NEWS DI GIUGNO 2018

 

NEWS DALL'UE SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

ILLEGALITÀ NEL MARE: IL DOSSIER "MARE MONSTRUM 2018" NON PORTA BUONE NOTIZIE.

Nel dossier "Mare Monstrum 2018" di Legambiente (Goletta Verde monitora ogni anno la qualità delle acque marine, denunciale illegalità ambientali, le trivellazioni di petrolio e il marine litter) rivela che nel 2017 ci sono state 17mila le infrazioni, oltre 46 al giorno, con un incremento rispetto all'anno precedente dell'8,5%. Crescono dell'8% rispetto allo scorso anno le persone denunciate e arrestate, i sequestri sono cresciuti del 25,4%; quasi il 50% dei reati proviene da Campania, Puglia, Sicilia, Calabria, che insieme al Lazio hanno il primato nella classifica nazionale. 

I reati legati all'inquinamento delle acque e del suolo derivano come sempre da scarichi fognari illegali, depuratori malfunzionanti o assenti, spandimenti di idrocarburi e contaminazioni del suolo. Altre percentuali di infrazioni rilevate: 27,7% la pesca illegale, 19,5%, il cemento abusivo, 19,5%, 17,1%  le infrazioni al codice della navigazione della nautica da diporto.

fonte:repubblica.it/ambiente

 

ANCHE IL WWF DICHIARA GUERRA ALL'INQUINAMENTO DA PLASTICA: È NATO IL PROGETTO “LIDI AMICI DEL MARE”.

WWF e FIBA Confesercenti hanno siglato un accordo da cui è nato il progetto “Lidi amici del Mare”, con l'obiettivo di promuovere la sostenibilità dei lidi balneari con la lotta all'inquinamento da plastica.

Per ora sono 15 i lidi (nel Parco del Cilento, AMP di Torre Guaceto, Porto Cesareo e Cinque Terre, a Maratea e a Mondello vicino Palermo)che quest'anno otterranno il riconoscimento di "Lido amico del Mare" ed avranno il compito di sottoscrivere un protocollo che prevede la drastica riduzione di praticamente tutti i prodotti di plastica in e di favorire la raccolta differenziata, l’uso di sistemi per il risparmio di acqua ed energia, di promuovere attività di sensibilizzazione sui temi ambientali, di tutela della biodiversità marina e costiera. Alla fine della stagione i gestori potranno ottenere un certificato di qualità, che testimonia il loro impegno sul fronte ambientale.

fonte:alternativasostenibile.it

 

FINANZA SOSTENIBILE: L'UE È SEMPRE PIÙ PROTESA AL SUO RICONOSCIMENTO.

-Definizione di finanza sostenibile: "La finanza sostenibile si pone l'obiettivo di creare valore nel lungo periodo, cioè quando indirizza i capitali verso attività che non solo generino un plusvalore economico, ma in modo che siano al contempo utili alla società né superino le capacità di carico del sistema ambientale."

L'Ue si sta sempre più orientando al pieno riconoscimento di questo tipo di "banking" ed infatti da poco la Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che vincola l’EBA (European Banking Authority) a raccogliere dati per stabilire l'opportunità dell’introduzione di un “green and social supporting factor" dal punto di vista della normativa prudenziale sulle banche.

"Ora l’Autorità Bancaria Europea dovrà redigere il report e inviarlo alla Commissione e al Parlamento UE affinché elaborino una proposta legislativa per introdurre il green e/o il social supporting factor."

Da ora in poi investire nel sociale ai fini della protezione ambientale e dei diritti delle persone sarà ritenuto meno rischioso e utile alla stabilità finanziaria in Europa.

fonte: alternativasostenibile.it

 

"EDILIZIA SOSTENIBILE”: UN MERCATO SEMPRE PIÙ INDISPENSABILE PER LA CRESCITA DELL’EUROPA. 

La rete europea del World Green Building Council (WorldGBC) e le principali banche europee hanno promosso uno schema pilota di mutui per l’efficienza energetica, finalizzato alla sperimentazione di nuovi criteri europei per i mutui dedicati a proprietà energeticamente efficienti. Ciò rivela come i green building siano sempre più e riconosciuti come investimenti a basso rischio da parte dei i mutuatari, ma anche dei creditori, grazie alla"riduzione dei costi in fase d’uso e alla capacità di mantenere meglio il loro valore immobiliare nel tempo." E' contemporaneamente aumentatala domanda da parte degli investitori per obbligazioni garantite da mutui verdi, il che crea un vero e proprio business per gli istituti di credito, stimolati  a proporre mutui più convenienti per chi sceglie "case ecologiche".

Terri Wills, CEO di WorldGBC.: “L’impegno delle principali banche europee in questo progetto pilota dimostra che l’edilizia sostenibile sta diventando centrale. La rete europea di World GBC ha sviluppato criteri di rendimento energetico per nuove costruzioni e ristrutturazioni per contribuire a stabilire uno standard di mercato coerente per le banche che emettono mutui verdi”, ha dichiarato ... ”Non vediamo l’ora di sviluppare gli standard nel tempo per supportare la comunità degli investitori nell’affrontare i rischi climatici”.

Michael Lewis, CEO di E.ON UK: “I mutui verdi hanno il potenziale per sbloccare una rivoluzione dell’efficienza energetica consentendo ai proprietari di accedere a finanziamenti a prezzi accessibili attraverso i quali migliorare le loro abitazioni. Siamo orgogliosi di essere coinvolti come partner leader nell’iniziativa Energy Efficient Mortgages e riteniamo che la fase pilota lanciata oggi offra una grande opportunità per le banche, le utility e gli esperti di efficienza energetica di collaborare per trasformare una grande visione in realtà.”

fonte: greenews.info

 

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News fornita da Coldiretti

Da alcune informazioni che circolano a Bruxelles, trova sempre più conferme la data del 25 luglio per la pubblicazione della sentenza della Corte di Giustizia UE sulle NBTs.

Come noto, si tratta di un passaggio fondamentale per la futura definizione del quadro normativo europeo di riferimento per le New Breeding Technics.

Una conferma ufficiale della data dovrebbe esserci ad inizio luglio, quando sarà comunicata alle parti in causa (Ministero dell’agricoltura francese da una parte e una serie di ONG francesi dall’altra).

 

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NEWS SULL'AMBIENTE DALL'UE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

ALTO RISCHIO DI MORTALITÀ PER COLORO CHE VIVONO IN PROSSIMITÀ DI SITI CONTAMINATI.

Miniere del Sulcis in Sardegna, acciaierie dell’Ilva di Taranto, raffinerie di Gela in Sicilia, litorale flegreo in Campania (disseminato di discariche di rifiuti tossici) e Casale Monferrato, in Piemonte (caso Eternit e inquinamento da amianto): sono le aree contaminate coinvolte nel recente studio “Sentieri” coordinato dell’Istituto Superiore di Sanità; le contaminazioni in tali aree hanno significato danni alla salute degli abitanti e la morte di 11.992 persone, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

I tipi di esposizione ambientale considerate: amianto, area portuale, industria chimica, discarica, centrale elettrica, inceneritore, miniera o cava, raffineria, industria siderurgica.

Ivano Iavarone, primo ricercatore Iss e direttore del centro collaborativo OMS Ambiente e salute nei siti contaminati: “L’eccesso di incidenza di patologie oncologiche rispetto alle attese riguarda anche i giovani tra 20 e 29 anni residenti nei cosiddetti Siti di Interesse Nazionale, tra i quali si riscontra un eccesso del 50% di linfomi Non-Hodgkin e del 36% di tumori del testicolo”.

fonte: rinnovabili.it

 

TROPPO LUNGHI I TEMPI DI MESSA A BANDO DEI PRODOTTI CHIMICI TOSSICI DA PARTE DELL' L’AGENZIA EUROPEA DELLE SOSTANZE CHIMICHE (ECHA).

Secondo l'organizzazione legale ambientalista ClientEarth i tempi con cui l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) mette al bando i prodotti tossici sono troppo lunghi: in nove casi su dieci i divieti che riguardano l’uso di una sostanza definita tossica dalla Commissione europea possono ritardare anche di quattro anni. Alice Bernard, un avvocato di ClientEarth: “una volta che l’Agenzia europea per le sostanze chimiche  valuta che i rischi provenienti da alcune sostanze chimiche sono eccessivi, la Commissione non può permettersi di rimandare eccessivamente il bando di prodotti tossici, esponendo i cittadini dell’Ue a rischi quali cancro, compromissione della fertilità e danni catastrofici ai nostri ecosistemi”.

Un esempio di lentezza della Commissione europea è l'approccio alla DEHP, una sostanza chimica usata per ammorbidire la plastica tossica e dannosa per gli ormoni: nel 2014 e nel 2015  i comitati scientifici si fecero sentire alle aziende che usavano questa sostanza senza monitorarne i rischi; la Commissione in realtà non si è mai pronunciata su un suo divieto, anche se in una nota sai difende:“Più di 17.000 sostanze chimiche prodotte e utilizzate nell’UE sono presenti in 65.000 fascicoli e sono state registrate come parte della procedura della Reach”.

fonte: rinnovabili

 

RIDURRE LA CONCERTAZIONE DI ANIDRIDE CARBONICA: FONDAMENTALE PER LA SALUTE DEL PIANETA. CI RIUSCIRÀ LA TECNOLOGIA DAC?

La società canadese Carbon Engineerin affiliata ad Harvard, produce un carburante liquido a partire dall’anidride carbonica strappata all’atmosfera: si tratta della tecnologia Direct Air Capture (DAC) per la cattura della CO2 diretta. La novità reale è la riduzione dei costi: l'impianto DAC non si limita a rimuovere il biossido di carbonio dall’aria, ma sta anche producendo un combustibile liquido. La realizzazione di questi sistemi precedentemente aveva un costo stimato tra i 500 e 1.000 dollari per tonnellata di CO2 rimossa, ma la  Carbon Engineering team garantisce che il processo potrebbe essere ottenuto anche a soli 94 dollari per tonnellata. David Keith, professore di fisica applicata ad Harvard e fondatore della società : “Questo non salverà il mondo dagli impatti dei cambiamenti climatici, ma rappresenterà un grande passo nel percorso verso un’economia a basse emissioni di carbonio... “Alla Carbon Engineering abbiamo lavorato sulla cattura della CO2 atmosferica diretta dal 2009, gestendo il nostro impianto pilota dal 2015, e ora disponiamo dei dati e dell’ingegneria per dimostrare che la tecnologia DAC può ottenere costi inferiori a 100 dollari per tonnellata”.

fonte: rinnovabili

 

LA CALOTTA DELL’ANTARTIDE COME UN GHIACCIOLO D'ESTATE: SI SCIOGLIE SEMPRE PIÙ RAPIDAMENTE.

Nature ha recentemente pubblicato uno speciale che comprende cinque diversi studi, con misurazioni effettuate da 24 satelliti, cui hanno partecipato 88 scienziati di 44 organizzazioni di tutto il mondo, Italia inclusa. Gli studi rivelano che solo in un anno e mezzo si è sciolto dall'Antardide un cubo di ghiaccio di 7 chilometri di lato, con 360 miliardi di tonnellate di acqua, aumentando di un millimetro l'altezza degli Oceani; attualmente l’innalzamento del mare è di 20 centimetri.

Secondo un rapporto pubblicato nel 2014 dalle Nazioni Unite, alla fine del secolo si potrebbe arrivare a un aumento compreso fra i 30 centimetri e il metro e, secondo uno studioso, almeno 15 centimetri potrebbero arrivare dal Polo Sud.

Chris Rapley, climatologo all'University College London: "Un gigante di ghiaccio addormentato sta dando segni di risveglio. Lo studio di oggi dimostra che si sta già stirando le gambe".

fonte: repubblica.it

 

I CAMBIAMENTI CLIMATICI E IL VARIARE DELLE TEMPERATURE NEL  BACINO DEL MEDITERRANEO STANNO SPOSTANDO LA COLTIVAZIONE DEGLI OLIVI A NORD.

In occasione dell'incontro a Roma "L'agricoltura italiana di fronte ai cambiamenti climatici: il caso dell'olivicoltura", Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) e i professionisti del Conaf (Consiglio dell'ordine nazionale dei dottori agrononomi e dei dottori forestali) hanno presentato i dati di "Olive- Miracle", "progetto di ricerca europeo sulle soluzioni modellistiche per le migliori strategie gestionali per l'olivicoltura contro i futuri cambiamenti climatici."

Lo studio rivela che i cambiamenti climatici e il variare delle temperature che investono il bacino del Mediterraneo influenzano l’olivicoltura, spostandone la coltivazione sempre più a Nord, oltre il 45° parallelo. La ricercatrice del Crea di Rende Samanta Zelasco: "Stiamo assistendo a un'espansione progressiva in areali caratterizzati da maggiore altitudine e latitudine con un 'olivicoltura nuova e in crescita per una superficie totale investita che è aumentata di circa 60mila ettari dal 2012 al 2017... I motivi del cambiamento sono addebitabili all'andamento meteorologico sulla biologia della specie e sui cicli di crescita della pianta e per questo, rileva, "servono approcci multidisciplinari per mitigare gli effetti del cambiamento climatico".

Alberto Giuliani del Conaf: "l'impatto ambientale con un aumento delle temperature in altitudine può favorire un'espansione dell'olivicoltura in questi areali".

fonte: repubblica.it

 

LA POPOLAZIONE  ITALIANA "SFRUTTA" IL PIANETA PENSANDO CHE LE RISORSE SIANO INESAURIBILI: MA NON LO SONO...

Secondo i calcoli del Global footprint network (organizzazione internazionale senza scopo di lucro con obiettivo la sostenibilità), Italia, Australia, Usa, Germania e Francia, utilizzano le risorse non di un pianeta, ma molto di più;  Mathis Wackernagel, ideatore dell'oraganizzazione, ritiene che si debba "prendere come “stella polare” l’idea di poter vivere nella prosperità utilizzando le risorse di un solo Pianeta e mettendo in pratica un'economia a misura di Pianeta"... È necessario rispettare le risorse che la Terra ci mette a disposizione ... calcoliamo l’utilizzo e la disponibilità delle risorse con rigore scientifico, facendo sì che queste informazioni diventino rilevanti per chi prende le decisioni finali. La sicurezza delle risorse è un fattore chiave per il successo economico e per il consolidamento futuro”.

Per Wackernagel è fondamentale “il modo in cui costruiamo le nostre città e le riforniamo di energia, la quantità di abitanti” e il modo con cui si nutrono."

fonte:greensociety.it

 

ANCHE L'AGRICOLTURA DIVENTA "SMART"...

La tecnologia dei droni, delle app e di svariati sensori verrà applicata anche all'agricoltura, si spera con un obiettivo circolare e sostenibile.

Durante l'incontro "Smart&green: l'agricoltura del futuro" organizzato dalla Fondazione Edmund Mach al Castello del Buonconsiglio di Trento, il presidente Andrea Segrè: "Nel linguaggio comune la parola ‘smart’ richiama subito il concetto di connessione. Noi però non dobbiamo fermarci alla fibra veloce e al 4G. È vero che un’agricoltura smart passa obbligatoriamente da una connessione, ma essa va intesa anche come collaborazione con le reti del territorio e con le esigenze dell’ambiente, con un approccio circolare e sostenibile".

Un tecnologo della Fem Fabio Zottele, spiega come "gli studenti hanno potuto imparare a pilotare il drone nel vigneto, misurare le caratteristiche, le potenzialità e le difficoltà di un territorio di produzione vitivinicola e trasformare una domanda scientifica di ricerca in un'opportunità professionale, in un lavoro".

Secondo Daniel Zimmer, direttore nell’ambito 'Utilizzo sostenibile della terra' nella Climate-Kic: "Diversi trend indicano il percorso verso questo nuovo modello.  Ad esempio la richiesta di biologico, il consumo di cibo locale visto come un modo per aiutare il reddito agricolo e per aumentare la fiducia dei consumatori di città nella qualità degli alimenti. L’applicazione dei principi di economia circolare dal campo alla forchetta, inoltre, è cruciale per ridurre lo spreco e aumentare l’efficienza delle risorse e dell’energia nella filiera alimentare".

fonte: greensociety.it