ISTITUZIONE DI UNA PROCURA EUROPEA: OCCASIONE MANCATA?

Autore: Dott.ssa Laura De Rose

 

Come noto e riportato dagli organi di stampa nazionali - vedasi ad esempio l'articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore "Procura europea, <coop> rafforzata ma senza l'Italia" - http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-03-28/procura-europea-coop-rafforzata-ma-senza-l-italia--200644.shtml?uuid=AEQhG6u la proposta di regolamento che istituisce la Procura europea (EPPO) va avanti grazie all’iniziativa recentemente presa da 17 Paesi Membri di continuare a lavorare su questo progetto per conto loro, sulla base della cosiddetta “cooperazione rafforzata”.

Il progetto di partenza è quello su cui il Consiglio dell’UE – e vari comitati tecnici – hanno lavorato per vari anni. L’attuale progetto di Regolamento è il risultato dei compromessi raggiunti rispetto al testo iniziale proposto dalla Commissione Europea, nel tentativodi compiacere il più gran numero possibiledi Paesi Membri, o addirittura di ottenere l’unanimità.

Ne è risultato un progetto molto meno ambizioso di quello di partenza, e assai più complicato, visto che si è cercato di combinare l’ambizione sopranazionale del Procuratore Europeo con la pretesa dei Paesi Membri di salvaguardare le prerogative della sovranità nazionale in materia penale. Risultato: il Procuratore Europeo ereditato dai ‘coraggiosi’ 17 Paesi Membri è una struttura collegiale costituita da un livello centrale organizzato in Camere e un ufficio di coordinamento generale, ed un livello decentrato, gestito da Procuratori Delegati, i quali dovrebbero indagare e perseguire i reati di competenza della Procura Europea nei loro Paesi Membri rispettivi, in base alle regole di procedura nazionali. L’ufficio centrale - il quale, molto probabilmente, risiederà a Lussemburgo  - avrebbe il compitodi monitorare, dirigeree supervisionare il lavoro dei Procuratori Delegati.

L’Italia figura fra i Paesi che non hanno ancora aderito alla cooperazione rafforzata. Al di là di ogni possibile considerazione di ordine politico, vista l’aggressività dei reati transfrontalieri e la rapidità ed efficacia dei mezzi cibernetici di cui si serve la criminalità organizzata, ci sembra sia lecito dubitare dell’efficacia del sistema proposto nell’attuale progetto di Regolamento. Soprattutto: perchè creare un Procuratore collegiale dal momento che Eurojust esiste già, da piu`di dieci anni, e che ‘basterebbe’ conferirgli i poteri previsti dall’Articolo 85 del Trattato sul  Funzionamento dell’UE per permettergli diavviare le indaginipenali e decidere in materia di conflitti di giurisdizione? Inoltre, certo non caso, lo stesso Trattato, all’Articlo 86, prevede che la Procura Europea possa essere istituita a partire da Eurojust.

Non resta che sperare nei lavori della cooperazione rafforzata, nella volontà dei Paesi Membri di dotare il futuro Procuratore Europeo di mezzi adeguati agli scopi da raggiungere, e nella possibilità per Eurojust di utilizzare tutti gli strumenti previsti dal Trattato.

Nel frattempo, si tenga presente che la cooperazione rafforzatanon è un sistema chiuso e che il progetto di Regolamento attuale non è assolutamente vincolante: ad ogni momento, nuovi Paesi Membri possono unirsi al gruppo dei 17, e un progetto di Regolamento nuovo puo` essere messo sulla tavola.

Per chi volesse consultare i testi, ecco i links:

Il progetto di Regolamento sul Procuratore Europeo (testo di compromesso stabilizzato nel gennaio 2017) http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2017/04/03-eppo/?src=ilaw

L’attuale Decisione del Consiglio su Eurojust:

http://eurojust.europa.eu/doclibrary/Eurojust-framework/ejdecision/Consolidated%20version%20of%20the%20Eurojust%20Council%20Decision/Eurojust-Council-Decision-2009Consolidated-IT.pdf

Il Trattato sul Funzionamento dell’UE: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:12012E/TXT&from=it

 

Dott.ssa Laura De Rose, Esperta in diritto comunitario.