La completezza dei principi ispiratori di De Gasperi nell’evoluzione dell’Istituto di Studi Europei “Alcide De Gasperi”.
EDITORIALE N3/2026
Autore: Prof. Antonio Sabbatella
Da settant’anni l’Istituto di Studi Europei Alcide De Gasperi svolge la
propria attività non solo come istituto di formazione e ricerca europea ma anche come Scuola di specializzazione in studi europei coinvolgendo, durante gli anni della sua esistenza, personalità di primissimo livello nonché docenti di rilevanza professionale notevole che hanno dato impulso e lustro allo stesso Istituto e grande expertise per chi ha partecipato ai suoi corsi ed alle sue attività di ricerca, in Italia ed all’estero.
Fin dall’inizio della sua costituzione, per un’intuizione di De Gasperi che ha creduto sin da subito nella forza della formazione per l’integrazione europea e poi attraverso i suoi Presidenti che si sono succeduti alla guida dello stesso, con spirito di abnegazione, alta cultura ed impegno, l’ISE è stato ed è anche dopo settant’anni e la sua costituzione in Ente Morale riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione ed ora dell’Università, un punto di riferimento che ha formato alti funzionari e dirigenti dello Stato e delle regioni, professionisti e diplomatici nella visione di un’Europa che si riferisse ai principi del Trattato di Roma ed alla sua evoluzione. Come non ricordare il Prof. Monaco, l’On. Martino, il Prof. Zaccaria, il Prof. Leanza, il Prof. Schiavone e tanti che si sono prodigati per la riuscita dei corsi e degli studi di ricerca, in collaborazione con importanti Università europee ed internazionali ed Enti, come il CNR, solo per fare qualche esempio, che hanno prodotto cultura e studi con caratteristiche nuove anche nel settore sempre più complicato della geopolitica internazionale, che è quello dei rapporti con l’Europa e di questa con il resto del mondo. Il clima che si è sempre sviluppato all’ISE è stato ed è di estrema collaborazione, sia nei convegni organizzati, non solo a Roma, che sui dibattiti aperti dove, senza indugi, ognuno ha potuto dire la propria opinione in grande libertà intellettuale. Il dibattito sempre intercorso ha elevato i criteri di analisi e discussione ai massimi livelli professionali, questo è uno dei motivi per i quali ancora oggi molti che hanno studiato nei corsi post universitari dell’ISE ci si riconoscono in un “fil rouge” che segue senza alcun iato la stessa indole di Istituto senza orpelli ma di sostanza per l’ottenimento di una preparazione ottimale di chi ha voluto e anela a cimentarsi nelle problematiche di un’Europa Unita, prendendo la linfa della sostanza dei dettami dei Paesi Fondatori e di coloro che ne hanno seguito l’insegnamento. Questi criteri, non solo meramente accademici, ribadisco, sono ancor più presenti ed incidenti se si considera la rivista “Foroeuropa” condotta con capacità e sobrietà e con impegno costante dal Presidente De Rose che ha fatto sì che tale rivista scientifica possa essere e sarà sempre un punto di riferimento per il dibattito culturale e professionale ed ora che come Istituto ci accingiamo a entrare nel settantesimo dell’ISE ed al ventiseiesimo della rivista Foroeuropa, ancora di più è importante il nostro impegno per far sì che tali strumenti di dibattito culturale siano sempre forieri di nuove analisi e sviluppi, cosa che succede di già in parte essendo sempre pregevolissimi gli articoli pubblicati in essa che l’attuale dirigenza editoriale sta portando avanti ed alla quale va il nostro plauso per la dedizione e l’impegno che dimostrano. Ma vogliamo fare di più, per questo abbiamo intavolato convenzioni con Università e Riviste di paesi esteri, affinché l’ISE abbia sempre più modo di confrontare e allargare il suo percorso professionale per permettere a chiunque lo voglia di essere parte di questa bellissima storia che so essersi sviluppata in ognuno di noi per la nostra parte ma che fa dell’impegno una costante di vita. Questo è uno dei motivi che, nel momento nel quale si è arrivati a celebrare gli ottanta anni della Repubblica italiana noi possiamo affermare che sentiamo un rapporto speciale con lo statista italiano e stimato nel mondo e non per mere visioni politiche ma perché egli ha insegnato a capire gli altri, anche i propri avversari, a comprendere il “bene comune da perseguire” che tutti dobbiamo affrontare e tenere a mente, anche per la nostre generazioni future. È anche questo che i nostri giovani si aspettano da noi non battibecchi inutili ma concreti segnali per una vita piena e serena, anche dibattendo coloro che ci hanno preceduto come De
Gasperi. Per questo è importante anche conoscere e far conoscere queste figure ed è anche per questo che il 1 ottobre andrò ad un convegno a Edolo sugli ottant’anni della nostra Repubblica e sulla figura di De Gasperi, così anche con l’interfacciarsi con le scuole il nostro bisogno di conoscenza si evolve, si perfeziona nel dibattito anche critico dell’essere europei, che è ciò che vogliamo continuare a perseguire ed evolvere come filosofia della nostra storia d’Istituto.