Scandale des nouvelles biotechnologies!

Documentazione fornita da Coldiretti.

 

Di seguito due importanti documenti che impongono un’attenta riflessione sul ruolo che abbiamo nel contrastare l’avanzamento della discussione che mira all’esclusione delle nuove tecniche di selezione dalla materia regolamentata degli OGM.

In particolare, la lettera aperta inviata al Commissario europeo della salute e della sicurezza alimentare Andriukaitis da parte di alcune associazioni rappresentate dal dott. Frédéric Jacquemart rileva come il dibattito sia stato, fino ad ora, condotto senza una contestualizzazione di tali tecniche sul fronte spazio-temporale.

Esperti ed industria affermano l’esclusione dalla materia OGM delle nuove tecnologie, trattandosi di strumenti che consentono di ottenere prodotti in modo non diverso da quanto accade con le antiche tecniche di mutagenesi che, appunto, ne sono escluse.

Se ci fosse davvero una tale equivalenza, si domandano i firmatari, che senso avrebbe tutto questo clamore?

È vero, invece, che tali nuove tecniche, in particolare la CRISPR/cas9 sono presentate come aventi i caratteri della universalità (perché in grado di modificare quasi tutti i tipi di cellule) e della facilità d’uso (accessibile a chiunque abbia un minimo di competenze) realizzabili a costi moderati (meno di 100 euro per i reagenti essenziali).

Pertanto, e a maggior ragione, un controllo dovrebbe essere non solo previsto, ma anche rafforzato, dal momento che si potrebbe arrivare a produrre qualsiasi cosa da persone poco o per nulla esperte. Al contrario, la proposta è quella della deregulation.

E, ancora una volta, si dimentica che tali organismi frutto delle nuove tecnologie devono essere considerati non solo per gli effetti che producono sul piano molecolare, ma per la loro influenza che esercitano globalmente nel contesto sociale ed ambientale in cui si trovano ad operare.

La mancata considerazione del fattore tempo costituisce, d’altra parte, un ulteriore limite del dibattito sulle nuove tecnologie perché, invece, i cambiamenti repentini apportati da tali strumenti senza rispettare i ritmi biologici e umani, hanno già mostrato i loro effetti sulla natura anche quando il nesso di causalità non sia agevolmente individuabile.

La necessità di controlli più rigorosi e di proposte migliorative della regolamentazione attuale, hanno indotto il governo francese a lanciare un invito a presentare progetti in questo senso, nell’ambito del programma di ricerca RiskOGM (http://www.rechercheriskogm.fr/fr/page/evaglo).

 

Altro interessante documento riguarda la lettera di dimissioni inviata dal vice Presidente del Comitato economico, sociale ed etico del Consiglio superiore delle Biotecnologie (CEES) Patrick Kochko alla Presidentessa del Consiglio superiore di Biotecnologie (HCB) Madame Christine Noiville, del 9 aprile u.s.

La lettera denuncia la scarsa trasparenza dell’HCB nell’affrontare la questione delle nuove tecniche di ingegneria genetica, impedendo di rendere pubbliche le posizioni di coloro che hanno manifestato una posizione contraria alla deregolamentazione. In poco meno di un mese, i Ministri dell’agricoltura e dell’Ambiente hanno deciso proprio nel senso delladeregulation senza attendere i dibattiti avviati nell’ambito del CEES sugli aspetti etici e sulle conseguenze sociali ed economiche di un rilascio incontrollato di queste nuove piante GM accompagnate da brevetti nell’ambiente e nella catena alimentare.

Queste nuove tecnologie, vendute come rivoluzionarie da parte dell’industria, sono, invece considerate come veri problemi.

Sono mancati del tutto trasparenza, contraddittorio e attenzione verso la società su questioni che interessano, al contrario, tutti i cittadini.

 

Documentazione: - démission PDK-Bureau HCB-9-04-2016

                       -  lettre DGSANTE avril 2016