OGM ­- Esito voto PE in Sessione plenaria

 

Nel corso della sessione plenaria di oggi 28 ottobre 2015 a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato a larga maggioranza la proposta di reiezione presentata dall’On. La Via, a nome della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (COMENVI) del PE, rispetto alla proposta di regolamento della Commissione europea che modifica il Reg. 1829/2003 per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare l’uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati sul loro territorio. 

Il Relatore per la COMENVI, l’On. La Via ha poi chiesto alla Commissione europea se era sua intenzione ritirare o mantenere la sua proposta. Intervenendo in aula, un rappresentante della Commissione europea, ha espresso il suo rammarico per la decisione di respingimento del PE e ha dichiarato che l’Esecutivo dell’Ue intende continuare il dibattito con il Consiglio dell’Ue.

Pertanto, a livello procedurale, il Parlamento europeo ha proceduto con la votazione, adottando a larga maggioranza una Risoluzione legislativa in cui respinge la proposta e invita la Commissione a ritirare la proposta e a presentarne una nuova. 

 

CONTESTO:

Si ricorda che la proposta della Commissione europea prevede di consentire agli Stati membri di adottare misure che limitano o vietano ‒ nel rispetto di determinate condizioni ‒ l'impiego sul loro territorio di alimenti e mangimi geneticamente modificati autorizzati ("opt-out"), in modo speculare alla recente modifica della direttiva 2001/18/CE per quanto riguarda gli OGM destinati alla coltivazione [direttiva (UE) 2015/412, entrata in vigore all'inizio dell'aprile 2015].

L’esito della votazione di oggi rispecchia le preoccupazioni espresse in varie occasioni dalla maggioranza di eurodeputati di tutti i gruppi politici (in modo particolare dalla COMAGRI e dalla COMENVI del PE), sintetizzabili nelle seguenti questioni:

-        Mancata valutazione di impatto ed esame di eventuali opzioni alternative disponibili;

-        timori per le conseguenze che potrebbe comportare per il funzionamento del mercato interno;

-        dubbi su applicabilità pratica di quanto proposto dalla Commissione europea;

-       questione della competitività del settore agricolo dell'Unione europea, tuttora fortemente dipendente dall'approvvigionamento di proteine provenienti da fonti geneticamente modificate, in particolare settore zootecnico;

-        questione della certezza giuridica dei “fattori imperativi” per giustificare l’opt-out (in relazione alle norme mercato interno e rispetto delle norme commerciali in ambito OMC);

-        mancata definizione del termine “uso”.

 

Documentazione pervenuta da Coldiretti