NEWS GENNAIO 2019

 

NEWS DALL'UE SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

Strategia UE 2050 per ridurre le emissioni in Europa: secondo le associazioni è necessaria la flessibilità lato domanda.

Tenendo presente la Strategia UE 2050 su cui, a breve, si esprimerà la Commissione Ambiente dell’Europarlamento per ridurre le emissioni in linea con l’Accordo di Parigi, WindEurope e altre 10 associazioni di categoria, chiedono ai legislatori Ue maggiore digitalizzazione, produzione distribuita e misure di demand response.("Il Demand Response consente ai consumatori commerciali e industriali di rispondere ai segnali di mercato aumentando o riducendo il proprio consumo energetico, con l'obiettivo di rispondere ai picchi di offerta o domanda elettrica, consentendo una maggiore flessibilità e stabilità di rete e un utilizzo più efficiente delle infrastrutture e delle risorse energetiche")

-dalla missiva: “Tutti i consumatori beneficeranno della flessibilità lato domanda, anche quelli che non partecipano direttamente alla gestione flessibile dei loro carichi, poiché aumenterà l’efficienza del sistema energetico e diminuiranno i costi all’ingrosso dell’energia elettrica rispetto alle proiezioni”. 

fonte: rinnovabili.it

 

2018: le grandi industrie europee scelgono l'eolico.

Le ultime stime sulla scelta dell'energia eolica vedono in prima fila grandi industrie europee, anche quelle dell'alluminio e dell'auto elettrica.

Il  2018 ha visto  nuovi contratti di fornitura elettrica derivata dal settore eolico per 1,5 GW di potenza (contro gli 1,3 GW del 2017) che portano a 5,5 GW il totale dell’energia sostenibile acquistata dalle grandi aziende in Europa; il 51% dei nuovi accordi di fornitura proviene dall'industria pesante - il 32% dall’industria dell’Informazione technology, mentre l' 8% proviene da contratti con le industrie farmaceutiche- 6% comparti dell’automobile-servizi (2%).  

fonte: rinnovabili.it

 

Diritto ambientale: l'ONU denuncia l'incapacità del sistema mondiale di contenere il climate change.

L'Onu rileva la debolezza del diritto ambientale mondiale per far fronte al climate change; attualmente esistono leggi ed Enti dedicati, tuttavia, secondo l’Agenzia per l’Ambiente delle Nazioni Unite,occorre, anzi urge un coordinamento transnazionale per rafforzare la legislazione ambientale.

Nel mare di leggi e leggine, gli esperti non rilevano sistematicità, cooperazione e coordinamento, soprattutto a livello transnazionale; la lentezza del sistema sarebbe causato dallo scarso potere delle agenzie ambientali governative e anche dalla scarsità di informazione (delle 70 nazioni prese in esame dal report, solo il 28% pubblica regolari aggiornamenti sulle principali tematiche ecologiche e ambientaliste), dai fenomeni di corruzione e anche dalla mancanza di fiducia dei cittadini.

David Boyd, relatore speciale delle Nazioni Unite su Diritti umani e Ambiente: "Questo rapporto risolve il mistero del perché persistano problemi come inquinamento, declino della biodiversità e cambiamenti climatici nonostante la proliferazione delle leggi ambientali negli ultimi decenni - A meno che non sia rafforzato lo stato di diritto ambientale, anche le regole apparentemente più rigorose sono destinate a fallire e il diritto umano fondamentale a un ambiente sano non sarà realizzato".

fonte: rinnovabili.it

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ULTIMO REPORT DELL'EEA (AGENZIA EUROPEA PER L’AMBIENTE): BUONE NOTIZIE SULLO STATO DI SALUTE DELLE ACQUE "COMUNITARIE"-IN CALO GLI INQUINANTI TOSSICI, MA ALLARME SULL'“EFFETTO COCKTAIL” DEGLI AGENTI CHIMICI A BASSE CONCENTRAZIONI.

La direttiva Water Framework Directive approvata nel 2000 dalla Commissione europea stabiliva il monitoraggio e la limitazione degli agenti più inquinanti nelle acque interne e costiere degli Stati membri, ottenendo nel corso degli anni limitazioni sempre maggiori delle concentrazioni di mercurio,bromuro,cadmio, piombo, nichel e pesticidi fortemente tossici come clorfenvinfos e simazina.

L'ultimo report della European Environment Agency  evidenzia tale miglioramento dello stato di salute delle "acque Ue", ma diffonde nuovi studi sulle possibili combinazioni tra agenti tossici comuni e scarti naturalmente presenti nelle acque: alcuni prodotti chimici introdotti nel sistema idrico possono infatti generare cocktail possibilmente tossici, mischiandosi con sali minerali, detriti organici, nutrienti di acque di scolo, scarti della produzione agricola e altre acque residue.

fonte: rinnovabili.it

 

PROSSIMO VOTO DELL'EUROPARLAMENTO SULLA RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE PESTICIDI: RIESPLODE LA POLEMICA SUL GLIFOSATO .

Il glifosato è il pesticida che ancora divide in Europa, poichè ancora molte sono le pressioni delle industrie sulle autorità nazionali ed europee per poterlo utilizzare, ma molti sono ancora gli studi che ne evidenziano l'effetto dannoso sulla nostra salute.

Alcuni europarlamentari accusano il Bfr, l'istituto tedesco per la valutazione del rischio, (da cui nel 2013 è partita la procedura di rinnovo per l'autorizzazione dell'erbicida) di riportare, nella relazione sul glifosato, oltre il 50% di dati " frutti di plagio, copiati e incollati dagli studi che l'industria ha presentato a sostegno della domanda di rinnovo della licenza". Scoraggia anche la notizia che l' Efsa (l'autorità europea per la sicurezza alimentare), avvalendosi anche di un rapporto  della Corte dei conti Ue, ha dichiarato la scarsità delle risorse che ha a disposizione per garantire l'efficacia dei controlli sulle sostanze chimiche.

Ora gli eurodeputati sono pronti a votare la relazione conclusiva della commissione pesticidi, sperando in una maggiore trasparenza sulla procedura di autorizzazione di queste sostanze; l'obiettivo comune è quello di arrivare a fissare nuove regole in tema pesticidi. Il Commissario Ue Vytenis Andriukaitis, ha dichiarato: "Penso che il modo migliore per procedere sia lavorare insieme per arrivare ad adottare questa proposta perché è qualcosa che i nostri cittadini ritengono importante".

fonte:repubblica.it/ambiente

 

APPROVATO DALLA COMMISSIONE PESCA DELL'EUROPARLAMENTO IL PIANO DI GESTIONE PLURIENNALE PER GLI STOCK ITTICI DEMERSALI NEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE: STOP ALLE RETI A STRASCICO ENTRO 100 METRI PROFONDITÀ.

Le novità  provenienti dal piano di gestione pluriennale per gli stock ittici demersali nel Mediterraneo occidentale  approvato oggi dalla Commissione pesca dell'Europarlamento: divieto di utilizzo di reti a strascico entro 100 metri di profondità dal 1 maggio al 31 luglio e riduzione dello sforzo di pesca del 10% per tre anni rispetto ai giorni consentiti tra il 2012 e il 2017.

Le nuove regole sono indirizzate in particolare a Italia, Spagna e Francia e riguarda la gestione degli stock di nasello, triglia, gamberetti rosa, scampi, gamberetti blu e rossi e gamberi rossi giganti, che vivono sul fondo marino. Il testo legislativo è stato approvato con 17 voti a favore, 5 contro e 1 astensione.

Si attende, per la conferma, la prossima plenaria a Strasburgo, prima dell'inizio dei negoziati con i ministri dell'Ue.

fonte: greensociety.it

 

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NEWS DALL'UE

A cura di Caterina Aloi, Redazione Foroeuropa

 

L’EURO COMPIE 20 ANNI

L’euro, moneta comune europea, nasce formalmente il 1 gennaio 1999 lanciata da 11 Paesi Ue tra cui l’Italia che adottarono una politica monetaria comune nell’ambito della Banca Centrale Europea. Oggi è adottato da 19 Stati membri e fa parte della vita quotidiana di 340 milioni di europei. Circa 60 Paesi in tutto il mondo agganciano le proprie valute all’euro e altri Stati membri dell’Ue dovrebbero aderire alla zona euro una volta raggiunti i criteri. Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea, uno dei pochi firmatari del trattato di Maastricht ancora attivo in politica, ha dichiarato che “l’euro è diventato un simbolo di unità, sovranità e stabilità ed ha garantito prosperità e protezione ai cittadini. Per questo motivo si continua a lavorare per completare l’Unione economica e monetaria e rafforzare il ruolo internazionale dell’euro". Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, ha dichiarato: "L’euro era una conseguenza logica e necessaria del mercato unico. Con l’euro è più facile spostarsi, commerciare ed effettuare transazioni all'interno della zona euro e con il resto del mondo. Vent'anni dopo abbiamo una generazione che non conosce altra valuta nazionale. Nel frattempo la BCE ha svolto con successo il proprio compito più importante, quello di mantenere la stabilità dei prezzi”.

Fonte: consilium.europa.eu

 

MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019

La Commissione europea fa gli auguri a Matera capitale europea della cultura 2019 presentando lo slogan adottato che sarà “Open Future” e si concentrerà molto sull’inclusione sociale, culturale e sull’innovazione collaborativa. Le celebrazioni di apertura si sono svolte il 19 e 20 gennaio alla presenza del Commissario Ue all’istruzione Tibor Navracsics che ha visto la partecipazione di 2000 musicisti provenienti da tutti i villaggi della Basilicata e da molte parti d’Europa. Oltre a Matera sarà Capitale europea della cultura 2019 anche Plovdiv in Bulgaria. Il Commissario Ue precisa che l'iniziativa della Capitale europea della cultura unisce le persone e mette in evidenza il ruolo della cultura nella costruzione di un'identità europea. Entrambe le città contribuiranno ad assicurare l'impatto a lungo termine del successo dell'anno europeo del patrimonio culturale che, nel corso del 2018, ha dimostrato come la cultura possa trasformare in meglio le nostre città e regioni.

Fonte: ec.europa.eu 

 

SEMESTRE UE ALLA ROMANIA

La Romania assume per la prima volta la Presidenza di turno dell’Unione Europea in un periodo molto importante per l’Ue. Due appuntamenti fondamentali l’attendono quali l’uscita del Regno Unito dall’Ue il 29 marzo e le elezioni europee a maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. Complesso anche il tema irrisolto della gestione della migrazione, dell’asilo e quello sulla riforma dell’Eurozona. La presidenza romena è posta sotto una grande attenzione per la corruzione che dilaga nel Paese infatti già a novembre la Commissione europea aveva avvertito la Romania del rischio di un allontanamento dai progressi registrati dalla sua adesione all'Ue. Bruxelles segue con una certa apprensione anche le riforme della giustizia volute dal governo guidato da Viorica Dancila, che pongono dubbi sul rispetto dello stato di diritto e l'indipendenza della magistratura, e che negli ultimi mesi hanno scatenato dure proteste di piazza.

Fonte: Ansa

 

AL VIA LA SECONDA EDIZIONE DEL PROGRAMMA DISCOVER EU  

Oltre 1700 diciottenni italiani hanno ottenuto un biglietto gratuito per viaggiare alla scoperta dell’Unione Europea grazie alla seconda edizione dell’iniziativa “DiscoverEu” creata sulla falsariga del più noto Interrail. I ragazzi italiani sono stati fra i più reattivi inviando a Bruxelles 9.976 candidature preceduti dalla Germania con 14.348 richieste. I vincitori della seconda edizione saranno contattati in modo da poter organizzare i loro spostamenti. Potranno viaggiare da soli o in gruppi costituiti da non più di cinque persone per un massimo di 30 giorni tra il 15 aprile e il 31 ottobre 2019.

Fonte: Ansa

 

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NEWS SULL'AMBIENTE DALL'UE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

“GARANTIRE LA PREVEDIBILITÀ E LA CERTEZZA DEL DIRITTO NEL PROCESSO DI AGGIORNAMENTO DEL PACCHETTO DI MODERNIZZAZIONE DEGLI AIUTI DI STATO”: QUESTO È L'OBIETTIVO DI BRUXELLES, CHE DECIDE DI PROROGARE LE NORME SUGLI AIUTI DI STATO AL 2022.

La misura che Bruxelles intende applicare in tema di aiuti di Stato per ambiente ed energia si rivela importante per gli Stati membri, che ora hanno la possibilità di incentivare investimenti, crescita economica e occupazione; attualmente, oltre il 97% degli aiuti  può essere attuato dai governi nazionali senza essere preventivamente sottoposto all’approvazione di Bruxelles

Tra le novità delle misure Ue vi sono le Linee guida sugli aiuti di Stato per la protezione dell’ambiente e l’energia; sarà applicata una disciplina riguardo gli interventi statali concessi per la tutela dell’ambiente o gli obiettivi nel settore dell’energia e sul settore dei trasporti, del carbone, agricolo, forestale e della pesca e dell’acquacoltura. Tra le misure "prorogate" risulta anche la comunicazione IPCEI che "stabilisce i criteri in base ai quali gli Stati membri possono sostenere progetti transnazionali di importanza strategica per l’UE".

fonte: rinnovabili.it

 

SURRISCALDAMENTO GLOBALE: GLI OCEANI ASSORBONO OLTRE IL 90% DELL’ENERGIA PRODOTTA DAL PIANETA.

Il Guardian ha recentemente rivelato i risultati di uno studio (“Global reconstruction of historical ocean heat storage and transport” ) pubblicato sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), che evidenzia come gli oceani, a causa del surriscaldamento globale, assorbano oltre il 90% dell’energia prodotta dagli esseri umani.

Si parla di un incremento di 436×10²¹ Joules dal 1871, il corrispettivo di un’esplosione al secondo di un ordigno nucleare analogo a quello sganciato sulla città di Hiroshima al termine della seconda guerra mondiale o approssimativamente 1.000 volte il totale dell’energia consumata dall’umanità ogni anno.

Gli scienziati  sottolineano che l'eccesso di energia prodotta sul pianeta e assorbita dagli oceani provocherà l'innalzamento del livello dei mari e l’aumentata forza distruttiva di uragani e tifoni.

Dallo studio: “Futuri mutamenti negli spostamenti oceanici potrebbero avere importanti conseguenze per l’innalzamento del livello del mare in determinate regioni e per il rischio di inondazioni costiere ... Comprendere il surriscaldamento degli oceani e il ruolo delle correnti marine diviene la chiave per predire i futuri cambiamenti climatici sia a livello locale che globale nonché l’eventuale innalzamento dei mari”

fonte: rinnovabili.it

 

BUONI PROPOSITI PER IL  2019: GLI ITALIANI SEMBRANO PIÙ PREPARATI AL RICICLO, ALL'ACQUISTO DI PRODOTTI LOCALI E A PRODURRE MENO RIFIUTI.

La Banca europea per gli investimenti (BEI) ha condotto un'indagine sul clima e in particolare su come i cittadini percepiscono i cambiamenti climatici nell'Unione europea, negli Stati Uniti e in Cina; sembra che il 71% degli italiani è propenso a riciclare nei prossimi dodici mesi.

Altre buone intenzioni"sostenibili" si individuano anche nell' acquisto di prodotti locali e di stagione e nella riduzione della quantità di rifiuti.

Nonostante questa nuova tendenza, molti italiani ancora si dimostrano scettici riguardo la reale capacità delle istituzioni nella lotta ai cambiamenti climatici; da una parte il 48% degli italiani descrive come “efficaci” le iniziative private, dall’altra solo il 18% ritiene che le misure attuate dal governo nazionale lo siano altrettanto; solo il 20% ritengono efficaci le misure delle organizzazioni internazionali.

Per quanto riguarda il resto dell'Europa, il 31% degli europei ritiene che la grande responsabilità in materia di azioni pro-clima appartenga ai cittadini stessi.

In altri continenti: il 40% dei cinesi e il 25% degli americani  attribuiscono la responsabilità in particolare a organizzazioni internazionali quali le Nazioni Unite o la Banca mondiale e in secondo luogo ai cittadini.

fonte: alternativasostenibile.it

 

"QUESTIONE TRIVELLE": NECESSARIE MORATORIA E INTERVENTO NORMATIVO.

La polemica sulle trivellazioni nei mari italiani rivela come sia, a questo punto, necessaria una riforma del quadro normativo; anche il WWF chiede che il governo adotti subito un provvedimento di moratoria generalizzato, tenendo presente lo stop che fu dato nel 2016 al progetto Ombrina Mare di fronte alla Costa Teatina in Abruzzo e quello assunto dal governo francese e tuttora vigente.

Si richiede "una modifica coerente con una strategia di decarbonizzazione che preveda anche un piano di progressive dismissioni delle piattaforme già autorizzate e di stop a quelle nuove."

Ancora più importante sarebbe, a questo punto, introdurre il divieto di utilizzo per le ricerche della pericolosissima  pratica dell'air gun, usata dai geofisici per l’ispezione geosismica dei fondali marini, che prevede l'emissione di una bolla d'aria ad altissima pressione che, scontrandosi col fondo del mare, produce una vibrazione, che arriva fino a 280 decibel e che crea onde acustiche assorbite dal fondo del mare e dannosissime alla fauna marina.

La presidente del WWF Italia Donatella Bianchi:" Mentre siamo tutti impegnati a difendere il mare dalla plastica con una fortissima mobilitazione anche istituzionale è un paradosso che non si riesca a mettere uno stop al pericolo che, proprio per il mare e la sua biodiversità, rappresentano le trivellazioni. Chiediamo al governo di mettere fine a questo gioco perverso che, tra l’altro rappresenta un ulteriore pugno nello stomaco per gli oltre 13 milioni di cittadini che si sono chiaramente espressi all’ultimo referendum sulle trivelle".

fonte: alternativasostenibile.it