:

  • stabilità del parco auto e moto circolante per quasi l’80% dei comuni capoluogo.
  • affanno per il trasporto, con il 68% dei comuni, dove diminuisce il numero di passeggeri
  • stabilità della rete di piste ciclabili e isole pedonali.

-     il migliore: Bolzano, dove i cittadini limitano gli spostamenti privati motorizzati di un terzo di quelli complessivi.

Per quanto riguarda il su solare termico e fotovoltaico:

-    diciassette (erano sedici lo scorso anno) i capoluoghi che si avvalgono di dieci o più kW provenienti da impianti installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti.

-    il migliore: Salerno con 181 kW installati ogni 1.000 abitanti

 

 

Fonte:www.euractiv.it

26 ottobre 2015 

COP 21 e “questione emissioni”: l’Italia chiede un “Ets piu' robusto, armonizzato e semplice”. (Galletti) 

Ormai si sa che a Lussemburgo verrà discussa dai ventotto Ministri la revisione del sistema Ue di scambio delle quote di emissione (ETS), con l’obiettivo che rimanga lo strumento più valido sotto il profilo dei costi per ridurre le emissioni inquinanti nel prossimo decennio. Il taglio annuo delle quote di emissioni di carbonio europee dovrebbe passare dall'attuale 1,74 al 2,2% dopo il 2020. 

L’Italia tramite Galletti (nel corso della riunione a Lussemburgo) chiede  un “sistema più robusto, più armonizzato e più semplice”. Il ministro suggerisce di “evitare il più possibile l'applicazione di tagli indiscriminati nelle assegnazioni gratuite, calcolando invece le quote secondo una serie di parametri”. Tre, per la precisione: “il quantitativo di quote da mettere all'asta ogni anno; i valori di aggiornamento dei benchmark contenuti in direttiva, considerando anche la natura diversa dei diversi benchmark e la possibilità della controprova ai settori interessati; le soglie atte a determinare l’inclusione nella lista dei settori esposti a rischio di delocalizzazione (inclusa la soglia per l’accesso ai criteri qualitativi)”.

Aggiunge:“Non dobbiamo creare regole perverse che penalizzino gli impianti più efficienti a discapito di coloro che invece efficienti non sono, altrimenti rischiamo di incoraggiare sistemi poco virtuosi”.

Riferendosi al cosidetto “carbon leakage indiretto”, il Ministro afferma: ...”il sistema ETS dev'essere “più armonizzato, per non determinare distorsioni nel mercato unico europeo”.

Galletti chiede un sistema più semplice; ...”migliorare l’attuazione del sistema ETS, che deve essere coerente, giusta, e trasparente, ma vuole dire anche migliorare la sua percezione presso gli stakeholders.”

  

 

fonte: rinnovabili.it

Ginevra, 23 Ottobre 2015

4 misure dell’Onu per ridurre l’inquinamento.

Ozono, Metano e Particolato sono i maggiori responsabili del riscaldamento globale: questo ci dice l’Oms, che “propone” quattro azioni per ridurre gli effetti di questi “inquinanti a vita breve”:

-riduzione uso auto

-uso mezzi pubblici

-riduzione consumo di carne

-aiuti ai i Paesi poveri.

La “questione” emissioni delle auto è un tema particolarmente attuale (vedi “casoVolkswagen”): l’Oms “consiglia vivamente” di mettere mano alle emissioni, perchè queste sostanze minacciano fortemente la salute di tutti.

Inoltre, secondo il rapporto Oms, per salvare 3, 5 milioni di persone l’anno nel 2030 e fino a 5 milioni l’anno nel 2050, tutti i Paesi dovrebbero orientarsi verso una dieta basata sui vegetali e non sulla carne: 2.8 miliardi di persone non hanno ad oggi accesso, per cucinare, a mezzi alternativi alle stufe a legna o a carbone.

 

fonte: rinnovabili.it

Bonn, 22 Ottobre  2015

Trattative Bonn sul clima: segnali negativi? 

In occasione dei negoziati sul clima preparatori alla COP 21 tenutasi a Bonn, le ONG non sono state ospitate... L’ONU (in particolare il Giappone) decide di escludere i movimenti in difesa dell’interesse pubblico.

Il rischio di tale chiusura è quello di produrre un documento “fredddino” nei confronti dei Paesi più poveri, che  chiedono sostegno per organizzare la transizione verso le energie rinnovabili e l’adattamento ai cambiamenti climatici.                     

E’ vero che “i ricchi”  hanno accettato di raggiungere il tetto dei 100 miliardi l’anno entro il 2020 per Stati del mondo più in difficoltà, ma poi? I Paesi sviluppati nicchiano nell’impegnarsi oltre il 2020, e chiedono un contributo anche da parte dei più ricchi fra i Paesi in via di sviluppo.

Sarah Blau, negoziatrice dell’Unione europea, sostiene  in maniera più ottimistica, che i colloqui di Bonn sono «in qualche modo staccati da quello che sta succedendo realmente sul campo»: ricorda infatti la promessa della Cina di stanziare 3,1 miliardi di dollari per aiutare i Paesi in via di sviluppo (per la verità questa somma non risulta ancora nel Green Climate Fund, depositario degli attuali aiuti climatici...).

 

fonte:repubblica.it

21 ottobre 2015

Senato: ok legge sulla biodiversità.

Da Palazzo Madama arriva il “sì“ sul disegno di legge sulla biodiversità agraria e alimentare con 211 voti favorevoli e 4 astenuti. Il testo torna ora alla Camera per l'approvazione definitiva.

Nasce l'Anagrafe, la Rete, il Portale nazionale e il Comitato permanente, che costituiscono il sistema nazionale di tutela e di valorizzazione dell'agricoltura sostenibile.

La senatrice Leana Pignedoli (Pd), relatrice del provvedimento, sottolinea l’importanza vitale della biodiversità  e che "l'obiettivo del ddl, è quello di dettare una normativa quadro che integri e metta a sistema la legislazione regionale, gli indirizzi di carattere internazionale e l'ordinamento nazionale nella materia".

Secondo senatrice del Pd Laura Fasiolo "il decreto ha profonde motivazioni legate al ruolo dell'agroalimentare...E' un ulteriore e fondamentale passo per rendere ancora più forte l'eccellenza agroalimentare, valorizzando il prestigio del Made in Italy".

Si esprime anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina: "L’Italia possiede un patrimonio unico di biodiversità, che rappresenta un valore non solo da difendere ma anche da valorizzare. La legge sulla tutela della biodiversità rappresenta un passo fondamentale in questo senso: l’obiettivo è quello di salvaguardare la distintività delle nostre ricchezze naturali, vegetali e animali. Con questo provvedimento, infatti, riconosciamo il ruolo attivo che gli agricoltori svolgono come custodi del paesaggio e della biodiversità, per la conservazione dei nostri territori”.

   

 

fonte: /www.tuttogreen.it/

20 ottobre 2015 

Notizia extra UE

Estrazione petrolio in Amazzonia: a rischio gli Indigeni Matsès.

Il governo peruviano ha permesso alla compagnia petrolifera canadese Pacific Rubiales di tracciare linee sismiche e scavare per trovare il greggio: possiamo solo immaginare  i danni che tutto questo provoca e provocherà all’ambiente in termini di inquinamento e distruzione delle risorse. 

La zona a rischio è la lingua di foresta amazzonica incontaminata sulle rive del fiume Yaquerana al confine tra Brasile e Perù, abitata dalla tribù dei Matsés (“uomini giaguaro” per i tatuaggi e gli ornamenti che ne emulano le fattezze): é dal 2008 (quando il Governo di Lima concesse a due compagnie petrolifere 5 lotti di terreno destinati a riserva indigena), che 2.200 uomini e donne combattono una battaglia quotidiana per impedire la distruzione delle loro terre.

Si sostengono con la caccia e  la pesca (ipersostenibili...) e bevono l’acqua del fiume: la salute della foresta per loro è sopravvivenza; ecco perchè migliaia di nativi si sono riuniti lungo il confine tra Brasile e Perù , chiedendo ai Governi di fermare le prospezioni petrolifere: cercano la  salvezza e più che “chiedere” dovrebbero “pretendere”...

 

 

fonte: repubblica.it

Notizia extra UE

Il Panda gigante è a rischio. 

Sappiamo che il panda gigante vive quasi esclusivamente nella provincia cinese di Sichuan (sito dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco): oggi Greenpeace ha scoperto che con una scappatoia nel 'Regolamento tecnico per la ricostruzione delle foreste a basso rendimento' sono stati distrutti 1300 ettari di foresta, minacciando così fortemente molte piante e specie animali in via d'estinzione, come il panda gigante. (E’ stata ignorata normativa che dal 1998 vieta l'abbattimento degli alberi nelle foreste naturali a scopo di profitto).

Ci si aspetta che il governo nazionale e le amministrazioni pongano definitivamente un freno alla deforestazione: Greenpeace ha impiegato due anni a realizzare indagini con il telerilevamento, l'analisi delle mappe satellitari e diverse ricerche sul campo nelle aree che circondano la riserva naturale nazionale del Fengtongzhai a Ya'an, nella regione del Sichuan.

L'associazione avverte: "Se la falla nel sistema normativo non verrà sanata un terzo delle foreste naturali cinesi rimarrà a rischio deforestazione anche dopo l'estensione del Programma di Protezione delle Foreste Nazionali previsto per il 2017". Precedenti indagini di Greenpeace Cina avevano scoperto simili attività illegali anche nelle province dello Yunnan nel 2013 e dello Zhejiang nel 2014.

 

 

20 ottobre 2015

Taglio delle emissioni del 40% per il 2030: i leader mondiali a Parigi per sostituire il protocollo di Kyoto.

Parliamo dell’obiettivo da parte dell’Ue di trovare un accordo costrittivo comune sul clima:

è previsto il taglio delle emissioni del 40% per il 2030.

Miguel Arias Cañete, commissario europeo per Clima e energia, afferma: “negli ultimi dieci anni le emissioni sono sempre calate”. 

L’Ue si sta comportando bene diminuendo dal 1990 al 2013 l’Ue igas serra del 19,3%, arrivando al 23% solo nel 2014.

L’Italia, secondo il rapporto 2015 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente pubblicato oggi, dimostra buoni risultati per quanto riguarda emissioni di gas serra, consumo energetico ed energia rinnovabile. Su 28 paesi membri solo altri 12 sono in regola contemporaneamente su queste tre voci dell’agenda climatica europea.

Secondi il report, però, senza nuove misure di intervento da parte degli stati membri le riduzioni non supereranno la soglia del 27% per il 2030: porterebbero a un calo complessivo del 30% ma non considerano nel calcolo la riforma del sistema europeo di scambio per le quote di emissione (ETS).

Finora sono 146 gli stati che hanno contribuito a ridurre i gas a effetto serra in vista del 2025-2030. Quindi circa il 75% degli stati – l’87% delle emissioni globali di agenti nocivi per il clima – ha informato l’Onu dei propri propositi in tema di politiche ambientali.

Le Nazioni Unite forniranno un rapporto di tutti gli impegni ricevuti entro il primo novembre.