MANIFESTO SULLE NUOVE TECNOLOGIE GENETICHE

Documentazione fornita da Coldiretti

 

Si comunica, con seria preoccupazione, che la Società italiana genetica agraria (SIGA), per il tramite del suo Presidente Michele Morgante, ha presentato il manifesto dal titolo Prima i geni. Liberiamo il futuro dell’agricoltura composto da un elenco di 12 tesi dirette ad assicurare che le tecniche di genome editing siano accessibili a tutti chiedendo, pertanto, al mondo politico, agli esponenti delle organizzazioni agricole, agli imprenditori e ai centri di ricerca di sostenere l’appello affinché l’Unione europea non includa il genome editing nell’ambito della direttiva 2001/18/ ovvero tra gli OGM.

Un appello, questo, che si basa sui seguenti principi testualmente indicati nel manifesto:

1)      Nelle varietà ottenute con il genome editing non è presente DNA estraneo

2)      Gli OGM devono essere riconoscibili mentre queste sono addirittura indistinguibili a un esame di laboratorio, al contrario di quanto avviene invece per tutte le varietà, OGM o convenzionali create negli ultimi cento anni

3)      Il genome editing è in realtà una tecnica di mutagenesi che è esclusa dalla direttiva sugli OGM perché considerata ben nota e sicura

4)      Il principio di precauzione si applica nei casi in cui si sia incertezza scientifica mentre in questo caso c’è addirittura molta meno incertezza sugli effetti rispetto alle tecniche precedenti considerate sicure dalla direttiva, perché c’è molta meno incertezza nella modificazione genetica prodotta.

 

Per una più ampia ricognizione della vicenda nel suo complesso, si riportano:

Qui puoi visualizzare il manifesto "Prima i geni. Appello"(presente anche sul sito di SIGA);

il link di un breve filmato proiettato nel corso dell’incontro (presente anche sul sito di SIGA);

il link alla notizia diffusa da AGIR Agenzia giornalistica Repubblica: http://www.agenziarepubblica.it/lagricoltura-del-futuro-anche-crea-firmatari-del-manifesto-sulle-nuove-tecnologie-genetiche/

Qui puoi scaricare la locandina dell’evento.