NEWS OTTOBRE 2017

 

NEWS OGM

FORNITA DA COLDIRETTI

 

OGM: Parlamento europeo si oppone all'autorizzazione di prodotti a base di granturco, colza e soia OGM - 24/10/2017 

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha adottato oggi tre risoluzioni non legislative con le quali si è opposto alla possibile autorizzazione all’immissione in commercio da parte della Commissione europea alcuni prodotti a base di OGM:

  • Obiezione al rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio (non coltivazione) di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da granturco 1507 GM (DAS-Ø15Ø7-1) – Risoluzione adottata con 433 voti a favore, 201 contrari e 33 astensioni;
  • Obiezione all’autorizzazione all’immissione in commercio (non coltivazione) di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da colza GM MON 88302 x Ms8 x Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8 × ACS-BNØØ3-6), MON 88302 x Ms8 (MON-883Ø2-9 × ACSBNØØ5-8) e MON 88302 x Rf3 (MON-883Ø2-9 × ACS-BNØØ3-6) – Risoluzione adottata con 434 voti a favore, 201 contrari e 28 astensioni; e
  • Obiezione all’autorizzazione all’immissione in commercio (non coltivazione) di prodotti contenenti, costituiti od ottenuti a partire da soia GM 305423 x 40-3-2 (DP-3Ø5423-1 × MON-Ø4Ø32-6) –Risoluzione adottata con 433 voti a favore, 202 contrari e 31 astensioni.

Si evidenzia che, lo scorso 6 ottobre 2016, il Parlamento europeo aveva adottato una risoluzione per opporsi all’autorizzazione all’immissione in commercio per la coltivazione di semi di granturco GM 1507 (DAS-Ø15Ø7-1). Come ribadito dagli eurodeputati nella risoluzione odierna, l’autorizzazione per la coltivazione di tale granturco nell’UE è tuttora in sospeso.

 

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NEWS DALL'UE SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

DECARBONIZZAZIONE DELL'ITALIA: IL WWF CONTINUA CON I SUOI APPELLI E INTANTO TORINO È LA PIÙ INQUINATA...

Il WWF continua la sua battaglia per il piano di decarbonizzazione del nostro Paese, sottolineando che insieme al carbonio verrebbero eliminati altri inquinanti.

Secondo l'associazione: "sono anni che non ci si occupa più in modo serio di intervenire sulle fonti di inquinamento. Sappiamo bene che la responsabilità per questa situazione è del traffico su gomma, dell’uso degli inquinanti in agricoltura e degli allevamenti, delle centrali a carbone, dei riscaldamenti ,occorre ridurre l’inquinamento proveniente da tutte queste attività, non c’è più tempo per rinvii".

Oggi Torino è la città simbolo in questi giorni dei livelli disastrosi di inquinamento (il livello delle polveri sottili (PM10) è schizzato a 114 microgrammi per metro cubo (più del doppio del valore limite, fissato a 50 microgrammi);

sulla linea anche dei moniti del WWf...Torino da qualche tempo promuove intensamente la mobilità elettrica, aumentando la rete di ricarica; l'Assessore ai Trasporti e alla Viabilità, Maria Lapietra ha dichiarato: “Un’ampia rete di punti per la ricarica costituisce un requisito indispensabile per favorire lo sviluppo della mobilità elettrica. Con a disposizione altre 230 colonnine in varie zone della città, i possessori di auto elettriche potranno rifornirsi in modo più facile e veloce. Torino si può oggi considerare come uno dei centri urbani del nostro Paese più attrezzati per incentivare l’uso di mezzi a basso o nullo impatto ambientale. Una condizione che, già in futuro prossimo, potrà portare benefici alla qualità dell’aria e, più in generale, a quella della vita in città.”

da:greenews.info

 

 

I DATI SULL'ACCESSO UNIVERSALE ALL'ENERGIA VENGONO DALL'IEA (AGENZIA INTERNAZIONALE PER L’ENERGIA).

Le novità più o meno buone sull'accesso universale all’energia sono rivelate dall'ultimo report (Energy Access Outlook: from Poverty to Prosperity ) dell'IEA (l’Agenzia internazionale per l’Energia).

L'analisi è stata diretta su 140 paesi ed ha rivelato che il numero di persone senza accesso all’energia elettrica sia diminuito da 1,6 miliardi del 2000 a 1,1 miliardi nel 2016. Migliorano i paesi asiatici in via di sviluppo potendo forse raggiungere il target entro il 2030 e già per l’India l’accesso universale all’energia potrebbe divenire realtà già entro i primi anni del prossimo decennio.

Problemi ancora per l'Africa subsahariana, in cui i progressi sono ancora troppo lenti.

Il direttore esecutivo dell'IEA dichiara: “La buona notizia è che la convergenza fra volontà politica e riduzioni dei costi tecnologici sta accelerando il progresso”.

A contribuire a questo generale miglioramento sono sicuramente le rinnovabili, considerando che negli ultimi cinque anni più di un terzo dei nuovi collegamenti è stato “verde”.

da: rinnovabili.it

 

 

24 NOVEMBRE: SCADE LA CHANCE PER “RICONVERTIRE” IN CHIAVE DIGITALE ALCUNE CITTÀ EUROPEE.

Digital Cities Challenge è il nuovo bando europeo che scade il 24 novembre p.v. dedicato alla trasformazione digitale urbana; così Bruxelles chiama circa 15 città europee a partecipare alla gara per progettare e realizzare "strategie gratuite di trasformazione digitale nell’ambito dei propri programmi di crescita economica e benessere sociale."

Il settore dell'economia digitale ad oggi sta crescendo a un ritmo 7 volte più veloce rispetto all’economia reale creando nuovi servizi come la sanità online (eHealth)) o le smart cities.

Le vincitrici potranno avere a disposizione strumenti di valutazione intuitivi per la digitalizzazione.

da: rinnovabili.it

 

 

BIOENERGIE: GLI EURODEPUTATI AMBIENTALI NON SI IMPEGNANO SULL’UTILIZZO DELLE BIOMASSE NEI SETTORI DEL RISCALDAMENTO E DELL’ELETTRICITÀ.

Dalla votazione della Commissione Ambiente europea si è evinto che  gli eurodeputati continuano ad impegnarsi ad eliminare i biocarburanti dannosi nei trasporti, chiedendo un aumento della quota di energie rinnovabili dal 27 al 35% entro il 2030, ma non ugualmente ad incentivare l'uso delle biomasse nei settori del riscaldamento e dell’elettricità.

Sini Eräjää, responsabile delle politiche europee sulle bioenergie di BirdLife Europe, dichiara:

«Il voto del Parlamento europeo rafforza oggi l’impegno dell’UE di eliminare i biocarburanti da colture alimentari e per mangimi dell’UE con un impatto climatico negativo, ma non introduce nuovi obiettivi in ​​materia di energie rinnovabili che incoraggino questo passaggio».

Dal momento in cui nel 2009 l’Unione europea ha consentito agli Stati membri di incentivare l’uso del legno per la produzione di energia da fonti rinnovabili è aumentato l’uso della biomassa negli impianti a carbone dell’85% in alcuni paesi, e il 40% della biomassa per la produzione elettrica finisce nelle centrali termoelettriche; ciò significa che per assurdo con la direttiva sulle rinnovabili si finanzia anche il carbone...

da: rinnovabili.it

 

 

IN CAMPIDOGLIO IL SUMMIT "ACQUA E CLIMA" DEI DIECI MAGGIORI BACINI FLUVIALI.

Il problema è planetario: dall'Amazzonia al Congo ... "siccità e inondazioni uccidono i fiumi".

Il 90% dei disastri naturali è legato all'acqua ed entro il 2030 triplicheranno le persone colpite dalle inondazioni. "Inoltre per ogni incremento della temperatura di un grado, un ulteriore 7% della popolazione mondiale vedrà ridursi del 20% la disponibilità di risorse idriche. Entro il 2050 i profughi ambientali, secondo l'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, supereranno i 250 milioni."

Alcune dichiarazioni all'interno del summit:

-Belinda Constant, sindaco di Gretna e copresidente delle Mississippi River Cities and Town Cities and Town Iniziatives (un bacino da cui dipendono un milione e mezzo di posti di lavoro e 500 miliardi di dollari di fatturato):

"Parlo con gli agricoltori che un anno si trovano i campi invasi dall'acqua e quello dopo li vedono bruciati dalla siccità. Con le persone che si sono viste portar via la casa dalle raffiche di vento. Con i genitori che hanno perso i figli. Questa gente sa che qualcosa sta succedendo al clima: in 12 anni abbiamo avuto danni per 200 miliardi di dollari".

-Judith Enaw, segretaria della Commissione internazionale per il Congo: "Per noi il fiume è tutto: unisce 10 Paesi, ci dà l'acqua per bere, la possibilità di coltivare, un mezzo per viaggiare. Ma questi punti di riferimento della nostra vita si stanno sgretolando".

- Gian Luca Galletti ,ministro dell'Ambiente:

"Abbiamo deciso questa iniziativa perché riteniamo che, all'interno della cornice dell'intesa sul clima, si devono inserire il ruolo e il contributo dei grandi fiumi"... “Ne parleremo alla prossima conferenza sul clima che si terrà tra un mese a Bonn”. 

da:repubblica.it/ ambiente

 

 

L'INQUINAMENTO FA PIÙ MORTI DELLE GUERRE...

Secondo il rapporto della Lancet Commission on Pollution & Health firmato dalla Global Alliance on Health and Pollution e dell'Icahn School of Medicine del Monte Sinai (New York) ad oggi sono

nove i milioni di morti l'anno per inquinamento.

Nel 2015 ha causato 9 milioni di morti, un sesto del totale. "Le malattie legate all'inquinamento nei Paesi a reddito medio e basso si traducono in una riduzione annua del Pil che può arrivare al 2% e nei Paesi a reddito alto in un aggravio della spesa sanitaria dell'1,7%. Mentre le perdite di benessere derivanti dall'inquinamento sono stimate in 4,6 trilioni di dollari all'anno: il 6,2% della produzione economica mondiale."

I "colpevoli": i combustibili fossili che sommati alla combustione della biomassa nei paesi a basso reddito, producono l'85% del particolato e una quota rilevante di altri inquinanti atmosferici.

Richard Fuller, copresidente della Commissione: "Possiamo evitarlo perché ci sono strategie ben testate e a basso costo che permettono di mantenere l'inquinamento sotto controllo: dobbiamo smettere di avvelenare noi stessi".

Roberto Bertollini, esperto Ue: "In particolare bisogna regolamentare l'uso di alcune sostanze chimiche particolarmente dannose, come i metalli pesanti e i distruttori endocrini che danneggiano l'apparato riproduttivo e il sistema neurologico. Purtroppo in Europa i progressi in questo campo vengono rallentati dall'azione delle lobby dei settori industriali coinvolti". 

da:repubblica.it/ ambiente

 

 

ECONOMIA SOSTENIBILE- GREEN BUSINESS: LE IMPRESE COMINCIANO A VEDERE DEI PROFITTI REALI.

L'ente di certificazione DNV GL con il supporto dell'istituto di ricerca internazionale GFK Eurisk ha condotto una studio sull'atteggiamento delle aziende nei confronti della gestione ambientale; sembra che la gestione ambientale stia diventando un vero e proprio "asset strategico" per le imprese, dovuto soprattutto alla nuova tendenza dei consumatori sempre più attenti alla sostenibilità dei prodotti.

Tra le imprese intervistate, il 74% afferma che la gestione ambientale è un fattore rilevante all'interno della strategia aziendale complessiva e il 45% ha l'obiettivo di aumentare gli investimenti per la gestione ambientale. Secondo lo studio, nel mondo la quasi totalità delle imprese (96%) ha portato a termine almeno un'azione concreta per valutare o mitigare i rischi ambientali nel corso del 2017.

Le aziende che fanno green economy sono chiamate all'attenzione sulla gestione dei rifiuti e, in particolare, al loro smaltimento (55%), al trattamento di materiali pericolosi (44%) e allo scarico delle acque reflue (36%); le principali iniziative avviate sono state: monitoraggio per la verifica della conformità ai requisiti di legge (indicato dal 73% del campione), manutenzioni regolari per minimizzare l'impatto ambientale (70%) e regolari valutazioni d'impatto (65%).

Luca Crisciotti, CEO di DNV GL - Business Assurance, ha dichiarato: "È incoraggiante notare il trend positivo delle aziende nei confronti della gestione ambientale. Ma c'è ancora margine di miglioramento quando si tratta della catena di approvvigionamento. Le imprese dovrebbero riconoscere l'influenza che possono esercitare sui loro fornitori per migliorare la sostenibilità ambientale della filiera in senso ampio, così come è avvenuto per i consumatori." 

da: alternativa sostenibile.it

 

 

DOPO LA FRANCIA ANCHE L'ITALIA DICE NO ALL'USO DEL GLIFOSATO.

Spesso abbiamo parlato della questione europea sull'uso del glifosato, il diserbante più venduto al mondo, brevettato nel '74 da Monsanto.

Il 24 e 25 ottobre 2017 i Paesi europei votano su una proposta di rinnovo dell’autorizzazione all’uso, per dieci anni, del principio attivo presente in oltre 750 erbicidi.

In realtà in sede europea si valuterà solo il principio attivo, non le formulazioni che vengono effettivamente commercializzate, per le quali nessuno sta verificando i rischi...

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha risposto ai molteplici attivisti di Greenpeace, dichiarando che l’Italia si opporrà al rinnovo dell’autorizzazione al glifosato;

Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura di Greenpeace Italia:"siamo molto soddisfatti, finalmente la posizione del governo italiano è chiara e inequivocabile. Autorizzare per altri dieci anni una sostanza che sta già inquinando il nostro ambiente ed è classificata come probabilmente cancerogena per l’uomo sarebbe un gesto irresponsabile. Adesso tocca agli altri Paesi europei esprimersi con altrettanta fermezza per tutelare la salute e l’ambiente". 

da: alternativa sostenibile.it

 

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NEWS DALL'UE SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

Metodo innovativo per la bonifica dei siti contaminati da tricloroetilene.

Normalmente per bonificare i siti contaminati da tricloroetilene (inquinante presente nelle aree industriali, pericoloso per gli esseri umani se ingerito con l’acqua o inalato con l’aria) e altri inquinanti si utilizzano metodi costosi e invasivi come l’escavazione o il pompaggio delle tossine dal sottosuolo; ora un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington ha utilizzato un metodo naturale per la bonifica, triturando il legno dei pioppi di un sito del Midwest già contaminato da tricloroetilene; in estrema sintesi sono riusciti a isolare oltre cento differenti microbi in grado di dissolvere l’inquinante e aiutare la crescita dell’albero.

da:rinnovabili.it

 

 

2018: estensione dell’incentivo fiscale per gli interventi di riqualificazione edilizia.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti durante un intervenuto in apertura del Cersai e ha anticipato le principali novità su cui il Ministero dello Sviluppo Economico, parlando di  un’estensione dell’incentivo fiscale ad una nuova tipologia di interventi, dai lavori su balconi e giardini condominiali alla rimozione dell’amianto sui tetti.

Dunque è pronta una manovra per ampliare la detrazione IRPEF dedicata al retrofit energetico degli immobili; in sostanza è un aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) 2017, in cui i deputati avevano chiesto che si prevedesse una detrazione fiscale del 50 per cento per le spese relative ad interventi di carattere straordinario, riguardanti la sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari.

Galletti ha dichiarato: “L’Ecobonus è uno strumento che è servito molto, che ha permesso grandi investimenti nel settore dell’efficientamento energetico. Noi ci crediamo, continuiamo a crederci e vogliamo investire ancora di più in questo strumento”.

Inoltre il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ha dichiarato “Se facciamo decollare queste misure cambiamo la storia del Paese”. Allargando il discorso anche agli incentivi fiscali per la sicurezza sismica, il ministro ha anticipato  che il Governo intende “mettere in totale detraibilità anche la diagnosi sismica degli edifici, migliorare il fatto che chi non ha tasse da scaricare possa cedere il suo credito ad altri intermediari finanziari, e […] unire sempre di più il bonus energetico a quello sismico in maniera da fare unici cantieri nei condomini”. 

da: rinnovabili.it

 

 

Fotovoltaico: dopo la Cina, si estende la crescita mondiale.

l’International Energy Agency- IEA ha pubblicato oggi il suo nuovo rapporto Renewables 2017, dettagliato documento da’analisi sulle green energy a livello globale; nella relazione si evidenzia la costante crescita delle fonti alternative e le buone previsioni per il futuro (lo scorso anno il fotovoltaico ha prodotto quasi due terzi della nuova capacità elettrica installata nel mondo, con ben 165 GW allacciati alla rete.).FatihBirol, direttore esecutivo dell’IEA, ha dichiarato:

“Le energie rinnovabili raggiungeranno i 1.000 GW entro il 2022, pari a circa la metà della capacità globale oggi in mano al carbone, e che ha richiesto circa 80 anni per essere realizzata”…

“Quello a cui stiamo assistendo è la nascita di una nuova era per il fotovoltaico. Ci aspettiamo che nel 2022 la crescita della capacità solare sia superiore a qualsiasi altra tecnologia rinnovabile”.Secondo l’Agenzia nel 2022 sarà comunque sempre la Cina, ma il primato sarà condiviso con India e Stati Uniti; insieme rappresenteranno i due terzi della crescita mondiale delle energie rinnovabili nei prossimi 5 anni.

da:rinnovabili.it

 

 

Ue: si aspetta la sentenza della Corte di Giustizia UE (ECJ) sul trattamento legale dei nuovi OGM. 

Dopo il 20 dicembre si attende il pronunciamento dell’avvocato generale, cui la Cortedi Giustizia Europea ha richiesto un pareresulla natura legale dei nuovi OGM.

Fino ad oggi si è tentato da parte di alcune istituzioni di deregolamentare alcuni prodotti creati in laboratorio con le nuove tecniche di manipolazione genetica (New Breeding Techniques – NBT); nonostante il Parlamento Europeo ribadisca che l’indicazione che la legge comunitaria sugli OGM è chiara, la Commissione “punta ad aggiornare la direttiva 2001/18 in modo da escludere le nuove biotecnologie da tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio.“

Per molti le New Breeding Techniques sono tecniche innovative equivalenti agli incroci naturali, cioè prive di rischi per l’ambiente e la salute; molti scienziati invece, con un documento di accusa verso i supporter delle nuove biotecnologie, avvertono sui potenziali effetti indesiderati causati dalle centinaia di mutazioni incontrollate riscontrate in diversi esperimenti i cui effetti spesso sono invisibili e il cui effetto sulla salute e sull’ambiente non è ancora chiaro.

Gli esperti dunque esigono che l’Unione Europea regoli tali sistemi in maniera severa, “obbligando chi li commercializza a dichiarare in etichetta la modificazione genetica, a garantire la tracciabilità dei processi e a svolgere complesse valutazioni del rischio”.

da: rinnovabili.it

 

 

Anche miele è uno dei prodotti più contraffatti al mondo.

Norberto Garcia, presidente dell'Organizzazione internazionale degli esportatori di miele ha dichiarato:” false etichette, falsa dichiarazione di origine e aggiunta di sciroppo di glucosio: il mercato internazionale del miele è inondato di prodotti fraudolenti”.

Dunque ora non solo il vino e l’olio d’oliva, ma anche il miele è uno dei tre prodotti più contraffatti; iconsumi sono aumentati, mentre la sua produzione si è assai ridotta.

Secondo la Fao, la produzione mondiale è pari a circa 1,5 milioni di tonnellate, mentre il consumo è di 400 mila tonnellate in più. Solo la Cina registra un aumento della produzione di miele, ma nel resto del mondo, e soprattutto in Europa e negli Stati Uniti, la produzione è in calo; tutto ciò a causa dell'avvelenamento degli ambienti naturali per i pesticidi e alla conseguente crescita di movimenti commerciali non sempre chiari, di frodi, di contraffazioni sulla natura e l'origine dei prodotti, che portano alla produzione di miele diluito a basso prezzo.

Ci sono vari tipi di frode, tra cui le false denominazioni di origine ela contaminazione, per cui nel miele sono presenti sostanze xenobiotiche (cioè estranee, come i pesticidi o gli antibiotici per curare le api), tossiche e non, che violano comunque le norme sulla sicurezza alimentare.

Per ora solo la Francia  (Dgccrf, Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes)ha preso una netta posizione contro questo fenomeno, avviando un'inchiesta nazionale, con controlli severi sugli operatori che acquistano e rivendono il miele.

Anche i consumatori italiani sono chiamati a controllare bene le etichette tenendo presente che il miele made in Italy miscelato con mieli di origine Ue è meno sicuro. 

da:euractiv.com

 

 

Reintrodotto l’obbligo di indicazione dello stabilimento in etichetta.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha approvato in via definitiva il decreto legislativo che reintroduce l'obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento in etichetta. “Il provvedimento prevede un periodo transitorio di 180 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per lo smaltimento delle etichette già stampate, e fino a esaurimento dei prodotti etichettati prima dell'entrata in vigore del decreto ma già immessi in commercio.”

Il Ministro Martina ha dichiarato: "È un impegno mantenuto nei confronti dei consumatori e delle moltissime aziende che hanno chiesto di ripristinare l'obbligo di indicare lo stabilimento. In questi mesi, infatti, sono state tante le imprese che hanno continuato a dare ai cittadini questa importante informazione. Continuiamo il lavoro per rendere sempre più chiara e trasparente l'etichetta degli alimenti, perché crediamo sia una chiave fondamentale di competitività e sia utile per la migliore tutela dei consumatori. I recenti casi di allarme sanitario ci ricordano quanto sia cruciale proseguire questo percorso soprattutto a livello europeo. L'Italia si pone ancora una volta all'avanguardia".

da:politicheagricole.it