IL CONSIGLIO EUROPEO ESPRESSIONE “STRAORDINARIA” DI UNA SOLIDA CONVERGENZA “SECURITARIA” 

Autore: Dott. Giuseppe Licastro

 

L’ennesima tragedia del mare ha “spinto” il nostro Paese a chiedere quindi ottenere la convocazione straordinaria di un Consiglio europeo finalizzato (quantomeno nelle intenzioni) ad adottare adeguate misure tempestive per fronteggiare, ancora una volta, l’incessante flusso di migranti e di potenziali richiedenti protezione internazionale.

Le azioni da intraprendere per fronteggiare la particolare situazione di emergenza appaiono prima facie essenzialmente limitate: appare evidente, dalla lettura del testo della dichiarazione, la mancanza della necessaria coesione per affrontare un fenomeno ineludibile del nostro tempo, quindi da ‘sovraintendere’ con una visione senza dubbio più ampia, segnatamente condivisa per quanto riguarda il delicato profilo dell’accoglienza.

Tale dichiarazione si caratterizza per l’approccio adottato: la particolare cura dell’aspetto “securitario” ha prevalso.

Le diverse azioni da avviare concernono infatti il rafforzamento della sorveglianza della frontiera marittima, il contrasto alle reti dei trafficanti, il contenimento dei flussi migratori illegali, il potenziamento della solidarietà e della responsabilità “interna” degli Stati membri  (ultimo punto considerato; inserito proprio in fondo al documento…).

Risulta di tutta evidenza che si tratta di peculiari azioni mirate che sono state essenzialmente riprese nonché sviluppate ulteriormente dal pertinente piano predisposto nel corso della precedente sessione congiunta dei ministri degli Affari esteri e dell’interno tenutasi il 20 aprile scorso: tra le diverse azioni da intraprendere, occorre però menzionare in modo particolare, allo scopo di avvalorare il significativo approccio adottato, la dotazione di ulteriori mezzi e di adeguate risorse economiche per sostenere sia la nuova operazione congiunta Triton (la prima operazione di sorveglianza che prevede l’“osservanza” della disciplina contenuta nel Regolamento (UE) n. 656/2014; marcata operazione di sorveglianza sin dalla proposta iniziale presentata dall’Agenzia FRONTEX…) sia la “vecchia” operazione Poseidon sea coordinate ovviamente dall’Agenzia FRONTEX, il contrasto alle reti dei trafficanti mediante l’assegnazione di delicati e complessi compiti all’Alto Rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini relativi all’organizzazione di una (possibile???) operazione di politica di sicurezza e di difesa comune volta all’identificazione, al fermo e alla distruzione delle imbarcazioni proprio al fine di impedirne l’utilizzazione (tale azione, peraltro, sembrerebbe andare un po’ oltre la direzione da seguire per contrastare il fenomeno del traffico di migranti, “indicata” appunto dal Consiglio di Sicurezza delle NU poco dopo la recente tragedia consumatasi nel Mediterraneo…), il contenimento dei flussi migratori illegali attraverso l’istituzione di un nuovo programma di rimpatrio dei migranti illegali (rectius irregolari) dal territorio degli Stati membri più esposti (da rilevare che la preparazione di detto strumento, dovrebbe comunque tenere presente gli indirizzi da seguire nel prossimo futuro contenuti nella comunicazione della Commissione sulla politica di rimpatrio UE, del 28 marzo 2014…), il potenziamento della solidarietà e della responsabilità “interna” degli Stati membri attraverso l’elaborazione di progetti e piani relativi all’accoglienza però su base volontaria, concernenti sia la «ricollocazione di emergenza» che il reinsediamento (senza dubbio singolare appare l’indicazione attinente alla responsabilità “interna” degli Stati membri…).

Appare opportuno registrare che la significativa “invocazione” contenuta nella «Dichiarazione congiunta sulle traversate nel Mediterraneo» è stata fondamentalmente disattesa.

L’autorevole appello lanciato dall’Alto Commissario delle NU per i rifugiati, dall’Alto Commissario delle NU per i Diritti Umani, dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per le Migrazioni Internazionali e lo Sviluppo, dal Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, sollecitava invero un coeso impegno degli Stati membri, capace di “tradursi”, tra l’altro, nella predisposizione di una «robusta operazione di ricerca e soccorso guidata dagli Stati (…), con una capacità simile a Mare Nostrum […mare comune] e il chiaro obiettivo di salvare vite» nonché nel «fermo impegno ad accogliere un numero sensibilmente più alto di rifugiati, con ulteriori quote di reinsediamento in tutta l’UE, in aggiunta alle attuali (…)».

La compatta convergenza verso la particolare cura dell’aspetto “securitario” ha però dominato lo spirito del Consiglio europeo straordinario [sic!]. Tale deriva potrebbe essere parzialmente arginata dal confronto programmato per il giorno 27 aprile prossimo sulla nave della Marina militare San Giusto tra l’Alto Rappresentante Federica Mogherini e il Segretario generale delle NU Ban Ki-moon, alla presenza del nostro premier Matteo Renzi: auspichiamo quindi un proficuo confronto volto alla definizione di soluzioni orientate preminentemente alla salvaguardia della vita umana in mare.

Dott. Giuseppe Licastro, docente nel Master di Specializzazione in Studi Europei, anno accademico 2010-2011, presso l’Istituto di Studi Europei «Alcide De Gasperi»

* Testo della notarella aggiornato al 26 aprile 2015