ESPOSTO PRESENTATO DAL CODACONS, INSIEME CON L'AIDMA ONLUS E L'ASSOCIAZIONE UTENTI SERVIZI RADIOTELEVISI, AL DIRETTORE GENERALE RAI DOTT. ANTONIO CAMPO DALL'ORTO E AL PRESENTATORE ED IDEATORE DEL PROGRAMMA PRESADIRETTA DOTT. RICCARDO IACONA A SEGUITO DELLA PUNTATA DAL TITOLO "CHI HA PAURA DEGLI OGM?"

DOCUMENTAZIONE FORNITA DA AMBIENTE-COLDIRETTI.

 

Di seguito l’esposto presentato dal Codacons, insieme con l’AIDMA Onlus (Associazione italiana per i diritti del malato) e l’Associazione utenti servizi radiotelevisivi, al Direttore Generale RAI Dott. Antonio Campo Dall’Orto e al presentatore ed ideatore del programma Presadiretta dott. Riccardo Iacona, a seguito della puntata messa in onda su Rai3 lo scorso 28 febbraio dal titolo «Chi ha paura degli OGM?».

A sostegno delle contestazioni sollevate dalla Task Force per un’Italia Libera da OGM con istanza di intervento inviata, nei giorni precedenti alla messa in onda, il 25 febbraio u.s., all’On. Roberto FICO, Presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, affinchè fosse assicurata una informazione pluralistica, obiettiva ed imparziale nel rispetto dei principi democratici che qualificano il sistema dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, le Associazioni predette hanno ritenuto necessario avviare una contestazione ancora più mirata circa l’esercizio poco trasparente dell’attività di pubblico servizio nell’ambito di una tematica particolarmente delicata e meritevole di maggiore approfondimento.

Correttamente, l’esposto pone in rilievo la necessità di agire con precauzione, secondo un principio di diritto elaborato  a livello internazionale e recepito in ambito europeo e nazionale, che impone di tutelare la salute come diritto fondamentale della persona umana tutte le volte in cui sussistano incertezze sul piano scientifico circa gli effetti che una determinata azione è in grado di produrre anche nel lungo periodo sull’ambiente e sulle persone qualora non siano adottate le opportune misure di contenimento.

Inoltre, ragioni economiche poste a tutela della distintività delle produzioni nazionali e della tipicità e qualità di prodotti DOP e IGP o certificati come biologici, hanno condotto l’Unione europea a compiere un ulteriore ma decisivo passo a tutela del Made in attraverso il riconoscimento della libertà degli Stati membri di porre il divieto alla coltivazione di OGM su tutto o parte del proprio territorio.

La scelta compiuta dall’Italia non può essere, dunque, espressione di chiusura alle tecniche di ingegneria genetica come - invece, è emerso nel corso della puntata del dott. Iacona - ma piuttosto apertura a nuove forme di ricerca innovativa attraverso la valorizzazione del saper fare italiano applicato al variegato mondo della biodiversità, che non può rispondere alle logiche dei brevetti ma che permette ai nostri imprenditori di condurre «esperimenti» senza sconvolgere la natura.

Nessuno di questi punti è emerso nel corso della puntata. Eppure, costituiscono il nodo centrale del dibattito, ad ulteriore dimostrazione della totale assenza di trasparenza e della evidente omissione di informazioni necessarie al telespettatore per formare un proprio convincimento obiettivo sull’argomento, in violazione delle disposizioni legislative e dei Codici etici che regolamentano l’attività del giornalista.

Nell’auspicio che venga accolta la richiesta formulata nell’esposto di assicurare una successiva puntata sulla stessa tematica in presenza di un contraddittorio effettivo, ritiene di dover dare massimo risalto all’iniziativa.

 

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