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NEWS GIUGNO 2017

 

 

NEWS SULL'AMBIENTE DALL'UE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

LULUCF (Land Use, Land-Use Change and Forestry): il nuovo regolamento per le emissioni derivanti dall’uso di suolo, cambiamenti d’uso del suolo e selvicoltura non convince gli ambientalisti.

Il 19 giugno si riunisce a Bruxelles il consiglio dei ministri dell’Ambiente: il tema è il calcolo delle emissioni degli alberi (capaci di assorbire circa il 10% delle emissioni europee ogni anno);

l'Ue sta infatti elaborando un nuovo regolamento per le emissioni derivanti dall’uso di suolo, cambiamenti d’uso del suolo e selvicoltura (LULUCF, acronimo di Land Use, Land-Use Change and Forestry); gli esperti Ue sono chiamati a calcolare il carbonio che una foresta è in grado di stoccare o emettere,  tenendo conto dell’anzianità delle piante, della modalità con cui sono gestite e tagliate. Vorrebbero porre un tetto al prelievo di materia prima forestale stabilito, facendo la media dei livelli 1990-2009.

Secondo gli ambientalisti il  rischio è quello di tagliare più alberi di quelli consentiti dal regolamento LULUCF, dimenticando che "le emissioni derivanti dalla perdita di capacità di stoccaggio del carbonio negli alberi saranno conteggiate come quelle prodotte annualmente da tutti gli altri settori della vita economica".

Francia, Austria, Finlandia, Polonia e Svezia tendono a ottenere che l’aumento della deforestazione non sia penalizzato; per esempio i finlandesi vogliono raccogliere il 25% di alberi in più entro il 2030, cioè 15 milioni di metri cubi; la Francia programma di eliminarne 12 milioni.

Gli ambientalisti sostengono che "far rientrare un aumento della deforestazione nella “gestione sostenibile” potrebbe insabbiare circa 300 milioni di tonnellate di emissioni l’anno".

da rinnovabili.it

 

 

Sicurezza alimentare europea a rischio a causa del conflitto di interessi...?

Quest'ultimo avvertimento viene dall'ultimo rapporto del  Ceo (Corporate Europe Observatory, centro di ricerca con sede a Bruxelles focalizzato sull’influenza del settore privato nel processo di regolamentazione comunitario) , che sostiene che la metà degli esperti dell'Efsa di Parma ha conflitti di interesse, "ricevendo denaro direttamente o indirettamente da imprese che ha poi dovuto regolamentare". Già quattro anni fa uno studio del Ceo aveva dimostrato che il 60% degli esperti dell'Autorità aveva legami con le aziende i cui prodotti venivano valutati; in seguito il Parlamento europeo aveva chiesto all'Efsa di rendersi indipendente dall'influenza dell'industria agroalimentare, ma senza grossi risultati.

L'Ente , che ha, tra gli altri,  il compito di valutare la cancerogenicità del glifosato o i potenziali danni degli organismi geneticamente modificati (OGM), sostiene di avere applicato le severe norme di indipendenza.

I ricercatori hanno preso in esame gli interessi dichiarati nelle 211 dichiarazioni presentate dagli esperti dell’EFSA:  il 26,5% sarebbe costituito da persone che negli ultimi 5 anni hanno ricevuto denaro da imprese che poi hanno dovuto anche valutare come scienziati dell’EFSA. Il 30,3% ha conflitti finanziari indiretti, cioè appartenere a un’organizzazione che negli ultimi 5 anni ha ricevuto oltre il 20% dei suoi finanziamenti da imprese poi valutate come membro dell’Agenzia. Il 16%, inoltre, presenta entrambi i conflitti di interessi (diretto e indiretto).

Il consiglio di amministrazione dell'EFSA  si riunirà il prossimo 21 giugno, ma già si è rilevato che il nuovo regolamento non comprende apertamente il divieto di ricevere denaro per studi o ricerche...

da rinnovabili.it

 

 

Il Made in Italy in Europa non è protetto adeguatamente.

Secondo gli esperti gli interessi del made in Italy nelle sedi Ue  passano in secondo piano o "diventano pedina di scambio per dossier" da cui le imprese non ricevono feedbecks positivi.

Il governo sembra piuttosto distratto in merito; il Tris (il sistema che registra le notifiche tecniche alla commissione) ha allarmato l'Italia circa, per esempio,  il " Nutri-Score", un sistema francese d'etichettatura a semaforo, escogitato in base al regolamento Ue 1169/2011 e notificato il 24 aprile in Europa dall'ex ministro alla salute d'Oltralpe, Marisol Touraine.

"L'etichetta descrive l'uso di grassi, zuccheri e sodio per etto di prodotto, associando al «pericolo» un colore; l'info nutrizionale non è sulla dieta, ma sull'alimento"; secondo gli esperti ciò rappresenta grosso danno all'industria alimentare italiana.

Secondo gli esperti un altro esempio di leggerezza da parte del nostro Paese nel trattare il made in Italy in Ue, è stato quello di concedere alla Tunisia esportazioni aggiuntive in Europa a dazio zero per 35 mila tonnellate tra il 2016 e il 2017, per un totale di 91 mila tonnellate l'anno di olio tunisino senza dazi...

da euractive.com e rinovabili.it

 

 

Buone notizie per la biodiversità agricola: la Commissione vieta definitivamente i pesticidi sulle aree di interesse ecologico.

Il Parlamento Europeo ha stabilito che non si potranno usare pesticidi nelle zone di conservazione a partire dal 2018; gli agricoltori europei non potranno più utilizzare sostanze chimiche su terreni agricoli superiori a 15 ettari destinati alla conservazione della biodiversità.

Nonostante  già dal 2013 con la riforma della PAC gli agricoltori fossero tenuti a identificare le aree di interesse ecologico dove le pratiche agricole devono rispettare la biodiversità e proteggere il clima, le regole negli anni si indebolite, tanto che si era tollerata la semina di alcune colture e l’irrorazione di pesticidi chimici;

oggi la Commissione europea ha modificato queste regole con un atto delegato, vietando l’uso dei fitofarmaci in aree di interesse ecologico.

da rinnovabili.it

 

 

Jean-Claude Juncker  condanna la decisione di Trump di ritirarsi dall'accordo di Parigi sul clima, ma andrà avanti senza di lui.. 

L'ultimo obiettivo per la salvezza della Terra é: taglio del 40% rispetto ai livelli di gas serra del 1990 entro il 2030, ma Trump non ci sta e Juncker lo condanna e va avanti senza di lui...

Ogni Stato membro dovrá seguire ridurre le emissioni, a partire da un punto di partenza nel 2018. Per l'Italia, l'obiettivo è una riduzione del 33% entro il 2030; i deputati hanno anche fissato un obiettivo per il 2050: un livello di emissioni inferiore dell'80% rispetto ai livelli del 2005. Gli Stati membri con un Pil pro-capite inferiore alla media Ue, che adotteranno prima del 2020 le misure necessarie, saranno premiati con una maggiore flessibilitá.

Dopo che il testo è stato approvato con 534 voti favorevoli, 88 contrari e 56 astensioni, il deputato dell'Alde Gerben-Jan Gerbrandy dichiara: "Il voto di oggi manda un segnale cristallino a Donald Trump ... L'Europa mantiene gli impegni presi con l'accordo di Parigi e coglie l'opportunitá per la crescita verde, con o senza di voi".

Jean-Claude Juncker: "Il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi è piú che un triste avvenimento. E' il segno di un'irresponsabilitá verso l'azione comune per il destino del nostro pianeta" ... "l'Unione Europea non rinegozierá l'accordo di Parigi", come Trump ha suggerito."

"...Bruxelles collaborerà con alcuni partner negli Usa che hanno promesso di implementare comunque l'accordo, "come la California, lo Stato di Washington e quello di New York, che messi insieme sarebbero la quarta economia mondiale".

da euractive.com

 

 

E-mobility: il Trentino attua il PPME (Piano Provinciale per la mobilità elettrica).

Il Trentino conferma la sua attenzione alle misure per ridurre inquinanti ed emissioni  legati al settore dei trasporti adottando il Piano Provinciale per la mobilità elettrica con incentivi e contributi.

L’assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi dichiara: “Il Piano si muove, lungo un orizzonte temporale di 10 anni, nella direzione di un Trentino Zero Emission”.

In precedenza era stato firmato l’accordo con il consorzio dei Comuni trentini dedicato alla conversione elettrica dei trasporti e alla rete di ricarica dei veicoli su aree pubbliche.

Nel 2025 sono previsti 2500 punti di ricarica per le auto elettriche sul territorio).

da rinnovabili.it

 

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NEWS SULL'AMBIENTE DALL'UE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

Regione Lazio: firmato protocollo su reati ambientali.

Giovanni Salvi (procuratore Generale presso la Corte di Appello di Roma) e Nicola Zingaretti (presidente della Regione Lazio) hanno firmato presso la Regione Lazio il protocollo contro i reati ambientali; un passo avanti che semplifica e rimodella l'attuale normativa ambientale sul territorio del Lazio.

In sostanza sono stati eliminatialcuni reati ambientali tramite l’adempimento delle prescrizioni impartite dagli organi competenti e il successivo pagamento di una sanzione in sede amministrativa. L'Arpa (Agenzia Regionale Protezione Aambientale del Lazio) sarà il riferimento tecnico per gli organi di polizia giudiziaria.

da: askanews.it

 

 

La Via-Vas del ministero dell'Ambiente dice no alle trivelle norvegesi in Sardegna.

Attualmente esiste un sistema di prospezione geofisica dei mari chiamato "air-gun", che non sembra piacere al ministero dell'ambiente italiano, visto che ha respinto la richiesta, formalizzata nel 2015 dalla società petrolifera norvegese TGS-NOPEC, di avviare tale attività lungo la costa della Sardegna.

Questa tecnica finalizzata alla ricerca di giacimenti di idrocarburi, richiede una sorta di spari fortissimi e continui (che possono causare lesioni e perdita dell'udito ai pesci) di aria compressa che mandano onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo.

Dopo questo divieto il presidente della Regione Francesco Pigliaru e il presidente del Consiglio esecutivo della Corsica, Gilles Simeoni hanno dichiarato:

"La nostra voce è stata ascoltata e siamo molto soddisfatti del parere negativo espresso dalla commissione tecnica Via-Vas del ministero dell'Ambiente per una prospezione geofisica con la tecnica airgun . Abbiamo aree marine dalla vocazione importante e prevalente rispetto agli interessi di società in cerca di un profitto ad alto impatto ambientale.."

da:alternativasostenibile.it

 

 

8 giugno: si celebra il "World Ocean Day": ...ma come stanno oggi gli oceani? 

Con il rapporto di Mercator Ocean (incaricato dalla Commissione Europea)sullo stato degli Oceani, arriva puntuale l'allarme degli scienziati: a causa dell' innalzamento delle temperature i mari sono sempre più caldi e aumenta l'acidificazione(causata dall'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera, "che altera la composizione chimica dell'acqua e potrebbe presto renderla invivibile per la maggior parte delle specie marine").

Secondo il dossier nel periodo 1993-2015 è aumentata l'estensione del ghiaccio marino in Antartide, ma è diminuita fortemente la superficie di mare coperta di ghiaccio nell'Artico. Sempre nel 2015 sono stati rilevati cambiamenti decisamente forti ed estesi, come il devastante ElNiño (l'anomalo riscaldamento delle acque del Pacifico centrale); sono fortemente aumentate le tempeste estreme ed eventi di innalzamento del livello del mare in regioni specifiche; inoltre sono aumentate le  alghe nocive.

Per non rilassarci troppo..."la superficie del Mar Mediterraneo e del Mar Nero ha mostrato livelli di caldo anomali, in particolare nel Mediterraneo del Nord e nell'intero Mar Nero che hanno sperimentato una forte anomalia positiva fino a + 0.8°C, mentre le anomalie lungo la costa libica erano vicine a zero".

da: repubblica.it/ambiente

 

 

5 giugno: giornata mondiale sull'ambiente.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha scelto questa data per celebrare l'ambiente.

Di seguito alcuni estratti delle dichiarazioni dei nostri rappresentanti:

Papa Francesco: "Ambiente patrimonio e responsabilità di tutti"... "Non dimentichiamo mai che l'ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l'umanità e responsabilità di tutti"...

Mattarella:

"L'agenda di Parigi sui cambiamenti climatici era stata accolta come un importante passo in avanti: ora i contenuti di quell'accordo vanno implementati. Non sarà una strada facile, ma può e deve essere percorsa"..."Il nostro Paese ospiterà a giorni il G7 dell'Ambiente e si adopererà per allargare la condivisione: l'impegno per avversare i mutamenti del clima è parte integrante degli obiettivi inseriti nell'agenda 2030 delle Nazioni Unite"..."Ciascuno è chiamato a fare la sua parte per contrastare i cambiamenti climatici, per evitare la desertificazione di aree vaste del pianeta, per combattere lo spreco di acqua e di cibo, per difendere la biodiversità, per rendere più efficiente il ciclo dei rifiuti e il riuso dei materiali, per produrre energia da fonti rinnovabili e non inquinanti..."

Boldrini:

"Ue faccia da guida"... "La Giornata mondiale dell'ambienteassume quest'anno un particolare significato politico. L'annuncio degli Stati Uniti di voler uscire dall`accordo di Parigi, rilanciando teorie negazioniste in materia di cambiamento climatico, rischia di indebolire la fondamentale intesa raggiunta nel dicembre 2015, la prima autenticamente globale perché capace di coinvolgere e impegnare tutti gli stati"...

repubblica.it/ambiente

 

 

Ognuno ha i suoi problemi: Copenaghen ricorre a un piano anti traffico... di biciclette!

A causa degli ingorghi di biciclette sulle piste ciclabili (il numero delle due ruote supera quello delle auto private: circa 270mila contro 260mila) il Comune di Copenaghen adotterà un sistema informativo basato su grandi schermi digitali per indicare percorsi alternativi sui circa 400 chilometri di piste.

MortenKabel, assessore per la tecnologia e l'ambiente, si è visto obbligato ad adottare questo sistema (il primo nel mondo e costato circa 700mila euro, interamente finanziati dall'Unione Europea.) perché nelle ore di punta sulle piste ciclabili, se pur a quattro corsie, si creano lunghe file e i tempi raddoppiano.

da: repubblica.it

 

 

L'IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia)  valuta l'attuabilità delle proposte approvate alla COP21.

La IEA ha fornito un dossier ("Energy Technology Perspectives" ) nel quale valuta se sono realistiche le  proposte approvate alla COP21, cioè che la temperatura globale aumenti di soli +1,75 °C.

Secondo l'Agenzia l’obiettivo è tecnicamente raggiungibile, ma  per avere un 50% di possibilità di centrare l’obiettivo dei +1,75 °C, si parla del 2060, con annessi enormi sforzi e impegni da parte di tutti (tenendo sempre presente l'assenza degli Stati Uniti...).Secondo i tecnici i combustibili fossili dovrebbero crollare dall’82% del 2014 al 26% del 2060, con drastici tagli a carbone (-78%), petrolio (-64%) e gas naturale (-47%). Nel solo settore elettrico, la produzione a basso tenore di carbonio dovrebbe soddisfare il 96% della domanda. Si parla di eliminare molte centrali elettriche: sarebbero coinvolti 1.715 GW, di cui 1.330 a carbone, per un totale di 3,7 trilioni di dollari.

L'IEA sottolinea l'importanza, per il raggiungimento degli obiettivi,delle tecnologie per le emissioni negative, come le bioenergie (BECCS) o la cattura del carbonio (CCS), "cui gli analisti affidano il sequestro di 5 giga tonnellate di CO2 (GtCO2) all’anno nel 2060."

Nel dossier si rilevano inoltre i passi avanti nel campo delle rinnovabili: secondo l'Agenzia, quest’anno veicoli elettrici, accumulo energetico, fotovoltaico ed eolico sono a buon punto...

da: rinnovabili.it

 

 

Energia elettrica dalle onde: ci pensa la Norvegia...

L'industria svedese Waves4Power  ha creato in Norvegia il primo impianto di energia dalle onde su larga scala, che intende produrre elettricità e immetterla in rete; si tratta in sostanza di una grossa boa galleggiante attraversata da un cilindro verticale (tubo di accelerazione), aperto ad entrambe le estremità con un pistone idraulico che "si aziona con il movimento della colonna d’acqua interna al cilindro" .

Il sito dov'è stato impiantato il cilindro è quello di Runde, isola incastrata tra i fiordi della costa occidentale, le cui acque creano onde alte anche più di 14 metri.

La società svedese monitorerà per un anno la produzione, valutando l’efficienza reale del sistema e calcolando tutti i costi; poi passerà alla fase successiva producendo in serie presso il cantiere Fiskaholmen.

da: rinnovabili.it