"LA SOLIDARIETÀ NEI FATTI: L'AIKIDO INSEGNATO AI DISABILI" 

Autore: Dott. Vito Morcaldi

 

L’associazione Sportiva Dilettantistica TAKEMUSU AIKIDO ROMA EUR (Presidente Onorario: Dottor Antonio SABBATELLA) ha condotto nel periodo settembre 2014 - giugno 2015 un’attività di volontariato a favore dei giovani diversamente abili in trattamento terapeutico presso la Società Cooperativa “VACLAV VOJTA”.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di ROMA - Municipio XI, ed approvata dagli organi medico-sanitari del sodalizio di Via Salvatore Pincherle (sede della Società Cooperativa “VACLAV VOJTA”, ha visto la realizzazione di un corso di aikido per ragazzi di un’età compresa tra 17 anni e 35 anni.

Le lezioni si sono svolte con cadenza settimanale per la durata di un anno accademico. Sono state poste in essere tecniche tradizionali senza alcun adattamento riduttivo ma sviluppate tenendo presente elementi opzionali addizionali – cioè in più e non in meno – in termini di accorgimenti motori.

Anche se l’idea di abbinare le arti marziali a qualsiasi forma di diversabilità poteva sembrare, “ex abrupto”, una contraddizione in terminis, nella pratica periodica tale presunta impossibilità non ha avuto luogo. Perché?

Quella tra marziale e diversabilità era un’apparente e superficiale inconciliabilità; inconciliabilità che nell’immaginario collettivo, perdurava da anni, in quanto connessa alla diffusione di una certa e copiosa cinematografia.

Ma l’analisi storica dell’argomento conferma, e per certi aspetti sublima, i positivi risultati ottenuti con il corso tenuto dall’Associazione Sportiva Takemusu Aikido; non per altro lo stesso corso è stato richiesto anche per l’anno accademico in corso (settembre 2015 – giugno 2016) ed è attualmente condotto – a cura della medesima Associazione Sportiva - presso il comprensorio della Polizia Locale Centro Sportivo “Mario TOBIA” per un numero maggior di ragazzi appartenenti sempre al Centro  “VOJTA”.

Se approfondiamo, infatti, l’esegesi delle arti marziali, vediamo che nel loro concetto di base, nella loro purezza di significati, non hanno mai prodotto Supereroi; esse avevano un altro fine: formare uomini umili ed indifesi affinchè quest’ultimi diventassero liberi da condizionamenti e paure nei confronti di violenti e sopraffattori. E’ stato compreso che per vincere la brutalità, bisognava ricorrere alla tecnica; quest’ultima, posta in essere con costanza e disciplina,  poteva portare il pensiero al di là dell’ego, oltre il dolore e la stanchezza. Si trattava, in sostanza, di trovare un equilibrio tra le proprie condizioni, le proprie capacità, i propri principi ed i propri limiti e le necessità impellenti.

Nei film abbiano visto il cammino della marzialità come durissima e costante prova di mortificazione fisica, dolore permanente, pazienza illimitata e ferrea volontà; lo scopo di ciò era: trionfare ed essere invincibile. La realtà quotidiana, invece, era ed è l’opposto di ciò; efficacia ed umiltà di consapevolezza costituiscono due elementi fondamentali del comportamento di un marzialista. Se ci si libera da protagonismi, specchi ed egoismo, si può partire, come è stato ampiamente dimostrato, anche da situazioni apparentemente svantaggiose e limitative. Questa è la “ratio” dell’arte marziale.

Ecco perché è stato realizzato e viene attualmente condotto, come dicevo, un corso di volontariato di aikido a favore dei ragazzi diversamente abili.

Il corso ha raggiunto positivi risultati testimoniati dalla volontà dei ragazzi di proseguire l’esperienza “aikido” anche per il futuro e dal livello di attenzione che costoro hanno dimostrato durante tutto l’iter applicativo.

Il Presidente Onorario dell’Associazione Sportiva, il Dottor Antonio SABBATELLA, tenuto conto degli esiti emersi dall’attività di volontariato condotta nel precedente anno accademico, ha auspicato, - considerato i possibili e probabili risultati che verranno conseguiti nel corso attualmente operativo - che i ragazzi diversamente abili possano essere inseriti, in un futuro non lontano,  in corsi regolari. La partecipazione di questi ragazzi a tali corsi costituirebbe, per tutti i praticanti, un momento di crescita condivisa, abituando tutti gli allievi ad una diversa e più responsabile relazione con i compagni.

I ragazzi - ha evidenziato il Presidente Onorario - restano, pertanto i veri protagonisti di questi corsi ma anche le loro famiglie che hanno vissuto quest’esperienza marziale come fonte di un piccolo orgoglio; un orgoglio che merita il sostegno e la forza di chi ne ha le capacità e possibilità.

 

Dottor Vito MORCALDI, Ricercatore ed Assistente scientifico Istituto di Studi Europei “Alcide De Gasperi” - Vice Presidente Associazione Sportiva Dilettantistica “TAKEMUSU AIKIDO ROMA EUR”