Un sintetico articolo pubblicato sull’informatore Agrario (visualizza qui) a proposito delle nuove tecnologie di miglioramento genetico e una incisiva seppur breve risposta che il Prof. Buiatti ha inoltrato al Senatore Francesco Ferrante sempre a proposito di tali tematiche:

 

“Caro Francesco, scusa del ritardo ma sono stato un po' occupato in questi giorni. Il cosiddetto nuovo sistema di modificazione genetica prima di tutto non é nuovo e comunque produce degli OGM perché le piante modificate sono modificate per la inserzione non un nuovo gene ma una versione leggermente cambiata che darebbe la resistenza . Dico darebbe perché questo metodo é stato utilizzato anche dai nostri amici di Monsanto ma la cosa non si é estesa e non sta entrando nel mercato da nessuna parte. Per essere più chiari il problema della inserzione di un gene non è il pericolo maggiore degli OGM con la eccezione del Bt che sembra fare una proteina dannosa secondo la indicazione di USDA e del Ministero della Sanità americano. I problemi nel cosiddetto nuovo metodo non vengono dalla inserzione di un variante di un gene già esistente  ma dal fatto che quando si effettua la modificazione in primis non possiamo sapere quante copie del gene vengono inserite nel patrimonio preesistente della pianta né dove si vanno ad inserire e può succedere che si inserisca in un punto importante del genoma, non sappiamo  esattamente  gli  effetti  della  proteina  o  delle proteine che verranno prodotte (per esempio nel mio laboratorio un OGM di Monsanto invece di fare la proteine prevista ne ha fatte di più e ignote dal punto di vista dei pericoli). Questo non significa che il nuovo metodo che poi nuovo davvero non faccia piante velenose ma certo che la pianta modificata va controllata come qualunque OGM. Infine va detto ce in diversi laboratori stranieri si é tentato il cosiddetto nuovo metodo ma nessuna delle piante che ne sono uscite sono entrate in alcun modo nel mercato. Dimmi se ti basta e se non é sufficiente dimmelo e magari faccio un salto a Roma per parlarne. Iintanto buone feste e scusami del ritardo. Marcello Buiatti” .  

 

Documentazione fornita da Coldiretti