NEWS DI SETTEMBRE 2016

 

OGM: M5S, A RISCHIO DIVIETO SUL TERRITORIO NAZIONALE 

News fornita da Coldiretti

In occasione del dibattito parlamentare in ordine al decreto di recepimento della Direttiva europea che assegna agli Stati la competenza di vietare la coltivazione di Ogm si segnala l’importante presa di posizione del Movimento 5 stelle.

Autorizzazione coltivazione non può essere competenza Regioni

ROMA, 28 SET - "In Italia sia garantito il divieto di coltivazione degli Ogm su tutto il territorio nazionale, coerentemente con il parere espresso dall'Italia in sede Ue, e come stabilito dalla Corte Costituzionale; si riconosca come reato ambientale la contaminazione da Ogm e si escluda la possibilità di indennizzi ad imprenditori che hanno coltivato illegalmente Ogm". Sono queste, in sintesi, le richieste dei parlamentari del M5S della Commissione Agricoltura di Camera e Senato nell'ambito della discussione del decreto per l'applicazione della direttiva Ue 2015/412 che dà agli Stati membri la possibilità di limitare o vietare la coltivazione di Ogm. "Questo decreto compromette il divieto di coltivazione degli Ogm in Italia perché, in base a com'è scritto e a causa dell'articolo 117 della Costituzione che riconosce la competenza delle Regioni in materia agricola, determina il rischio che una singola Regione possa decidere autonomamente di dare il via libera sul proprio territorio alla coltivazione degli Ogm - spiegano le parlamentari 5stelle Silvia Benedetti ed Elena Fattori - In realtà questa formula di recepimento è sbagliata in quanto incompleta, perché il divieto di coltivazione degli Ogm non riguarda solo la competenza in materia agricola ma, come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 116 del 2006, anche altri interessi di rilievo costituzionale come la tutela dell'ambiente e della salute. Per questo la Corte Costituzionale ha stabilito che la legge statale è chiamata a individuare il punto di equilibrio fra tali esigenze in modo uniforme su tutto il territorio nazionale". "Rientrerebbe pertanto - aggiungono le parlamentari - tra i reati ambientali la contaminazione da Ogm a danno delle altre coltivazioni non Ogm, che comprometterebbe così la ricca biodiversità agroalimentare del nostro made in Italy. Vanno inoltre esclusi gli indennizzi per gli imprenditori che hanno coltivato illecitamente Ogm nel nostro Paese. Sarebbe infatti assurdo dare soldi pubblici a un'attività illegale, tant'è vero che solo lo scorso luglio a Rovigo è stato sequestrato un campo di mais transgenico". (ANSA).

 

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NEWS SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

Roma, 20 settembre

Sviluppo sostenibile: Italia pronta creare uno strumento strategico condiviso.

L'impegno generale degli Stati sulle politiche sostenibili risale alla Seconda conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo di Rio de Janeiro del 1992, ma da oggi iniziano le consultazioni con i Ministeri per aggiornare la strategia nazionale e dar seguito agli impegni internazionali assunti dall’Italia.

Già da giugno 2016 in Italia c'è stata una prima fase di confronto con la società civile; ora però il Documento è in mano ai Ministeri competenti, che si impegnano a creare uno strumento strategico unico per creare politiche, programmi e interventi che promuovano lo sviluppo sostenibile a livello nazionale. Ovviamente dovranno sempre tenere conto degli obiettivi stabiliti dall’Agenda 2030 e quelli definiti dall’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici; in realtà l'Italia deve ancora ratificare l’intesa stabilita nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che ha l'obiettivo comune di contenere il riscaldamento terrestre al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali, impegnandosi affinché si mantenga entro 1,5°C.

L'aggiornamento del processo di definizione della Strategia, su base triennale, è previsto dalla legge n. 221 del 28 dicembre 2015: il Governo, su proposta del Ministero dell’Ambiente, sentita la Conferenza Stato-Regioni e acquisito il parere delle associazioni ambientali, provvederà tramite apposita delibera del CIPE. 

rinnovabili.it

 

 

19 settembre 2016

Specie "invasive": minaccia per la biodiversità globale.

Non è la prima volta che gli esperti ci avvertono della minaccia alla biodiversità globale rappresentata dalle specie "invasive" (ossia quelle introdotte in un'area per lo più per mano dell'uomo, non native di un territorio);  i predatori invasivi sono responsabili dell'estinzione di 87 specie di uccelli, 45 mammiferi e 10 rettili, il 58% di tutte le estinzioni contemporanee nel mondo. Ora un nuovo studio australiano e neozelandese pubblicato su Pnas, rivela che le invasioni "peggiori" risultano quelle di gatti, roditori, cani e maiali, mentre le specie più vulnerabili sono quelle endemiche di isole;"la gestione dei predatori invasivi sulle isole dovrebbe essere una priorità di conservazione globale".

L'Australia un anno fa ha dichiarato guerra ai gatti selvatici, mentre più recentemente la Nuova Zelanda ha affermato che entro il 2050 vuole liberarsi di opossum, ratti, donnole.

Tra le specie native minacciate c'è anche l'uccello kiwi.

ansa.it

 

 

Roma, 16 settembre

Il suolo dell'Italia sta scomparendo più che rapidamente...

Secondo un  rapporto Ispra, che studia l’evoluzione storica del consumo del suolo, nel nostro Paese questo scompare con il ritmo di quattro metri quadri al secondo, 34 ettari al giorno...

Risultano 125 i chilometri quadri consumati in pianura e sulle coste; è utile qui ricordare l'importanza del suolo per la popolazione e la natura del nostro paese, che con le coltivazioni e la vegetazione spontanea immagazzina acqua piovana, ricarica le falde acquifere, e , attraverso la fotosintesi, (quindi sottraendo carbonio organico all’atmosfera), contribuisce  a mitigare il cambiamento climatico. Il danno e i costi ambientali dovuti alla distruzione del suolo sono stati quantificati dall' Ispra intorno a 800 milioni di euro l’anno. La distruzione è dovuta a vari fattori: abuso dell’asfalto e del cemento degli edifici, impianti fotovoltaici a terra, massicciate ferroviarie e discariche di rifiuti.

rinnovabili.it

 

 

19 settembre 2016

Approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/94/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi; questo implica la volontà di ridurre la dipendenza dal petrolio e di controllare l’impatto ambientale nel settore dei trasporti: vengono definiti i requisiti minimi per l’"infrastrutturazione per i combustibili alternativi", da attuare grazie ai quadri strategici nazionali predisposti dagli Stati membri.

Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas (organismo associativo rappresentativo dei settori del GPL e del metano per autotrazione, carburanti a basso impatto ambientale contemplati nel decreto), dichiara: “E’ un’occasione importante per la mobilità sostenibile, in quanto il provvedimento contiene una serie di misure per promuovere la diffusione dei carburanti alternativi e siamo a disposizione per dare il nostro contributo.”... “Il decreto contiene anche un esplicito riferimento alla diffusione della nautica a GPL - un utilizzo che promuoviamo da tempo, tanto che abbiamo seguito per anni lo sviluppo della normativa a livello europeo”.

Grazie al decreto si  prevede che gli Enti territoriali consentano con la loro legislazione la circolazione dei veicoli alimentati a combustibili alternativi nelle aree a traffico limitato.

greennews.info

 

 

Usa, 16 settembre 2016

Settembre 2016: nuovo record negativo per il ghiaccio artico.

Secondo i dati dello US National Snow and Ice Data Center (NSIDC), la calotta polare a settembre ha registrato il secondo peggior risultato di sempre:  ad oggi i ghiacci coprono soltanto 4,1 milioni di kmq, dato molto vicino a quello del 2012, quando l’estensione aveva toccato i 3,4 mln di kmq, e uguale a quello del 2007. NSIDC sottolinea che si tratta di cifre preliminari e che l'aumento dei venti freddi stagionali probabilmente velocizzerà lo scioglimento dei ghiacci; Ted Scambos, scienziato a capo della ricerca, afferma che la fotografia attuale dei ghiacci dell’Artico “suggerisce davvero che nei prossimi anni, con condizioni climatiche che si faranno più calde, saremo testimoni di ulteriori e drammatiche diminuzioni dell’estensione."

rinnovabili.it

 

 

L'Aia, 16 settembre 2016

Corte Penale Internazionale dell’Aia: perseguiti da oggi anche i crimini ambientali.

Finalmente da oggi i crimini legati alla deforestazione e allo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali per la ICC sono sullo stesso piano del genocidio e dei crimini di guerra.

La vera novità è che inizialmente (dal 2002) la Corte Penale Internazionale (ICC) si era impegnata a perseguire i crimini contro l’umanità  e in generale i crimini commessi in tempo di guerra, (in accordo con lo Statuto di Roma), mentre da oggi i procuratori dell’Aia potranno indagare sui singoli individui o sugli Stati per delitti perpetrati in tempo di pace.

La svolta è avvenuta con il caso di land grabbing (ossia accaparramento delle terre, fenomeno sempre più diffuso soprattutto in Asia e Africa) in Cambogia, in mano al procuratore dell’ICC Fatou Bensouda;

più precisamente i reati perseguiti saranno le deportazioni forzate di massa che sono l’effetto dell’accaparramento delle terre.

Pronti a finire nel mirino della Corte Penale Internazionale anche i casi di sfruttamento illegale e sconsiderato delle risorse naturali (vedi il settore dell’estrazione mineraria, la deforestazione selvaggia o la costruzione di enormi dighe). Siamo fiduciosi che visto lo stretto legame tra disboscamento irresponsabile (anch'esso conseguenza del land grabbing ) e emissioni di CO2, saranno considerati dalla Corte anche i reati legati ai cambiamenti climatici.

Per esattezza l’ICC potrà perseguire soltanto i presunti responsabili di crimini ambientali che provengono da uno dei 139 Paesi (tra cui non figurano Cina, India, Indonesia, Etiopia) che hanno firmato lo Statuto di Roma, e solo quelli avvenuti dopo la sua entrata in vigore, nel luglio del 2002.

rinnovabili.it

 

 

Stanford, 15 settembre 2016

L'uomo fa magie: sta facendo sparire irreparabilmente milioni di specie animali marine...

Secondo un recente studio di ricercatori dell'università americana di Stanford, l'attività indecente dell'uomo sta portando all'estinzione milioni di esemplari marini, specialmente quelli di grandi dimensioni; hanno preso in considerazione 2.497 gruppi di vertebrati marini e molluschi negli ultimi 500 anni, e hanno comparato il numero e la qualità delle specie estinte in questo periodo con quelle sparite nelle cinque grandi estinzioni di massa che hanno contraddistinto la storia della Terra.

Noel Heim, uno degli studiosi, dichiara: "L'abbiamo visto un sacco di volte... gli umani entrano in un nuovo ecosistema e gli animali più grandi sono uccisi per primi. Gli ecosistemi marini finora erano stati risparmiati, perché fino a poco tempo fa gli umani non avevano la tecnologia per pescare nel mare profondo su scala industriale".

Mentre il direttore della ricerca, Johnathan Payne, afferma "molte specie di grandi dimensioni giocano un ruolo decisivo negli ecosistemi e la loro estinzione potrebbe portare a ricadute ecologiche che influenzerebbero la struttura e il funzionamento degli ecosistemi stessi in futuro".

ansa.it

 

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NEWS DALL'UE

A cura di Caterina Aloi, Redazione Foroeuropa

 

SICUREZZA NEGLI STADI: L’ITALIA FIRMA LA CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA

L’Italia firma a Strasburgo la convenzione sul calcio del Consiglio d’Europa che prevede che gli Stati adottino piani che combinino sicurezza, accoglienza e contengano misure per la gestione della folla, per poter garantire a tutti gli spettatori una buona visione della partita e adeguati servizi sanitari e di ristoro. L’Italia, così come gli altri Stati che ratificheranno il testo, dovrà assicurare un “punto nazionale d’informazione sul calcio” (Pnic) per garantire lo scambio di dati tra le forze dell’ordine dei diversi Paesi coinvolti, in occasione delle partite internazionali. L'Italia si aggiunge ad altri 14 Stati membri che hanno già firmato la convenzione quali la Bulgaria, la Francia, la Grecia, la Georgia, la Lituania, la Moldova, il Principato di Monaco, il Montenegro, i Paesi Bassi, il Portogallo, la Russia, la Svizzera, la Macedonia e l’Ucraina.

Fonte: Ansa

 

 

270MILA MIGRANTI ENTRATI IN UE NEL 2016

L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha messo in evidenza la situazione dei migranti aggiornata al 24 agosto. Dall'inizio del 2016 sono già 270.576 i migranti entrati via mare in Europa (oltre 105 mila solo in Italia), un po' meno dei primi otto mesi del 2015, quando furono 354.618, ma le persone morte in mare durante la traversata del Mediterraneo, soprattutto del Canale di Sicilia, sono state già 3.165.

Il maggior numero di migranti giunti via mare si ha in Grecia con 162.730 arrivi e in Italia con 105.342, seguono la Spagna con 2.476 e Cipro con 28. Quanto alle vittime su 3.165, 2.726 hanno perso la vita per raggiungere l'Italia, 386 la Grecia e 53 la Spagna. Finora solo 4.400 migranti sono stati ricollocati in Europa su un totale di 160.000 che il piano di ripartizione dell'Ue, che molti Paesi membri rifiutano, prevede entro settembre 2017.

I principali Paesi interessati evidenziano che: la Turchia ospita 3 milioni di rifugiati circa, 2,7 milioni dei quali fuggiti dalla Siria. L'accordo con l'Ue prevede che Bruxelles paghi ad Ankara 6 miliardi di euro per sostenerli, oltre al ricollocamento di un rifugiato regolare per ogni irregolare entrato in Grecia riconsegnato ai turchi. Finora ne sono stati ricollocati in Europa solo 1.152; la Grecia su 162.730 ingressi, ne ha bloccati circa 58mila. In molti hanno fatto domanda di asilo nel nord Europa; l’Italia sui 105mila migranti entrati nel nostro Paese, finora solo 961 risultano essere stati accolti in un altro Paese europeo come rifugiati con diritto d'asilo; la Germania dopo le centinaia di migliaia ospitati nel 2015, da gennaio a fine luglio 2016 ne ha accolti 238.424; l’Austria ne ha accolti 80.000 circa nel 2015 e ha posto un limite di 37.500 a quelli che intende accogliere nel 2016; la Serbia dalla chiusura della frontiera ungherese, si stima che 4.400 migranti siano bloccati, mille dei quali in attesa di una risposta alla domanda d'asilo; per la Francia il problema maggiore è l'accampamento di Calais, dove per il governo 6.901 migranti sono in attesa dell'occasione per imbarcarsi per il Regno Unito ma per le Ong sono 9 mila.

Fonte: Ansa

 

 

MIGRANTI OPERAZIONE SOPHIA

La missione europea anti-scafisti EunavforMed Sophia, guidata dall’ammiraglio Enrico Credendino, dal suo inizio ha salvato 25mila persone, neutralizzato 288 imbarcazioni usate dai trafficanti e fermatone 87 di questi ultimi. Il Comitato politico e di sicurezza ha arricchito la missione di due nuovi compiti: l'addestramento di elementi della Marina e della Guardia costiera libiche, che punta alla formazione di un migliaio di ufficiali, ed il contrasto del traffico illegale di armi al largo della costa libica (come contributo all'attuazione dell'embargo Onu). Per questo secondo aspetto la Francia ha messo a disposizione il porto di Marsiglia, dove saranno scortate le navi trovate con armi a bordo.

A fine settembre si comincerà ad accogliere il personale libico a bordo della nave San Giorgio e di una nave che dovrebbe essere messa a disposizione dall'Olanda.

Poi a dicembre si prevedono viaggi formativi in centri di addestramento di Paesi membri come Grecia, Malta ed Italia. E dall'anno prossimo ci saranno i corsi a bordo delle loro unità. A selezionare i candidati per la formazione è il governo libico, con un successivo screening da parte della missione. L'attesa è che i guardacoste libici, una volta formati, siano in grado di contrastare meglio i traffici di esseri umani, di droga e di armi.

Fonte: Ansa

 

 

ITALIANA LA PIU’ GIOVANE DIRETTRICE DI UNA ASSOCIAZIONE EUROPEA

Claudia Vernotti è la più giovane direttrice dell’associazione europea ChinaEU, la prima associazione per lo sviluppo dei rapporti commerciali tra Europa e Cina che si occupa prevalentemente del settore digitale. 

ChinaEU, mette in evidenza in una nota, che sta sviluppando progetti in connessione con le più grandi banche e fondi di investimenti cinesi interessate al settore digitale ed ha promosso la proposta dell'investimento cinese nel piano Juncker. Vernotti rappresentera' ChinaEU al B20, il G20 dell'industria mondiale che si è aperta nella prima settimana di settembre a Hangzhou in Cina alla presenza di tutti i leader politici e di molti business leader mondiali. ChinaEU fa parte del Gruppo di lavoro presieduto da Jack Ma, il fondatore di Alibaba che ha proposto la creazione di una nuova piattaforma mondiale per lo sviluppo del commercio elettronico a sostegno della piccola e media impresa.

Fonte: Ansa

 

 

DISOCCUPAZIONE STABILE AL 10,1% NEI PAESI DELL’EUROZONA

L’Eurostat ha evidenziato che a luglio la disoccupazione nei 19 Paesi dell’Eurozona è rimasta stabile al 10,1%. Anche nell’Unione Europea a 28 la media è rimasta allo stesso livello di giugno all’8,6%. Stessa condizione per la disoccupazione giovanile rimasta ferma sia per l’Eurozona al 21,1%, che per l’Ue a 28 al 18,8%. L’Italia rimane terza in Europa, con un aumento della disoccupazione dal 37,3% al 39,2%, alle spalle della Grecia con il 50,9% e della Spagna con il 43,9%.

Fonte: Ansa

 

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NEWS DALL'UE SULL'AMBIENTE

A cura di Federica De Rose, Redazione Foroeuropa

 

Ue, 9 settembre 2016

A rischio la qualità dell'acqua potabile.

Il controllo della qualità dell’acqua potabile è una questione che arriva a livello europeo sul tavolo della Commissione alla quale l’EurEau, l’organismo europeo di rappresentanza delle aziende operanti nei servizi pubblici e privati dell'acqua, chiede criteri severi per la definizione degli interferenti endocrini, sostanze nocive che alterano la funzionalità del sistema endocrino.

“Vogliamo una definizione basata sulla scienza che possa andare bene per diversi prodotti e che permetta la protezione delle acque europee”, ha spiegato ad Euractiv Greene. Gli operatori del settore temono che l’industria chimica continui a inquinare approfittandosi di criteri poco severi.

fonte:euractiv.it

 

 

2 settembre 2016

G20 di Hangzhou: ora è fondamentale ottenere la ratifica dell’Accordo di Parigi da parte dei membri del G20. 

Le 20 potenze che questo fine settimana si incontreranno nella città di Hangzhou sono chiamate a incrementare sforzi e impegni per mantenere le promesse fatte con l’Accordo di Parigi, riducendo di sei volte le loro “emissioni climalteranti” entro il 2030.

Barack Obama e la Cina sembrano pronti a ratificare congiuntamente l’Accordo di Parigi, definendo anche le azioni per rallentare i sussidi ai combustibili fossili, sperando di trainare in questo senso tutti gli altri Paesi. Tuttavia, ad oggi solo 23 paesi hanno reso effettivo l’impegno preso e all’appello mancano quasi tutti i grandi; non dimentichiamoci inoltre che la Cina produce ad oggi ancora più della metà del consumo di carbone a livello globale, e i paesi del G20 finora si sono impegnati a solo un sesto dei tagli delle emissioni necessari per mantenere la temperatura globale a “al di sotto di 2 gradi Celsius”…quindi, c’è ancora tanto lavoro da fare…

fonte:rinnovabili

 

 

Roma, 2 settembre 2016

Papa Francesco non perde mai d’occhio la salute del nostro Pianeta: ecco la seconda «Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato».

La questione ambientale è talmente importante per il nostro Pontefice che ora ci esorta alla conversione ecologica e al pentimento per il male commesso alla “casa comune”.

…“la terra grida […] perché abbiamo peccato”, la via da seguire è quella che passa per l’esame di coscienza e il pentimento per arrivare a un “fermo proposito di cambiare vita”.

Papa Francesco invita a fare un uso oculato della plastica e della carta, non sprecare acqua, cibo ed energia elettrica, differenziare i rifiuti, trattare con cura gli altri esseri viventi, e altre attenzioni dovute al bene della nostra Terra.

fonte:rinnovabili

 

 

Kinshasa, 1 settembre 2016

Brutte notizie dal resto del mondo…: bracconaggio e commercio illegale di avorio hanno ridotto del 30% la popolazione di elefanti in Africa.

All’ inizio del '900 erano più di 1 milione; oggi il Great Elephant Census, un colossale censimento durato 3 anni, ha constatato che in soli 7 anni il numero di elefanti è crollato del 30%, principalmente a causa del bracconaggio e del commercio illegale di avorio.

In questo momento la popolazione di elefanti stimata è di poco superiore ai 350mila.

I paesi dove c’è stata maggiore “moria” sono l’Angola, il Mozambico e la Tanzania.

fonte:rinnovabili

 

 

Ue, 01 agosto 2016

Produzione agricola e selezione vegetale: la Commissione è ancora indecisa.

La selezione vegetale è una tecnica di produzione agricola antica e si basa sulla selezione delle piante migliori da cui trarre i semi per i raccolti successivi; in realtà le nuove tecniche di selezione vegetale utilizzano l'ingegneria genetica, e, secondo la Federazione internazionale dei movimenti per l'agricoltura biologica (IFOAM), la selezione vegetale usa un tipo di tecnologia che interferisce a livello cellulare e genomico e rientra, pertanto, nel quadro della legislazione sugli Ogm, mentre

gli operatori del settore affermano che non è previsto l'uso di dna di altre piante.

Pochi mesi fa Copa-Cogeca (Comitato delle organizzazioni professionali agricole dell'Unione europea) ha chiesto al Commissario Ue per la salute, Vytenis Andriukaitis di velocizzare le procedure per chiarire lo status legale delle nuove tecniche sulla selezione vegetale disponibili.

Teresa Babuscio, segretario generale di Coceral, l'associazione europea dei cereali, ha dichiarato: “Le autorità Usa hanno recentemente confermato come alcuni prodotti ottenuti attraverso le selezione vegetale non sono soggetti alla normativa Ogm. L'Ue non può permettersi di restare indietro", ha messo in guardia il segretario. 

fonte:euractiv.it